“Sicuramente l’esame di Meccanica applicata alle macchine con il prof. Lelio Della Pietra”. È una risposta secca e senza esitazione quella di Lamberto, studente al II anno di Ingegneria Meccanica, quando gli si chiede qual è l’esame più difficile da affrontare in questa sessione invernale. Una difficoltà sulla quale, chiarisce il ragazzo, incide ulteriormente anche l’estrema severità del docente: “Il prof. Della Pietra è il terrore di tutti gli studenti di Ingegneria Meccanica del gruppo M-Z. È particolarmente severo ed esigente. Il 25 marzo va in pensione”. Lo studente vuole dirla proprio tutta: “Nonostante l’esame sia di 12 crediti, il docente lo fa valere come uno di 18. Il programma è fuori dal comune e all’esame non puoi praticamente sbagliare niente”. Poi, però, aggiunge: “L’esame è molto difficile perché il programma è immenso. In tutti gli altri Politecnici italiani è scisso in due parti. Qui, invece, non solo abbiamo un professore che è tremendo, ma in un solo esame bisogna portare una ‘Bibbia’”.
Anche Mirko, nonostante sia iscritto al III anno, non ha ancora affrontato questo esame: “Da quello che so il professore è molto severo ed è difficile superarlo al primo colpo”. Lo studente è molto lontano dal tono concitato del collega e, anzi, riesce a cogliere alcuni aspetti positivi sul docente: “È molto pignolo anche sulle piccole cose e, in generale, le persone che riescono a superare l’esame sono poche. C’è da dire, però, che a differenza di molti altri professori è sempre a disposizione per spiegazioni e chiarimenti. Alla fine ti mette in condizione di superare l’esame perché le cose le spiega bene e a ricevimento è sempre gentile e disponibile. È uno dei pochi professori per i quali la meritocrazia conta davvero”.
Paolo l’esame di Meccanica applicata alle macchine l’ha sostenuto nel settembre 2012: “L’ho superato con un 24, voto abbastanza alto per gli standard del professore”. Anche nel suo caso le lamentele non mancano: “Diciamo che il programma è molto lungo e ci vuole almeno un mese e mezzo per sapere tutto, nonostante un corso seguito bene. Il docente è esigente perché, anche se gli argomenti sono effettivamente importanti per gli studi successivi, è un po’ troppo pignolo e alcune volte boccia anche con una sola domanda. Personalmente i suoi libri li ho studiati una sola volta e bene, ma non è raro che vi siano studenti costretti a ripetere l’esame più volte e a ritardare la tesi”.
Stefano l’esame lo ha sostenuto poco più di un anno fa, ma ricorda tutto benissimo e riesce a fornire anche qualche dettaglio in più sulle modalità di svolgimento della prova: “È sempre stato un esame difficile. Per fortuna a me è andata bene. Ho fatto due volte lo scritto. La prima volta mi sono ritirato perché mi ero presentato alla prova con molte lacune che mi hanno spinto a ripetere l’esame a gennaio. L’autore del libro è il professore stesso ed è formato da due volumi. Tutto quello che vi è scritto sopra bisogna saperlo, non c’è via d’uscita. Quand’anche sapessi il concetto, se non lo sai spiegare come lo ha detto lui, prendi massimo 26/27 e solo se sei andato bene allo scritto. Una cosa impossibile visto che il programma è molto vasto”. Lo studente, poi, aggiunge qualche indiscrezione sul pensionamento del docente: “Se proprio vogliamo dirlo, il prof. Della Pietra doveva andare in pensione anni fa e, non si sa per quale motivo, non ci è più andato. Ora, gli studenti nuovi sono in uno stato di confusione perché non sanno se il professore se ne andrà davvero a marzo oppure no”. Infine, Stefano ritorna sul comportamento del docente in sede d’esame: “Il professore sta bocciando tantissimi studenti che personalmente ritengo sappiano quello che dicono. Meriterebbero almeno di essere promossi. E, invece, lo stanno ripetendo per la quarta volta”.
Valerio ha conseguito la laurea lo scorso dicembre. Con lui il clima si riscalda nuovamente: “L’ho superato con la votazione minima, costretto ad accettare perché era il mio ultimo esame. Il professore è una persona molto esigente, pignola. Non discuto le sue capacità, visto che nel suo campo è un genio, ma la didattica non fa al caso suo. Per quanto riguarda l’esame, molto lungo e impegnativo, con un professore che non te lo fa odiare sarebbe anche piacevole”, conclude lo studente.
Daniela, laureata a gennaio, ha parole meno dure sull’esame: “È molto impegnativo. Indipendentemente dal professore, il programma è ampio e, per tale ragione, occorrono molti mesi per comprendere al meglio tutti gli argomenti. Ho sostenuto l’esame l’anno scorso e ho impiegato circa cinque mesi per studiarlo, ma l’impegno è stato ripagato”. Infine, passa al docente: “Il professore è sicuramente di vecchio stampo, molto esigente e non regala esami. A mio parere, però, la sua intransigenza è giustificata. Abbiamo libri su cui studiare, raro nella mia Facoltà, ed è sempre disponibile a fare ricevimento. Alcune volte mi ha tenuta più di un’ora”.
Fabiana Carcatella
Anche Mirko, nonostante sia iscritto al III anno, non ha ancora affrontato questo esame: “Da quello che so il professore è molto severo ed è difficile superarlo al primo colpo”. Lo studente è molto lontano dal tono concitato del collega e, anzi, riesce a cogliere alcuni aspetti positivi sul docente: “È molto pignolo anche sulle piccole cose e, in generale, le persone che riescono a superare l’esame sono poche. C’è da dire, però, che a differenza di molti altri professori è sempre a disposizione per spiegazioni e chiarimenti. Alla fine ti mette in condizione di superare l’esame perché le cose le spiega bene e a ricevimento è sempre gentile e disponibile. È uno dei pochi professori per i quali la meritocrazia conta davvero”.
Paolo l’esame di Meccanica applicata alle macchine l’ha sostenuto nel settembre 2012: “L’ho superato con un 24, voto abbastanza alto per gli standard del professore”. Anche nel suo caso le lamentele non mancano: “Diciamo che il programma è molto lungo e ci vuole almeno un mese e mezzo per sapere tutto, nonostante un corso seguito bene. Il docente è esigente perché, anche se gli argomenti sono effettivamente importanti per gli studi successivi, è un po’ troppo pignolo e alcune volte boccia anche con una sola domanda. Personalmente i suoi libri li ho studiati una sola volta e bene, ma non è raro che vi siano studenti costretti a ripetere l’esame più volte e a ritardare la tesi”.
Stefano l’esame lo ha sostenuto poco più di un anno fa, ma ricorda tutto benissimo e riesce a fornire anche qualche dettaglio in più sulle modalità di svolgimento della prova: “È sempre stato un esame difficile. Per fortuna a me è andata bene. Ho fatto due volte lo scritto. La prima volta mi sono ritirato perché mi ero presentato alla prova con molte lacune che mi hanno spinto a ripetere l’esame a gennaio. L’autore del libro è il professore stesso ed è formato da due volumi. Tutto quello che vi è scritto sopra bisogna saperlo, non c’è via d’uscita. Quand’anche sapessi il concetto, se non lo sai spiegare come lo ha detto lui, prendi massimo 26/27 e solo se sei andato bene allo scritto. Una cosa impossibile visto che il programma è molto vasto”. Lo studente, poi, aggiunge qualche indiscrezione sul pensionamento del docente: “Se proprio vogliamo dirlo, il prof. Della Pietra doveva andare in pensione anni fa e, non si sa per quale motivo, non ci è più andato. Ora, gli studenti nuovi sono in uno stato di confusione perché non sanno se il professore se ne andrà davvero a marzo oppure no”. Infine, Stefano ritorna sul comportamento del docente in sede d’esame: “Il professore sta bocciando tantissimi studenti che personalmente ritengo sappiano quello che dicono. Meriterebbero almeno di essere promossi. E, invece, lo stanno ripetendo per la quarta volta”.
Valerio ha conseguito la laurea lo scorso dicembre. Con lui il clima si riscalda nuovamente: “L’ho superato con la votazione minima, costretto ad accettare perché era il mio ultimo esame. Il professore è una persona molto esigente, pignola. Non discuto le sue capacità, visto che nel suo campo è un genio, ma la didattica non fa al caso suo. Per quanto riguarda l’esame, molto lungo e impegnativo, con un professore che non te lo fa odiare sarebbe anche piacevole”, conclude lo studente.
Daniela, laureata a gennaio, ha parole meno dure sull’esame: “È molto impegnativo. Indipendentemente dal professore, il programma è ampio e, per tale ragione, occorrono molti mesi per comprendere al meglio tutti gli argomenti. Ho sostenuto l’esame l’anno scorso e ho impiegato circa cinque mesi per studiarlo, ma l’impegno è stato ripagato”. Infine, passa al docente: “Il professore è sicuramente di vecchio stampo, molto esigente e non regala esami. A mio parere, però, la sua intransigenza è giustificata. Abbiamo libri su cui studiare, raro nella mia Facoltà, ed è sempre disponibile a fare ricevimento. Alcune volte mi ha tenuta più di un’ora”.
Fabiana Carcatella







