Sbarramento e crediti: un anno di stasi o si accettano voti bassi

Spazi esigui e corse per accaparrarsi un posto a lezione. E’ tutta “questione di abitudine”; “in fondo questo è un edificio che non è stato concepito per accogliere un elevato numero di persone, ci siamo adattati alla situazione, non si può fare altro”: il tenore delle riflessioni degli studenti. Che mangiano sulle scale, studiano nei corridoi e sostano nei pressi di due distributori (di bibite e snack vari) posizionati a qualche metro dalle toilette. “L’ambiente in cui studi ti condiziona – dice Barbara, iscritta al secondo anno – e, qui, ti condiziona in maniera negativa”. “Ci accontentiamo –commenta Angela Di Fusco, studentessa al terzo anno – Per sedersi, anche in biblioteca, basta arrivare la mattina presto”.
Hanno da dire anche sui percorsi di studio. Una richiesta che accomuna molti studenti: occorrono più Corsi di laurea specialistica. “Ce ne sono due per cinque curriculum –  sostengono Stefano e Nadia, al primo anno del corso di laurea specialistica in Politiche sociali e del territorio – Per studiare altro, si è costretti a spostarsi da Napoli e non tutti se lo possono permettere”. “Manca una specialistica con indirizzo socio-antropologico, forse ci sarà a settembre ma non si sa nulla di sicuro”, dice Giulia al terzo anno. “Abbiamo proposto alla Preside una specialistica sul tema della criminalità -afferma Michele Langella, rappresentante degli studenti, impegnato socialmente nella lotta contro la criminalità organizzata – ma la Preside ci ha risposto che non è possibile. Intanto portiamo avanti l’Osservatorio sulla criminalità, con l’aiuto del prof. Amato Lamberti, ma non disponiamo di un’aula per i nostri incontri né di una stampante…”. Maria e Ilaria, iscritte al terzo anno, ci parlano di corsi di laurea specialistica per la preparazione a quelli che definiscono “lavori fantasma”. “Bisogna puntare sul pratico – ci dicono – su uno studio legato per esempio all’ambito pubblicitario o a quello clinico. Non su corsi di laurea che sembrano campati in aria”.
Altra questione che scotta: il tetto di crediti che fa da sbarramento nel prosieguo degli studi. Prendiamo ad esempio il caso di Barbara, napoletana, iscritta al terzo anno. “A causa di un tetto di crediti molto più alto rispetto alle altre facoltà –sostiene- sono stata ferma un anno, in quanto mi mancavano 6 crediti per passare all’anno successivo. Un periodo lungo durante il quale ho seguito sempre le stesse lezioni. Disponendo di tanto tempo libero, così ho cercato e trovato un lavoro di rappresentanza che dopo vari mesi ho deciso di lasciare. Durante l’anno di stasi, ero molto sfiduciata, cominciavo a chiedermi  se questa fosse la facoltà giusta per me o se stessi solo perdendo tempo. Tuttora studio con l’ansia di non riuscire, a fine anno, ad ottenere  tutti i crediti necessari per passare all’anno successivo”. “A questo punto – interviene una sua collega – direi che non siamo noi a scegliere il nostro percorso, spesso si è costretti ad accettare voti bassi che magari rovinano la media pur di accumulare crediti e non stare fermi”. 
L’organizzazione delle sessioni di esame non agevola. “Di solito, per ogni sessione, sono previsti due appelli – dice Annamaria, 21 anni – ma tra i due passa meno di un mese!”. Si arriva dunque al bivio, confermatoci dalle studentesse: “sto ferma un anno o mi rovino la media accettando un voto basso?”. E così, lo studente non fa che correre per accaparrarsi crediti (risultato anche del 3+2), a discapito della vita accademica ridotta ai minimi termini. “Mi piacerebbe essere più attiva all’interno della Facoltà – aggiunge Barbara – ma non ho tempo per dedicarmi ad attività diverse dallo studio”. Una condizione sottolineata anche dai rappresentanti degli studenti de ‘La Locomotiva’ Antonio Camorrino e Adriano Cataldo: “bisogna stimolare una reale partecipazione degli studenti. Presto verrà indetta un’assemblea-incontro aperta a tutti gli iscritti”. “Vogliamo che Sociologia torni ad essere un luogo di fermento –aggiunge Antonio – dove, oltre alle lezioni, si organizzino attività seminariali con l’intervento di esperti della comunicazione e sociologi, e non di ospiti come Maria Grazia Cucinotta…”. (La Cucinotta fu ospite della Facoltà per la presentazione del Master di secondo livello in Scrittura Audiovisuale). Altro problema: la prenotazione degli  esami. Sempre dalle parole di Langella, apprendiamo che tutt’oggi “il sistema ESIS non funziona pienamente, gli studenti si rivolgono a noi rappresentanti o al manager didattico Vittoria Staiano”. “Non è possibile usufruire del metodo di prenotazione on-line per gli esami opzionali”, conferma Elisa, 22 anni. Occorre, infine, rivedere l’orario dei corsi. “Se un corso termina alle 11:00, di sicuro non può cominciarne un altro alla stessa ora ……al cinema Astra – dice Tonia – bisognerà pur spostarsi…”. Qualcuno ci manifesta persino spiacevoli sensazioni personali: “la Preside Amaturo appoggia iniziative e idee di un particolare gruppo della Facoltà…”
(Ma.Es.)
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