Andrea Muzii, campione mondiale, insegna come costruire il palazzo della memoria

Il memory athlete ospite del seminario sulla lingua cinese curato dal prof. Emanuele Ruini

Grande partecipazione di studenti – e pure di diversi docenti – a “Memoria: limiti e sfide”, evento dello scorso 24 aprile che ha avuto come protagonista Andrea Muzii, Memory Athlete e Campione mondiale di memoria, nonché divulgatore e comunicatore. L’incontro, svoltosi nell’Aula dell’Antichità a Palazzo Corigliano, è stato l’ultimo di sei appuntamenti di un seminario sulla lingua cinese organizzato dal prof. Emanuele Raini – che proprio di Muzii, per quanto concerne le tecniche di memoria, è pure allievo.
Romano, 24 anni, laureato in Management and Computer Science alla Luiss, non appena prende parola, Andrea risponde subito alla domanda a fondamento della sua attività: perché sfidarsi ogni giorno spingendosi più in là, oltre i limiti? E ha detto: “per lo stesso motivo che porta uno scalatore ad arrivare in cima all’Everest o uno scienziato a fare ricerca: non è detto che ci riescano, ma ci provano comunque, allenandosi e sforzandosi. Stimoli e adrenalina spingono oltre il limite”. Poi bando alle ciance: con il supporto tecnico di Raini, Muzii dimostra subito cosa significa essere un atleta della memoria coinvolgendo il pubblico in un gioco.
A caso, alcuni presenti in sala sono chiamati a pronunciare a voce tre numeri, che vengono proiettati su un grande schermo visibile a tutti (è collegato ad un pc, e il docente provvede a digitare i numeri). Il risultato: Muzii chiede silenzio, si copre gli occhi con la mano, ruba giusto un minuto, e fissa nella mente ben 16 numeri composti ognuno da 3 cifre (es. 282, 790) e li enuncia al pubblico – alcuni anche volutamente al contrario. Incredulità. Applausi. All’enorme sorpresa in aula segue poi l’introduzione alle tecniche utilizzate e in generale a tutte quelle conosciute: visualizzazione, associazione e soprattutto il link method (una sorta di catena in cui ogni anello si lega al successivo) tra le più semplici, sulle quali si basano il famoso palazzo della memoria e la conversione fonetica.
Le stesse che Raini ha provato a trasmettere ai suoi studenti durante i vari appuntamenti del seminario per una loro applicazione alla lingua cinese e che, come ben spiega Muzii, hanno origine antichissime: “risalgono a millenni fa e ne dobbiamo la nascita ai retori – ad esempio Cicerone ne faceva largo uso – per memorizzare lunghi discorsi da recitare poi in pubblico”.

“La vera abilità è l’attenzione”

Alla base di tutto – qualunque sia la tecnica scelta e gli elementi da memorizzare – c’è un’abilità imprescindibile tuttavia: la concentrazione. “Secondo uno studio – continua il campione del mondo – tutti abbiamo la stessa memoria; la vera abilità è l’attenzione”. Che è servita al protagonista di giornata per un’altra prova utile a far strabuzzare gli occhi al pubblico: Muzii improvvisa, chiamando in causa alcuni studenti di cinese. Ognuno recita un carattere cinese e ne enuncia il rispettivo significato in italiano. Il tutto viene riportato sul solito schermo per un totale di 12 caratteri cinesi e altrettanti significati da memorizzare per Andrea.
Stessa operazione: silenzio, breve osservazione, mano sugli occhi. Zero errori, lungo applauso. Com’è stato possibile tutto questo? Quali tecniche in particolare ha usato? “Ho associato ogni simbolo cinese a un’immagine o a parole spezzate, legate tra loro, sfruttando ovviamente i significati. Fondamentalmente le tecniche in questo caso possono essere due: associazione e visualizzazione”.
Che Muzii sfrutta per un ultimo esercizio: chiama sei volontari accanto a sé – che si propongono con grande entusiasmo. Chiede a ognuno di loro il nome – pronunciato a voce alta – e, al fine di ricordarli tutti, li associa ad alcune caratteristiche fisiche o a oggetti (Stefano-stufa; Alessandro-ali). Infine, gli ultimi 25 minuti dell’incontro sono stati dedicati alle domande del pubblico. Che sono state tante. Su come faccia ogni giorno a spingersi oltre i propri limiti nonostante il livello altissimo raggiunto a soli 24 anni, Muzii risponde così: “Ho ancora tantissime cose da fare: innanzitutto condividere le mie conoscenze, la mia passione, anche con i bambini, con i quali sto iniziando a lavorare. Al di là delle tecniche, mi piace insistere sui concetti di sfida, concentrazione, sforzo”.
Claudio Tranchino

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Ateneapoli – n.08 – 2024 – Pagina 26

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