Una laurea dimezzata senza la padronanza di due lingue

“La verità è che, rispetto ad altri laureati, i nostri posseggono un mix di conoscenze che fornisce loro elasticità elevata e possibilità di applicazione in settori diversi -Tullio D’Aponte, Preside di Scienze Politiche, non vuol sentir parlare di facoltà debole e di laurea poco spendibile-. Io sto seguendo diversi laureati, i quali collaborano con ARPA e con Promos Ricerche. Mi chiedono un aiuto, subito dopo la laurea, per fare qualcosa. Ebbene, nel giro di sette – otto mesi mi lasciano perché trovano lavoro, anche soddisfacente. Certo, abbiamo anche episodi clamorosi di disoccupazione a sette, otto anni dalla laurea. Ma dobbiamo sempre verificare a cosa corrisponda effettivamente la laurea, quello che i ragazzi effettivamente conoscono, quali capacità possono vantare nel settore linguistico ed informatico”. Quali professioni consente di intraprendere la laurea in Scienze Politiche? Tradizionalmente: concorsi nella pubblica amministrazione -dal segretario comunale fino alla prestigiosa carriera diplomatica- ed insegnamento di Diritto ed Economia nella scuola media secondaria superiore. Molti tentano anche la professione giornalistica, che peraltro non è specificamente legata alla laurea in Scienze Politiche. Da alcuni anni, superata l’ostilità dell’Ordine dei dottori commercialisti, gli “scienziati politici”, previa integrazione di alcuni esami, possono partecipare all’esame di Stato e tentare la strada della libera professione. Lo stanno facendo in molti, soprattutto coloro i quali hanno frequentato l’indirizzo Economico, ed anche con buoni risultati, secondo quanto sottolinea il preside D’Aponte. “L’approfondimento tecnico che caratterizza i laureati in Economia si può costruire, ma i nostri laureati fanno valere la capacità di uno sguardo più completo sulle realtà complesse”. Un’altra professione piuttosto diffusa: promotore finanziario, previo corso post lauream. Poi c’è una gamma di lavori i quali non sono precisamente collegati alla laurea: dall’insegnante in istituti di assistenza privata agli studenti universitari all’assicuratore. Qualcuno si arrangia con le lezioni private. Insomma, una realtà estremamente composita ed al suo interno differenziata. Con una caratteristica di fondo, indicata dal preside D’Aponte: “cresce l’utilizzazione nel settore privato. In precedenza questa era una laurea fortemente caratterizzata da sbocchi nella Pubblica Amministrazione. Adesso i nostri laureati trovano lavoro nella gestione delle risorse umane, nell’assistenza allo sviluppo, nelle relazioni industriali e sindacali”. La strategia vincente del laureato il quale intenda evitare l’eterno precariato e lavorare in un settore che valorizzi la sua preparazione, sottolinea il professor D’Aponte, è quella di potenziare la preparazione con un Master o con una Scuola di Specializzazione. “Anche per questo la facoltà ha attivato lo scorso anno la Scuola post lauream in diritto delle assicurazioni. Va proprio nel senso di qualificare ulteriormente e di specializzare i laureati. A partire da quest’anno avremo inoltre una cattedra di Diritto delle Telecomunicazioni, in previsione di un più attento rapporto con l’Authority che ha sede a Napoli”. Scienze Politiche dura quattro anni e prevede 25 esami. Dopo un biennio comune lo studente sceglie uno dei seguenti indirizzi: Sociale, Internazionale, Storico, Economico, Amministrativo. E’ sita in via Rodinò (come la segreteria studenti) ma alcuni dipartimenti ed i laboratori linguistici sono ancora in via Sanfelice, la vecchia sede. D’Aponte promette una svolta entro l’anno accademico che va ad iniziare. 
“Ho chiesto ai dipartimenti di fare qualche sacrificio e di stringersi, in maniera da consentire finalmente il trasferimento dei laboratori linguistici e di quelli informatici a via Rodinò. Questo per agevolare gli studenti, i quali hanno capito finalmente che devono frequentare, ma giustamente pretendono un servizio all’altezza. Che significa, tra l’altro, apertura prolungata dei laboratori linguistici e possibilità di esercitarsi autonomamente, durante la giornata. Inutile contarsi storie; una laurea in Scienze Politiche che non si accompagni ad una buona padronanza di una o due lingue è una laurea dimezzata”. Da quest’anno, in via Rodinò, sarà anche allestita un’aula appositamente attrezzata con macchine ed apparecchiature destinate a consentire lo studio e la lettura agli studenti con gravi problemi di vista. Un segnale davvero importante, in una università troppo spesso ancora disattenta sulla questione degli studenti portatori di handicap. “La metteremo a disposizione anche degli iscritti ad altre facoltà i quali lamentino problemi del genere”, precisa il professor D’Aponte. Le lezioni inizieranno a novembre e saranno precedute dai corsi introduttivi di Matematica e Diritto, tra fine settembre ed inizio ottobre.  
Fabrizio Geremicca
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