“Il declino della SUN”, scrive Luigi Santini nel programma che ha depositato in Ateneo, “è nei dati forniti dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, che collocano il nostro Ateneo al penultimo posto della classifica nazionale”. Per invertire la rotta, sostiene, è fondamentale “lavorare per promuovere condizioni di crescita scientifica in tutte le discipline ed in tutti i Dipartimenti. Ovviamente una tale impostazione dovrà dare una particolare attenzione ai Dipartimenti di Scienze umane ed ai valori che da esse sono e devono essere rappresentati”. Inoltre, scrive, “tutte le fasce dei professori e dei ricercatori dovranno essere ascoltate valorizzando il merito e la qualità scientifica. Uno sguardo attento deve essere volto al gran numero di ricercatori della nostra Università che sono in attesa di legittimi riconoscimenti non ancora conseguiti”. Critico verso le precedenti gestioni della Sun, Santini auspica “un rilancio fondato sull’eccellenza dell’offerta didattica e sulla qualità dei servizi agli studenti. Una svolta è necessaria: coloro che vivono la vita dell’Ateneo hanno sotto gli occhi i guasti prodotti da troppi anni caratterizzati da scelte gestionali confuse, da approssimazioni operative e, soprattutto, da conduzione verticistica e personalistica nella definizione delle strategie formative. Cambiare è diventato un imperativo categorico che deve passare per una netta e chiara discontinuità con il passato”. Sottolinea: “Professori, ricercatori, personale amministrativo, studenti, sono i potenziali attori di un cambiamento che si concretizzerà soltanto se l’azione dell’Università saprà travalicare i muri delle aule, dei dipartimenti, del rettorato, guardando alla società civile, alle esigenze del tessuto produttivo, ai bisogni di preparazione e di cultura dei nostri giovani”. Secondo Santini, in discontinuità col passato, il nuovo Rettore dovrà “mettere gli studenti al centro dell’offerta didattica, poiché essi non sono soltanto i destinatari dell’attività formativa, ma rappresentano un capitale umano che va sostenuto e motivato. Occorre valorizzare e rendere proficua la partecipazione degli studenti alle scelte di pertinenza del corpo accademico. Per ottenere questo risultato è necessario che tutti i docenti sentano come loro impegno primario questo obiettivo. Bisogna lavorare sulla qualità dell’offerta formativa, migliorando modalità e organizzazione della didattica e alimentando spazi ed ambiti di fruizione culturale che vadano al di là delle lezioni”. Tra gli obiettivi, in questo campo, “l’ampliamento dell’offerta formativa, che va allargata ai saperi di tipo umanistico”. Partecipazione e confronto altri due temi richiamati nel programma elettorale di Santini. Si propone di “coinvolgere – attraverso l’ascolto, la partecipazione e l’attenzione alle proposte – tutti i soggetti che contribuiscono alla produzione della formazione nell’Università (corpo docente, personale amministrativo e tecnico, studenti, forze sociali, associazioni, rappresentanze)”. Altro punto essenziale, sostiene, è “definire il posizionamento sul territorio. In Campania l’offerta didattica universitaria è storicamente presente, da secoli, a Napoli. Nel tempo più vicino a noi essa ha trovato specifiche e importanti radicamenti a Salerno e nella provincia, nonché nella Valle dell’Irno tra Avellino e Benevento attraverso l’Università del Sannio. L’unico territorio ad essere rimasto fuori è quello di Caserta. È in questa città, ricca di storia a tradizioni, che è necessario ricercare questo definitivo sviluppo, vincendo resistenze ed incertezze”. Prosegue: “Il cambiamento che tutti auspichiamo non può non passare da una inversione radicale di rotta, di metodi, di persone, di filosofia. L’Università è di tutti: chi la guiderà nei prossimi anni non potrà essere un uomo solo al comando, bensì il responsabile ed il coordinatore di scelte compiute con l’apporto di tutti i soggetti interessati, a cominciare, ovviamente, dal corpo accademico al quale spetta di impegnarsi in un’opera di rinnovamento nell’interesse della collettività”. Per tale motivo, conclude, “il programma qui abbozzato dovrà trovare occasioni di confronto, affinamento e specificazione attraverso incontri con i componenti del corpo accademico, dibattiti pubblici con gli studenti e le loro rappresentanze, incontri con il personale tecnico e amministrativo. È altresì auspicabile che tutti i candidati alla carica di Rettore siano disponibili a confrontarsi, nei modi che sarà opportuno decidere”.








