Due i Corsi di Laurea al Dipartimento di Medicina Veterinaria: l’omonimo quinquennale a numero chiuso, 51 i posti disponibili, il cui test d’ingresso è previsto per il 3 settembre, e quello Triennale in Tecnologie delle Produzioni Animali, ad ingresso libero. Quest’ultimo viene spesso erroneamente considerato un ripiego, o una specie di sala d’attesa prima di superare il test d’ingresso per entrare a Veterinaria. “Si iscrivono in media 200 studenti l’anno. Solo il 30 per cento, purtroppo, aspira ad esercitare la professione di zoonomo, il restante 70% considera il Corso come ripiego”, afferma il Direttore di Dipartimento Luigi Zicarelli. Atteggiamento sbagliato perché “la figura del laureato in Produzioni Animali è completamente diversa dal veterinario. Non lo affianca, lo dirige, essendo manager di un’azienda. Si trova a metà strada tra lo studio delle discipline agrarie e della medicina veterinaria, solo il primo anno ci sono esami affini”. Molti abbandonano durante il percorso, se non spinti dalle giuste motivazioni: “restano quasi sempre in 50 all’ultimo anno, io preferirei se ne iscrivessero tanti fin dal primo anno, ma veramente convinti della propria scelta e non in attesa del passaggio a Veterinaria, con la convalida degli esami l’anno successivo”. Anche il prof. Luigi Avallone, Presidente del Corso di Laurea, esprime il suo rammarico per la diffusa tendenza a preferire il percorso a numero chiuso. “Nel nostro Corso non esistono sbarramenti, c’è solo una piccola verifica sul tipo di preparazione a dicembre, successiva all’iscrizione. Per i ragazzi che risultano lacunosi nelle materie di base del primo anno, quali matematica, fisica, chimica, biologia, attiviamo corsi di recupero”, spiega. Il percorso del primo anno è comune a quello di Veterinaria, ma già dal secondo comincia a differenziarsi in due curricula: Allevamento animale e sicurezza alimentare e Allevamento e trasformazione dei prodotti di origine animale. Nel primo curriculum “ci si occupa dell’allevamento, dalla nascita dell’animale all’aspetto ispettivo, nel secondo dell’alimentazione e selezione genetica dei prodotti, come ad esempio la mozzarella di bufala”. Per toccare con mano, gli studenti si recano in aziende, mangimifici, caseifici. “Ai primi anni organizziamo delle gite istruttive di una giornata, che consentono di raggiungere i settori produttivi, al terzo anno c’è il pernottamento. Stiamo stipulando convenzioni con aziende, dove gli studenti possono permanere più giorni, per seguire tutta la filiera produttiva”. La professione che il Corso di Laurea prepara ad esercitare è quella di zoonomo: “si trova tra l’agronomo e lo zootecnico nutrizionista. Il laureato si può occupare di selezione genetica, del punto di vista ispettivo, del marketing d’azienda e della collocazione del prodotto”, chiarisce il docente. Una volta terminata la Triennale, si può scegliere di continuare alla Magistrale in Scienze e Tecnologie delle Produzioni Animali o iniziare a lavorare: “Se le nozioni acquisite sono state assimilate, ci si può spendere sul mercato anche a Triennale ultimata, basta che si abbia una piena consapevolezza della diversificazione del curriculum e delle competenze necessarie per esercitare la professione”.







