Pochi i membri che hanno preso parte alla seduta della Commissione Didattica del 14 marzo. Tra i professori presenti il professor Bruno Jossa e gli immancabili Giuseppe Olivieri e Ines De Falco, tra gli studenti Vittorio Pietropinto, Antonio Esposito e Genny Tortora. Degli altri nessuna traccia.
L’opinione comune, registrata in occasione dei lavori di marzo, è stata quella (peraltro già espressa precedentemente) di rinnovare i quadri operativi del consesso. La scarsa partecipazione dei membri attuali e l’evoluzione della discussione e delle funzioni della commissione lo richiederebbero d’urgenza. Provocatoriamente il professor Olivieri si è dichiarato addirittura a favore di uno scioglimento della commissione, in caso non si trovi presto una soluzione, ma noi crediamo e speriamo che invece il professor Jossa e soci continuino la loro opera, per molti versi lodevole.
Il 14 si è parlato, in ogni caso, di diverse questioni. A tener banco, in attesa che la discussione si sposti in Consiglio di Facoltà (programmato per il 14 aprile), il problema delle tesi. Un problema non di poco conto. Messi all’indice il Dipartimento di Diritto Ecclesiastico e quello di Internazionale dove, su precise segnalazione degli studenti, è stato appurato (lo ha fatto anche Ateneapoli nell’articolo pubblicato in queste pagine) che vengono applicati criteri iniqui nell’assegnazione delle tesi di laurea agli studenti. E’ chiaro che questi due Dipartimenti non sono i soli a dover essere demonizzati, dato che anche in molte altre cattedre il comportamento dei docenti è lo stesso. E’ pur vero, però, che la situazione attuale richiederebbe, oltre ad un maggiore controllo, da parte della facoltà, del rispetto dei regolamenti, una vera e propria riforma dei suddetti criteri, visto l’ingente numero di persone che si presentano ciclicamente nei dipartimenti a questuare un argomento per la tesi. La linea guida della Commissione, in tal senso, è ancora da definire e, prima del prossimo Consiglio, ci sarà la possibilità di restringere ulteriormente il campo della discussione in occasione della seduta del 4 aprile.
Nel frattempo altre problematiche hanno stuzzicato l’attenzione dei partecipanti: in primis la storia di un ragazzo calabrese che è risultato essere la prima ‘vittima’ del servizio di prenotazione telefonica degli esami (di cui avevamo dato notizia nel giornale di quindici giorni fa). Il malcapitato studente doveva sostenere l’esame di Istituzioni di Diritto Privato con il professor Di Prisco, ma la sua prenotazione, solo verbale e dunque senza la possibilità di mostrare alcuna ricevuta, non era stata registrata. Risultato: niente esami e tante sacramentazioni al dis… servizio telefonico.
Da uno studente sfortunato a quelli sbadati, ricordate la vicenda di quei ragazzi che avevano sbagliato cattedra? Bene, per evitare che altri incappino negli stessi problemi e, soprattutto, per prevenire e/o curare in tempi brevissimi i probabili errori presenti anche nella Guida dello studente del prossimo anno, la commissione ha deciso (è una vera novità!) di chiedere alla facoltà di predisporre l’uscita anticipata di un ‘estratto’ della guida già nella fase calda delle iscrizioni. Tutte da definire le modalità ed i tempi precisi dell’operazione.
E sempre a proposito di studenti sbadati è stato anche lanciato dal Preside un grido d’allarme per l’alto numero di studenti del primo anno (si parla di 1000, o giù di lì) che non avrebbero comunicato, al momento dell’iscrizione, il piano di studi scelto. Condizione che potrebbe provocare loro l’impossibilità di prenotare esami a maggio per problemi tecnici degli elaboratori. In virtù di questo fatto Labruna ha anticipato l’emissione di un decreto eccezionale di riapertura dei termini per la suddetta opzione, termine che scadrà improrogabilmente il 20 aprile. Va detto che stavolta, gli studenti ritardatari non avranno comunicazione ad personam, del fatto, ma devono andare ad informarsi in facoltà. Se non sceglieranno alcun piano tra quelli disponibili, saranno assegnati d’ufficio al piano generale.
Marco Merola
L’opinione comune, registrata in occasione dei lavori di marzo, è stata quella (peraltro già espressa precedentemente) di rinnovare i quadri operativi del consesso. La scarsa partecipazione dei membri attuali e l’evoluzione della discussione e delle funzioni della commissione lo richiederebbero d’urgenza. Provocatoriamente il professor Olivieri si è dichiarato addirittura a favore di uno scioglimento della commissione, in caso non si trovi presto una soluzione, ma noi crediamo e speriamo che invece il professor Jossa e soci continuino la loro opera, per molti versi lodevole.
Il 14 si è parlato, in ogni caso, di diverse questioni. A tener banco, in attesa che la discussione si sposti in Consiglio di Facoltà (programmato per il 14 aprile), il problema delle tesi. Un problema non di poco conto. Messi all’indice il Dipartimento di Diritto Ecclesiastico e quello di Internazionale dove, su precise segnalazione degli studenti, è stato appurato (lo ha fatto anche Ateneapoli nell’articolo pubblicato in queste pagine) che vengono applicati criteri iniqui nell’assegnazione delle tesi di laurea agli studenti. E’ chiaro che questi due Dipartimenti non sono i soli a dover essere demonizzati, dato che anche in molte altre cattedre il comportamento dei docenti è lo stesso. E’ pur vero, però, che la situazione attuale richiederebbe, oltre ad un maggiore controllo, da parte della facoltà, del rispetto dei regolamenti, una vera e propria riforma dei suddetti criteri, visto l’ingente numero di persone che si presentano ciclicamente nei dipartimenti a questuare un argomento per la tesi. La linea guida della Commissione, in tal senso, è ancora da definire e, prima del prossimo Consiglio, ci sarà la possibilità di restringere ulteriormente il campo della discussione in occasione della seduta del 4 aprile.
Nel frattempo altre problematiche hanno stuzzicato l’attenzione dei partecipanti: in primis la storia di un ragazzo calabrese che è risultato essere la prima ‘vittima’ del servizio di prenotazione telefonica degli esami (di cui avevamo dato notizia nel giornale di quindici giorni fa). Il malcapitato studente doveva sostenere l’esame di Istituzioni di Diritto Privato con il professor Di Prisco, ma la sua prenotazione, solo verbale e dunque senza la possibilità di mostrare alcuna ricevuta, non era stata registrata. Risultato: niente esami e tante sacramentazioni al dis… servizio telefonico.
Da uno studente sfortunato a quelli sbadati, ricordate la vicenda di quei ragazzi che avevano sbagliato cattedra? Bene, per evitare che altri incappino negli stessi problemi e, soprattutto, per prevenire e/o curare in tempi brevissimi i probabili errori presenti anche nella Guida dello studente del prossimo anno, la commissione ha deciso (è una vera novità!) di chiedere alla facoltà di predisporre l’uscita anticipata di un ‘estratto’ della guida già nella fase calda delle iscrizioni. Tutte da definire le modalità ed i tempi precisi dell’operazione.
E sempre a proposito di studenti sbadati è stato anche lanciato dal Preside un grido d’allarme per l’alto numero di studenti del primo anno (si parla di 1000, o giù di lì) che non avrebbero comunicato, al momento dell’iscrizione, il piano di studi scelto. Condizione che potrebbe provocare loro l’impossibilità di prenotare esami a maggio per problemi tecnici degli elaboratori. In virtù di questo fatto Labruna ha anticipato l’emissione di un decreto eccezionale di riapertura dei termini per la suddetta opzione, termine che scadrà improrogabilmente il 20 aprile. Va detto che stavolta, gli studenti ritardatari non avranno comunicazione ad personam, del fatto, ma devono andare ad informarsi in facoltà. Se non sceglieranno alcun piano tra quelli disponibili, saranno assegnati d’ufficio al piano generale.
Marco Merola








