Scuola delle Scienze Umane e Sociali: le priorità per il prossimo anno accademico

“Il futuro della Scuola è per me una grande sfida, nell’Università che mi ha dato tanto. Riconosco alla Federico II di avermi offerto possibilità di sviluppo delle mie ricerche che difficilmente avrei trovato altrove. Adesso sento di dover restituire all’istituzione la mia gratitudine, guardando a obiettivi concreti su una scala più ampia. Il sogno è rendere la Scuola il nucleo protagonista di una riflessione culturale interna all’Università”, afferma il prof. Andrea Mazzucchi, docente ordinario di Filologia della Letteratura Italiana, eletto a metà luglio Presidente della Scuola delle Scienze Umane e Sociali della Federico II (ne era già suo Vicepresidente dal 2016). Tante le esperienze di cui farà frutto il Presidente della Scuola nel suo nuovo incarico. Sicuramente, “la gestione didattica di un Corso di Laurea Magistrale come Filologia moderna, che tutt’ora coordino e che nelle prossime settimane vedrà un avvicendamento col futuro Coordinatore, ma anche il confronto in Senato Accademico, la direzione della Scuola di Alta Formazione in ‘Storia e filologia del manoscritto e del libro antico’, ospitata presso i Girolamini di Napoli, e infine il contatto giornaliero con studenti e colleghi”.
Nata tre anni fa, la Scuola (che aggrega i Dipartimenti di Economia, Management e Istituzioni, Giurisprudenza, Scienze Economiche e Statistiche, Scienze Politiche, Scienze Sociali e Studi Umanistici) ha raggiunto “importanti risultati dopo una complessa fase di avvio, grazie al lavoro di chi mi ha preceduto, il prof. Aurelio Cernigliaro”, afferma il prof. Mazzucchi. Tra le novità con cui parte questo anno accademico, “abbiamo finalmente una sede fisica, nel Palazzo del Rettorato: un dato molto importante perché serve a riconoscere, anche solo simbolicamente, la struttura”. Quest’ultima stabilisce i propri confini all’interno di una realtà universitaria estremamente interessante, “per il numero di studenti e docenti che vi afferiscono, componente rilevantissima nel nostro Ateneo, e per la sua tradizione di studi ed eccellenze capaci di innovazione nei vari campi disciplinari”. La finalità principe della Scuola è “fungere da coordinamento tra i diversi Dipartimenti e ragionare in maniera coordinata”, motivo per cui la prima azione da mettere in campo al più presto riguarda la razionalizzazione dell’offerta formativa. 
Informazione e orientamento. Razionalizzare l’offerta significa, in primo luogo, “provvedere ad una gestione articolata dei vari Corsi di Laurea con un’attenzione mirata all’orientamento in ingresso, in itinere, in uscita”, seguendo l’esempio della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base, “nostro modello di riferimento”. Se è vero che la Scuola delle Scienze Umane ottiene ottimi riscontri sul piano delle immatricolazioni per le lauree triennali, è sulle Magistrali che si verifica un fenomeno di flessione nelle iscrizioni. “Mi piacerebbe, d’accordo con i direttori dei Dipartimenti coinvolti, elaborare un piano di monitoraggio per attenuare le discrepanze nei numeri rispetto al triennio”. La certezza è che si possa migliorare molto. “Già solo comunicare le eccellenze dei nostri risultati scientifici ci aiuterebbe a impedire che i nostri studenti vadano via e ci permetterebbe di attrarne altri dalle altre province campane o altre regioni”.
Spazi e strutture. È in corso di svolgimento una riflessione su un sistema comune di spazi con la possibilità di un aulario unico per i Dipartimenti dell’area umanistica, allocati nel Centro storico di Napoli. “Vogliamo intervenire su quest’aspetto, di cui gli studenti spesso lamentano le criticità, affinché siano a disposizione della platea ulteriori strutture, in linea con una didattica fortemente innovativa”. Di concerto col Rettorato, “crediamo che puntare su un investimento serio in spazi e strutture debba diventare una realtà, non solo una potenzialità”.
Interdisciplinarità nelle prospettive future. Le Scienze Umane e Sociali rappresentano un tassello fondamentale nei saperi globali, ma “sapranno essere competitive anche sul piano occupazionale soltanto se dialogano in maniera sistematica e feconda con altre discipline scientifiche e tecnologiche. Anche le mie ricerche attuali, nei settori dell’informatica umanistica e delle Digital Humanities, stanno indagando questo connubio”. Una sfida all’orizzonte sarà proprio quella di orientare la ricerca verso un maggiore sforzo interdisciplinare. “In un Ateneo generalista come la Federico II abbiamo tutte le competenze necessarie. A tale aspetto si dedicheranno delle Commissioni interne appositamente nominate”. 
Un Osservatorio sulla scuola. Alla Scuola delle Scienze Umane e Sociali compete in primis il problema della formazione degli insegnanti. “Oltre che essere in grado di rispondere ai bisogni immediati sull’offerta didattica, come con il percorso di acquisizione di 24 CFU necessari per l’accesso all’insegnamento, abbiamo in prospettiva la creazione di un Osservatorio permanente sul mondo della scuola media e superiore”. Un segmento importante, come ha già dimostrato in passato l’attenzione per il progetto F2 nella scuola, perché è da esso che “recuperiamo i nostri studenti e poi formiamo insegnanti che vanno ad insegnare nelle scuole campane”. L’istruzione “vive una fase complessa, non esclusivamente imputabile al deficit insegnanti”. Perciò, un Osservatorio potrebbe “veicolare pratiche virtuose e modelli propositivi, favorire l’incontro con personalità del settore, occuparsi della formazione continua”.
Post laurea. Dottorati di ricerca altamente qualificati, Master di primo e di secondo livello, Scuole di Specializzazione: “vogliamo valorizzare e mettere a sistema l’offerta post laurea nel modo più efficace”, anche perché da quest’anno partono i corsi della Scuola Superiore Meridionale con corsi ordinari e tre dottorati (di cui ‘Testi, tradizioni e culture del libro. Studi italiani e romanzi’, coordinato dal docente). “Sarebbe strategico operare una sinergia tra le due scuole per innalzare ulteriormente la qualità della nostra didattica e ricerca, legando in ultimo tali ambizioni al placement sul territorio”. 
Sabrina Sabatino
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