Procedura Penale: tra aule di Tribunale e pranzo di fine corso

“La sessione d’esame di maggio non è servita a nulla. Gli studenti che hanno frequentato il corso sono stati in aula fino al 23 maggio, e il 25 alla prova non si sono, giustamente, presentati. I candidati presenti hanno sostenuto esami deludenti, non tanto in termini di votazione, ma perché non hanno dimostrato una padronanza dei meccanismi della disciplina”, la prof.ssa Clelia Iasevoli, docente di Procedura Penale, commenta i risultati derivanti dalla nuova organizzazione delle date d’esame. “I corsisti padroneggiano il Codice diversamente. Hanno una preparazione sistematica che permette una resa diversa. Gli studenti agli ultimi esami hanno dimostrato una preparazione ‘superficiale’, anche se frutto di mesi di studio, c’era di sbagliato l’impostazione del ragionamento”, afferma la docente. Poi aggiunge: “non sono questi i risultati a cui mira la mia cattedra. Aspiro a far acquisire una padronanza degli Istituti che permetta, una volta laureati, di gestire i problemi in un’ipotetica udienza futura, facendo ricorso alle proprie risorse”. Questo metodo, secondo la prof.ssa Iasevoli, non può essere acquisito con l’attuale sistema: “Il corso non può svilupparsi in tre mesi scarsi, denuncio questo modo di fare didattica. Terminare le lezioni estive quindici giorni prima per far svolgere sedute di esami che non sono nemmeno appetibili per i ragazzi danneggia la didattica e non solo. Spero si pensi ad una soluzione adeguata per gli esami più corposi, occorrono tempi più lunghi per poter garantire una giusta preparazione”. 
La prof.ssa Iasevoli adotta da sempre metodi didattici diversi basati anche su una umanizzazione del rapporto con gli studenti (“terminato il corso, sono andata a pranzo con i miei ragazzi”) e promuove occasioni di approfondimento al di fuori dalle aule universitarie: “Siamo andati spesso in Tribunale e sono state svolte molte attività di laboratorio soprattutto per sviscerare la Riforma Orlando. Il più delle volte siamo partiti dalla prassi per legare il problema al concreto e poi approdare alle modifiche derivanti dalla Riforma, gettando uno sguardo alle sentenze della Cassazione misurate con la novità normativa”. I manuali di studio non sono ancora aggiornati: “Si è quindi deciso di dare un taglio problematico a questa parte, proprio per studiare insieme le norme. Debbo dire che i ragazzi sono stati bravi e hanno resistito fino alla fine, seguendo le lezioni dalle 14.30 alle 18.00. Una situazione per nulla facile che va assolutamente modificata”. Anche spalmando il corso su più giorni: “gli studenti hanno sopportato la ‘tortura’ di seguire tante ore in maniera continuata. Pur essendo un piacere da entrambe le parti, credo che 4 ore di seguito di Procedura Penale siano inammissibili. Anche per i più volenterosi. Questo disagio non riguarda solo la mia cattedra o la mia disciplina. C’è un malcontento comune. Chi di dovere deve prendere atto di questa problematica”. 
Susy Lubrano
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