A Giurisprudenza scegliere la tesi di laurea non è mai stato facile, e oggi come ieri gli studenti si bloccano tra la folla delle liste d’attesa che in quasi tutte le discipline vengono compilate per garantire l’ordine nell’assegnazione. Stando a quanto raccontano gli studenti, ci sono discipline inaccostabili per complessità e per affollamento di tesisti. Diritto del lavoro è una delle più ambite ma delle meno accessibili: liste d’attesa lunghissime e poco mobili. Diritto civile, Istituzioni di diritto privato, Diritto costituzionale, Diritto processuale civile, Diritto penale sono considerati insegnamenti troppo impegnativi che espongono eccessivamente al rischio di essere liquidati con pochi punti in seduta di laurea, ed è per questo motivo che in genere sono gli studenti dalla media più brillante a svolgere la tesi in queste materie. Quando si ha una media bassa si ripiega solitamente su discipline tradizionalmente considerate più agevoli. Gianluigi Martone, 24 anni, optante al quarto anno della laurea magistrale, dice che l’esame che gli è piaciuto di più è stato Diritto costituzionale con il prof. Carlo Amirante. “Se potessi scegliere liberamente – dice- sceglierei la tesi in Costituzionale. Però non ho avuto un voto alto e così la chiederò in Storia del diritto italiano, al quale ho preso 27”. I conti che è portato a fare chi si accinge a completare il proprio corso di studi sono di diverso tipo. Si calcola la media riportata agli esami, il punteggio di partenza alla tesi e quello finale cui si potrebbe aspirare a seconda della materia prescelta. Si cerca di fare i conti perfino sulle possibili domande in seduta di laurea, come dimostra il ragionamento portato avanti da Vincenzo D’Antò, 25 anni, iscritto al vecchio ordinamento. “Chiedere la tesi in materie come Costituzionale, Privato, Civile può comportare grossi rischi – afferma- sono discipline estremamente ampie, sulle quali qualsiasi membro della commissione di laurea può fare domande. Da questo punto di vista è più conveniente buttarsi su materie di cui sono esperti in pochi”. Vincenzo ha già scelto? “Certo, come non chiedere la tesi in Sistemi fiscali comparati con il prof. Raffaele Perrone Capano?”. Una scelta conveniente? “No. E’ la mia materia preferita: interessante e attuale”. C’è invece chi ammette di essere propenso a sacrificare piacere, passione e interesse sull’altare di una presunta comodità. “Senza alcun dubbio farò una tesi romanistica – afferma Roberto Santonastasio, ventunenne intenzionato a fermarsi al titolo triennale- voglio fare presto e penso che la tesi storica sia più semplice da elaborare”. Ma siamo proprio sicuri che fare la tesi nelle materie romanistiche sia così facile e veloce? Ornella Nasta, 22 anni, optante alla magistrale, aveva già ottenuto la tesi in Istituzioni del diritto romano con il prof. Giuffrè. “Era una tesi per la laurea triennale – spiega- ma il docente mi ha dato la possibilità di congelare l’argomento per la laurea magistrale. Tratterò un aspetto delle obbligazioni, e non penso affatto che sia semplice perché per fare un buon lavoro è necessaria una buona preparazione classica e un impegno costante”. Eppure, la tesi romanistica è considerata dai più consigliabile per la sua semplicità e per l’elevato numero di punti che consentirebbe di aggiungere al voto di partenza. “E’ risaputo che la tesi romanistica dà molti punti”, conferma Laura Cangiano, iscritta al vecchio ordinamento. Interviene finalmente con parole di saggezza Roberto, laureato da pochi mesi con una tesi in Diritto finanziario e attualmente praticante avvocato, che sostiene: “tutto in realtà dipende dalla complessità dell’argomento da trattare. A volte si crede di essersi orientati su una materia che permette una certa facilità nell’elaborazione della tesi, mentre poi mettendosi a lavorare ci si rende conto che reperire il materiale è molto più difficile di quanto non si pensasse. I parametri di cui secondo me si deve tenere conto nella scelta della materia sono due: la semplicità nel reperimento delle fonti e la disponibilità dei docenti”. Resta solo da chiedersi che fine abbiano fatto passione e interesse e se, una volta ritrovati, non valga poi la pena sudare qualche camicia in più per realizzare una tesi che piaccia davvero.
Sara Pepe
Sara Pepe








