“Chi si iscrive a Veterinaria deve aspettarsi uno studio duro ed impegnativo”, afferma il prof. Luigi Zicarelli, Preside della Facoltà dal 1° novembre quando succederà al prof. Franco Roperto. Aggiunge: “molti ragazzi arrivano da noi con le idee poco chiare. Pensano che andranno a lavorare con gli animali selvatici o nei parchi. Generalmente, però, vanno a fare altro perché i settori di competenza dei veterinari sono molteplici”. Un consiglio: “occorre maturare la scelta. E’ importante si costruiscano delle buone basi fin dalle superiori. Non si può scegliere all’ultimo minuto, magari dopo aver visto un documentario”.
Sono due i Corsi di laurea attivati dalla Facoltà: il Corso quinquennale in Medicina Veterinaria a numero programmato (140 i posti disponibili), le cui prove di ammissione si sono svolte il 6 settembre, ed il Corso di Laurea triennale ad accesso libero in Tecnologie delle Produzioni Animali ad accesso libero. Per entrambi è necessaria una buona conoscenza di base nelle materie scientifiche.
Il successo del primo anno di studio, dipende, per il prof. Zicarelli, più che dalla provenienza scolastica “dalla qualità della preparazione. Se si è studiato bene le materie biologiche e scientifiche alle superiori, allora non si avranno problemi. Chi ha delle lacune in queste materie è bene che cerchi di approfondirle prima di iniziare gli esami del primo anno”. “Spesso gli studenti non comprendono l’importanza di questi esami perché non riescono a cogliere i collegamenti tra le varie discipline. L’errore che commettono più frequentemente è, dunque, quello di rimandare gli esami più difficili. Magari arrivano al secondo anno e vogliono sostenere Patologia senza aver affrontato Fisiologia e prima ancora Anatomia”, sottolinea il professore. Seguire l’ordine degli esami prescritti dalla Facoltà è, allora, d’obbligo se non si vogliono incontrare troppe difficoltà, ma anche quella di studiare dopo le lezioni è una buona abitudine. Evidenzia il professore “bisogna cercare di fissare gli elementi principali di ogni lezione prima di seguire quella successiva, altrimenti diventa inutile”. Insomma, occorre costanza: “lo studio universitario in teoria dovrebbe offrire molta più libertà ma nella realtà il ritmo è uguale o superiore a quello del liceo”.
Nel corso dei primi anni lo studio è sostanzialmente teorico: “le attività pratiche del primo anno sono limitate all’Istologia, Anatomia, Zoologia ed un po’ di Laboratorio di chimica. Gli animali si inizieranno a vedere solo dal terzo anno, prima morti e poi vivi”.
Nuovi spazi studio ed una intensificazione delle esercitazioni, i primi obiettivi del Preside. “Se aumenteremo le verifiche- sottolinea- i ragazzi studieranno di più in Facoltà ed a casa potranno riposarsi. Inoltre, in questo modo avranno la possibilità di confrontarsi con i colleghi e con i docenti. I libri sono utili, ma costituiscono solo una traccia. La lezione universitaria offre ai ragazzi uno stimolo maggiore e li sprona alla conoscenza”.
Valentina Orellana
Sono due i Corsi di laurea attivati dalla Facoltà: il Corso quinquennale in Medicina Veterinaria a numero programmato (140 i posti disponibili), le cui prove di ammissione si sono svolte il 6 settembre, ed il Corso di Laurea triennale ad accesso libero in Tecnologie delle Produzioni Animali ad accesso libero. Per entrambi è necessaria una buona conoscenza di base nelle materie scientifiche.
Il successo del primo anno di studio, dipende, per il prof. Zicarelli, più che dalla provenienza scolastica “dalla qualità della preparazione. Se si è studiato bene le materie biologiche e scientifiche alle superiori, allora non si avranno problemi. Chi ha delle lacune in queste materie è bene che cerchi di approfondirle prima di iniziare gli esami del primo anno”. “Spesso gli studenti non comprendono l’importanza di questi esami perché non riescono a cogliere i collegamenti tra le varie discipline. L’errore che commettono più frequentemente è, dunque, quello di rimandare gli esami più difficili. Magari arrivano al secondo anno e vogliono sostenere Patologia senza aver affrontato Fisiologia e prima ancora Anatomia”, sottolinea il professore. Seguire l’ordine degli esami prescritti dalla Facoltà è, allora, d’obbligo se non si vogliono incontrare troppe difficoltà, ma anche quella di studiare dopo le lezioni è una buona abitudine. Evidenzia il professore “bisogna cercare di fissare gli elementi principali di ogni lezione prima di seguire quella successiva, altrimenti diventa inutile”. Insomma, occorre costanza: “lo studio universitario in teoria dovrebbe offrire molta più libertà ma nella realtà il ritmo è uguale o superiore a quello del liceo”.
Nel corso dei primi anni lo studio è sostanzialmente teorico: “le attività pratiche del primo anno sono limitate all’Istologia, Anatomia, Zoologia ed un po’ di Laboratorio di chimica. Gli animali si inizieranno a vedere solo dal terzo anno, prima morti e poi vivi”.
Nuovi spazi studio ed una intensificazione delle esercitazioni, i primi obiettivi del Preside. “Se aumenteremo le verifiche- sottolinea- i ragazzi studieranno di più in Facoltà ed a casa potranno riposarsi. Inoltre, in questo modo avranno la possibilità di confrontarsi con i colleghi e con i docenti. I libri sono utili, ma costituiscono solo una traccia. La lezione universitaria offre ai ragazzi uno stimolo maggiore e li sprona alla conoscenza”.
Valentina Orellana







