Il Dipartimento di Matematica e Fisica partner del progetto Coding Girls. Discipline Stem e divario di genere, un gap da superare

Ridurre il divario di genere nelle discipline STEM e avvicinare le studentesse al mondo della programmazione: l’obiettivo del progetto formativo Coding Girls, promosso dalla Fondazione Mondo Digitale ETS, partner consolidato dell’iniziativa il Dipartimento di Matematica e Fisica della Vanvitelli con un focus su laboratori di Data Science e coding. Il programma, dal titolo “La bellezza e forza del dato”, si è articolato in cinque incontri durante i quali cento studenti provenienti dal Licei Enrico Fermi e Armando Diaz si sono cimentati nella programmazione in R e nello studio della statistica, affrontando casi concreti e vicini alla quotidianità.

Tra gli argomenti analizzati lo studio comparativo sui film Disney, il consumo globale d’acqua dal 2000 ad oggi, l’analisi statistica sugli alimenti preferiti nei fast food, utilizzati come spunti per l’elaborazione e l’interpretazione dei dati. “Ho formato cinque studenti della Magistrale, che sono stati a loro volta tutor dei liceali”, ha raccontato la prof.ssa Elvira Romano, docente di Statistica.

Al termine del percorso, il 7 maggio, l’hackathon finale in cui gli studenti hanno presentato in Dipartimento i lavori svolti illustrando i dati raccolti e i risultati delle indagini sviluppate durante il progetto. “Abbiamo cercato di affascinare i ragazzi, che si sono detti soddisfatti e sorpresi per aver avuto la capacità di utilizzare questi strumenti – afferma la prof.ssa Romano – L’obiettivo principale è stato quello di infondere sicurezza nei confronti della Statistica e dimostrare che i concetti possono essere spiegati e appresi in maniera divertente”.

A conclusione delle attività si è svolta anche una premiazione simbolica, assegnata da una giuria composta dalla prof.ssa Romano, dal prof. Spino e dalla responsabile di Mondo Digitale Cecilia Stajano. Ogni gruppo è stato valorizzato attraverso riconoscimenti come “Il progetto più innovativo” o “Il progetto più originale”.

“Le materie STEM non vanno considerate discipline per pochi, ma strumenti per capire e trasformare il mondo – sottolinea la prof.ssa Romano – Spesso le ragazze si allontanano da questo ambito per timore di non essere all’altezza, ma curiosità e voglia di imparare appartengono a tutti, indipendentemente dal genere”.

La docente conferma il progetto per il prossimo anno e ribadisce l’importanza di iniziative di questo tipo per superare stereotipi ancora radicati: “Queste attività aiutano a scardinare i pregiudizi di genere e a rendere la Statistica accessibile a tutti, incoraggiando le studentesse a uscire dalla propria comfort-zone”.
Filomena Parente

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Ateneapoli – n.9-10 – 2026 – Pagina 20

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