Mobilità sostenibile: il progetto “Very Soon” della Vanvitelli in un libro

Parlando dell’Università Vanvitelli non si può non far menzione dell’audace impresa del prof. Armando Cartenì; il docente, professore di Pianificazione dei trasporti presso il Dipartimento di Ingegneria, è infatti noto per aver dato vita a “Very Soon”, il servizio di trasporto gratuito e sostenibile (noto come “Soon to Sun” prima del cambio di denominazione) di cui possono usufruire tutti gli studenti dell’Ateneo. Inaugurato nel 2016, il servizio ha conosciuto un rapido successo. L’offerta prevede una combinazione di navette, snodate su quattro linee operanti nei comuni della provincia di Caserta che effettuano trentatré corse al giorno coprendo una fascia oraria dalle sette del mattino alle venti. Le navette, coordinate anche con gli orari dei treni, sono operanti nel periodo di attività dei corsi di studio e delle sedute d’esame. Oltre alle navette, al fine di limitare l’impiego massiccio delle automobili e dunque l’impatto ambientale, gli studenti hanno la possibilità di sfruttare il carpooling, cioè l’impiego in comitiva di una singola auto privata. Sia per quanto concerne l’utilizzo delle navette, sia per il carpooling, gli studenti hanno a disposizione un’app intuitiva dove prenotare il proprio e-ticket per la navetta o organizzare una comitiva. Il servizio “Very Soon”, che ha visto la ciclica sospensione dovuta all’interruzione delle lezioni durante le festività e le vacanze estive, è ripreso il 16 settembre. Data l’importanza del suo lavoro e l’attuabilità ad altri contesti, il docente ha deciso di raccogliere le sue fatiche in un libro dal titolo: “Politiche di mobilità sostenibile: il progetto ‘Very Soon’ dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli”. Il volume verrà presentato il 26 settembre alle ore 15.30 presso l’Aula Magna del Dipartimento di Ingegneria con sede in via Roma, ad Aversa. Ma venendo al nocciolo della questione, cosa incontrerà il lettore nel libro? Quali sono gli spunti da estrapolare? “C’è da considerare, al di là dell’utilità e dell’efficienza del servizio, la vicinanza dell’Università agli studenti. I principali fruitori sono infatti loro, che possono godere non solo delle navette, ma anche del più economico e sostenibile carpooling, usufruendo dei parcheggi gratuiti di cui disponiamo, di proprietà o in comodato d’uso, o a tariffa agevolata”, dice Cartenì. Nel libro, che nasce per presentare un progetto che è sicuramente motivo di soddisfazione, “si cerca di quantificare i valori dell’impatto ambientale e definire quanto possano essere ottimizzati grazie a progetti come Very Soon”. Il volume riporta una cronistoria del progetto “dalla sua ideazione nel 2015 ad oggi, ma affronta anche, e cerca di spiegare, quel concetto che sfruttiamo e che nel mondo anglosassone è chiamato “accountability”, e cioè rendere conto all’utenza di come i soldi pubblici vengono spesi; l’Università è infatti pubblica e nel nostro caso ha finanziato il progetto. Il libro cerca anche di dimostrare come i costi che ha sostenuto l’Ateneo siano stati ripagati anche in termini non monetari, ma in benefici per la collettività. Il carpooling, ad esempio, solo dopo sei mesi ha ripagato l’investimento, mentre per le navette (più costose) è stato necessario più tempo, ma nel giro di un anno ha portato a quello che gli economisti chiamano “break even point”, cioè il punto di pareggio, il momento in cui vi è il ritorno dell’investimento; in via definitiva si può dire che i benefici sono superiori ai costi”. 
“Provate, anche solo 
per una settimana”
Il volume, ideato dal docente e da questi sviluppato, è stato fortemente supportato dal Rettore, il prof. Giuseppe Paolisso, che ha permesso la realizzazione del progetto anche in termini economici ed è stato parte attiva del suo svolgimento in tutte le fasi. Per “Very Soon”, che costituisce un modello di ottimizzazione e impiego dei trasporti, in un territorio in cui questi sono di molto meno efficienti rispetto a Napoli o ad altre realtà, il prof. Cartenì sostiene: “non mi sono ispirato ad un modello in particolare, ma piuttosto ad un metodo di pianificazione dei trasporti di nuova generazione fondato su tre ‘anime’: gli obiettivi del decisore, che in questo caso sono votati alla risoluzione di un problema; la progettazione, e cioè la costituzione di un piano efficiente. Faccio sempre ai miei studenti l’esempio di un ingegnere edile del passato: nel Medioevo c’era la necessità di costruire cattedrali solide e imponenti e i progetti meglio riusciti sono quelli che arrivano a noi attraverso il tempo, quelli che probabilmente erano basati su un piano funzionalmente ineccepibile. Certo, l’ingegneria dei trasporti è diversa e si modifica nel tempo, ma necessita ugualmente, al pari dell’edilizia, di formule matematiche e quindi di una progettazione efficiente. La terza ‘anima’ è il coinvolgimento degli stakeholder, ossia dei portatori di interesse. È necessario coinvolgere il fruitore del servizio e non soltanto il tecnico, per quanto bravo possa essere, e il decisore. Per questo ogni sei mesi proponiamo un sondaggio per accertarci della qualità del servizio secondo gli studenti e di quali siano le migliorie possibilmente attuabili”. Ovviamente, sottolinea il prof. Cartenì, “non tutte le richieste degli studenti possono essere soddisfatte perché magari fuori budget, ma questo modus operandi ci garantisce uno svolgimento del servizio qualitativamente alto”. Sulla base dei risultati dei sondaggi “cercheremo di attuare ulteriori miglioramenti, specialmente dalla fine di questo nuovo anno accademico, quando terminerà la concessione delle navette dell’attuale compagnia subappaltatrice e procederemo al vaglio delle possibilità; ci tengo a precisare che questo non comporterà un’interruzione del servizio. C’è ancora tanto da fare; non mi piace parlare di soluzione del problema, perché il sistema dei trasporti è talmente complesso che non sento di poterne presumere un mio intervento di risoluzione definitiva, ritengo però di aver contribuito al suo miglioramento”. Un consiglio agli studenti: “provare il servizio, anche solo per una settimana. Uno dei più grossi problemi dei pianificatori dei trasporti è quello che si chiama ‘riluttanza al cambiamento’. Gli studenti, abituati a muoversi in auto, non intendono cambiare le loro abitudini, senza provare ciò che non hanno intenzione di usare, che magari è migliore per sé stessi e per la società. Ecco, il mio consiglio è quello di provare e successivamente formulare un giudizio; il libro raccoglie tutti gli elementi utili per poterlo fare”. 
Nicola Di Nardo
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