Trombetti: “il sistema universitario si deve autoriformare”

“Valutazione, autoriforma del sistema universitario, spazio ai giovani, apprendimento sostenibile” sono questi i cavalli di battaglia del Rettore Guido Trombetti, diviso tra gli impegni della Presidenza della CRUI (Conferenza Nazionale dei Rettori) e quelli del Federico II, nell’intervista del 12 febbraio ad Ateneapoli. Più che sul buco di 13 milioni di euro del Federico II, su cui lascia intendere di essere cautamente ottimista, intende volare alto. Dunque la prima domanda: come sarà l’anno 2007? “E’ un anno difficile. Lo sanno tutti. E se lo aspettano tutti. Dunque è un anno di sacrifici: per i Comuni, gli enti locali, vari settori dello Stato e delle professioni, il CNR e quindi anche per il sistema universitario italiano. Ma speriamo andrà meglio nel 2008”.
Il problema sono “i tagli all’FFO”, il Fondo di Finanziamento Ordinario: “che da due anni decresce o è identico, nonostante l’incremento delle spese”. Che fare? “Intanto è indispensabile che si riveda alla radice il finanziamento delle Università; e poi una quota di finanziamenti deve arrivare in base ai risultati. Questa è la base di confronto con il Ministro dell’Università. Ovviamente, non se ne deve parlare solo all’atto della Finanziaria, in modo frenetico, ma aprire da subito un tavolo di confronto”.
“O ci autoriformiamo
o lo faranno altri”
“Certo, – aggiunge – anche il sistema universitario si deve rimettere in discussione”. Come? “Riconsiderando l’insieme dell’offerta formativa, le classi di laurea. Un’offerta didattica che sia nel contempo volta ad un apprendimento sostenibile – intervenendo sul numero degli esami e la frammentazione dell’insegnamento – ed orientata alla domanda del territorio. E di questo sono coscienti tutti”. Nella trattativa un altro aspetto è considerato come un punto fermo, afferma il Rettore: “il governo ci dice io metto più risorse, tu Università ci devi dare più efficienza”. Chiediamo, ma questa idea è accettata dai docenti?. “C’è certamente coscienza che il problema esiste. In questo senso, ad esempio sul contenimento del numero degli esami, io sono d’accordo con il Ministro: vanno ridotti gli esami di triennale e specialistica. Altrimenti gli studenti quando seguono i corsi e studiano con profitto? Perciò, anche il peso didattico deve essere sostenibile”. Diritto allo studio ed edilizia universitaria. Altro tema caro a Trombetti ed ai Rettori italiani. “Da qualche anno non ci sono più finanziamenti sull’edilizia. E il diritto allo studio va assolutamente incrementato. Se vogliamo far crescere il numero dei nostri laureati”. “Poche aule e poche risorse: è un sistema che non può funzionare”. Occorre dunque, passare ad “una autoriforma del sistema universitario; o ci riformerà qualcun altro.  Bisogna almeno far intravedere una capacità ad autoriformarsi”. Non nasconde che “i tempi non saranno brevissimi ma è questa la strada da percorrere. Altrimenti, ripeto, saranno altri a riformarci”, in tal caso non saranno scelte indolore, lascia intendere Trombetti.
Veniamo invece agli aspetti positivi. L’ingresso dei giovani. “E’ sempre stato un mio cavallo di battaglia. La legge Finanziaria prevede dei finanziamenti. Non molto rilevanti, però è la dimostrazione di un’attenzione”. Vede insomma un passo avanti. Quindi “L’Agenzia Nazionale di Valutazione”. E’ prevista nel collegato alla Finanziaria, e vedrà un apposito decreto voluto dal Ministro. “Anche su questa idea concordo. Si creerà un’agenzia terza, che valuterà la ricerca, le potenzialità e l’efficienza complessiva degli Atenei”. “E’ un’operazione enorme, ma queste agenzie ci sono in tutta Europa. E’ giusto che ci siano anche da noi”. 
Gli scenari
del Federico II
Fin qui lo scenario nazionale. Passiamo ora al Federico II. 
I Master innanzitutto. Anche in questo caso Trombetti intende fare chiarezza. “Ho nominato una commissione. E’ materia che va disciplinata. Altrimenti diventa un sistema inflazionato che così si depotenzia”. 
Buco di bilancio: si aggira intorno ai 13 milioni di euro – e non dieci come anticipato da Ateneapoli sullo scorso numero – “Sappiamo che ci sono difficoltà di bilancio. Per tutti, però, non solo per il Federico II. Però vogliamo anche dare una prospettiva all’ateneo, non solo piangerci addosso”. “Fatta la ricognizione sul buco e sulle voci che l’hanno prodotto, ci sarà un piano di contenimento e di sviluppo”. Con un’attenzione anche al futuro: “non si può bloccare lo sviluppo dell’ateneo, ed eventualmente dovremo procedere anche con qualche dismissione – beni ed appartamenti abbandonati o scarsamente utilizzati- proiettandoci su innovazione ed internazionalizzazione”. Sui tagli cita un esempio: “è come in una famiglia, quando per qualche motivo si registrano minori entrate: si taglia qua e là, ma il mutuo della casa e gli studi dei figli si debbono continuare a pagare”.
Ma come si penserà al futuro? Primo: “non facendo scadere la qualità dei servizi – certo, che se in futuro i finanziamenti statali dovessero continuare a diminuire, allora sarà un problema, ma per l’intero sistema universitario-”. Secondo: “dovremmo razionalizzare e fissare delle priorità: la biblioteca universitaria d’ateneo, il potenziamento del sistema informatico (sito web, etc); l’e-governament”. Una novità: “entro l’anno sarà attiva l’Anagrafe della Ricerca: con pubblicazioni, brevetti, l’elenco delle attrezzature disponibili e dei filoni di ricerca disponibili con i relativi finanziamenti. (se ne occupa il prof. D’Apuzzo)”. “Servizio che aiuterà l’ateneo nella valutazione nazionale e dunque ad attrarre maggiori finanziamenti”. Altra novità: “un sistema di e-learning, finanziato dalla Regione Campania, coordinato dal prof. Mauro Calise. Un servizio integrativo e non sostitutivo della didattica tradizionale”.
“Come Ateneo abbiamo un’etica della responsabilità, ed un dovere di progettualità nei confronti degli studenti e delle famiglie, come nei confronti di quanti lavorano nell’ateneo: con impegno, sacrificio, efficienza”, conclude  Trombetti. 
Paolo Iannotti
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