Agraria: il neo Direttore costituisce i primi gruppi di lavoro del Dipartimento

Uno dei punti che caratterizzavano il programma che il prof. Danilo Ercolini aveva proposto ai suoi colleghi quando aveva deciso di candidarsi alla direzione del Dipartimento di Agraria era relativo alla collegialità ed alla condivisione delle scelte e del lavoro da svolgere. Sulla base di quel programma è iniziata ora la formazione dei primi gruppi di lavoro con le relative deleghe. Informa il neo Direttore: “Ho dato la responsabilità del coordinamento delle attività didattiche di Dipartimento al prof. Domenico Carputo, già referente all’orientamento. Ho poi costituito un gruppo di lavoro sulla sicurezza degli ambienti e dei laboratori. Lo presiede un tecnico, la dott.ssa Antonietta La Storia, e ne fa parte un docente per ciascuna sezione del Dipartimento; il coordinatore è il prof. Francesco Villani. Poi ho costituito un piccolo team sulla riorganizzazione delle attività amministrative ed è coordinato dal prof. Francesco Giannino. Avevo le idee chiare sulle competenze dei colleghi e per questo sono già partiti questi gruppi. Ad essi seguiranno altri, sempre nell’ottica della gestione condivisa. È un modo per responsabilizzare i colleghi e coinvolgerli nella gestione del Dipartimento, che è diventata qualcosa di estremamente complesso ed articolato. Ovviamente io non mi tiro indietro su niente, darò le indicazioni di massima e mi assumerò sempre la responsabilità delle decisioni che saranno adottate. Condivisione non vuol dire che il direttore si deresponsabilizza o si defila, tutt’altro”. Resta vuota, quando sono già trascorsi alcuni mesi dalla elezione del prof. Ercolini al vertice del Dipartimento, la casella del numero due, il Vicedirettore. “Non ho scelto ancora – dice – perché è una figura molto importante ed ho bisogno di tempo per meditare”. 
Tablet e personale aggiuntivo: le richieste per il secondo semestre
Non ci sono novità sul versante dell’offerta formativa, che resterà invariata nel prossimo anno accademico. Sul fronte delle strutture, invece, ci si prepara ad un intervento piuttosto significativo. “È partito l’iter – anticipa il Direttore – per l’adeguamento di alcuni laboratori didattici a Palazzo Mascabruno. Ce ne sono tre confinanti ma non comunicanti. Il progetto prevede di realizzare interventi per renderli fruibili come un solo laboratorio o separatamente, come tre strutture diverse. L’obiettivo è di adattarli alla presenza in contemporanea di settanta studenti e per questo è necessario che siano realizzate, tra l’altro, ulteriori uscite di sicurezza. È importante questo intervento perché sono laboratori al servizio di numerosi Corsi di Laurea, compresi quelli Triennali, che hanno un numero piuttosto elevato di studenti”. I lavori, se sarà rispettato il cronoprogramma, inizieranno alla fine del secondo semestre, affinché i laboratori ristrutturati possano essere fruiti dagli studenti in concomitanza con l’avvio dei corsi del primo semestre del prossimo anno accademico, in autunno. “Naturalmente – avverte il prof. Ercolini – a Portici non è semplice. Ci si muove in un palazzo sottoposto a vincoli molto stringenti ed è sovrano il parere della Soprintendenza. Confido, però, che l’intervento possa essere realizzato”.
Ci si appresta, intanto, in concomitanza con l’avvio del secondo semestre, a riprendere le lezioni in presenza: “Con cautela e nel rispetto delle norme e dei vincoli, speriamo di poter ricominciare a vedere gli studenti in aula. Le matricole frequenteranno in presenza tutti i corsi, salvo modifiche e novità che potrebbero sopraggiungere da parte del Governo o della Regione nei prossimi giorni, ma con ingressi sfalsati. Su tre giorni di didattica frontale, entreranno una volta alle nove, una alle dieci ed una alle undici. Questo per cercare anche di limitare l’affollamento sui mezzi pubblici. Gli iscritti agli anni successivi al primo seguiranno in presenza uno o due giorni, il resto online. È sempre offerta la possibilità alle ragazze ed ai ragazzi che preferiranno stare a casa di seguire la lezione in remoto. Flessibilità e prudenza sono i principi ai quali ci ispiriamo ad Agraria per conciliare esigenze inderogabili di tutela degli studenti e didattica. Abbiamo presentato richiesta di tablet e materiale a supporto delle lezioni che si svolgeranno online e speriamo che sia accolta anche la nostra istanza di personale aggiuntivo per presenziare i diversi ingressi necessari ad evitare che gli studenti si accalchino. Come noi, del resto, credo che abbiano presentato richieste analoghe tutti gli altri Dipartimenti dell’Ateneo”. Proseguono, intanto, i seminari de “Il Caffè Scientifico di Agraria”. Appuntamenti aperti alla partecipazione di tutti durante i quali i docenti affrontano in maniera divulgativa e comprensibile anche a chi non è uno specialista alcuni temi di interesse scientifico legati alle ricerche ed agli studi che si svolgono in Dipartimento. I Caffè sono ormai una tradizione consolidata, che però quest’anno si è adattata alle esigenze dettate dalla pandemia. Gli incontri si svolgono, dunque, sulla piattaforma Teams. Ecco i prossimi tre seminari (ore 14.30): 24 febbraio, Stefano Mazzoleni “Inside-out. The inhibitory effect of self-DNA”; 10 marzo, Gianluigi Mauriello “Microincapsuliamoli tutti… i probiotici”; 14 aprile, Teresa Del Giudice “L’innovazione, l’agricoltura e le politiche di intervento: l’audace progetto di un ecosistema della conoscenza”. Il calendario completo è consultabile sulla pagina web del Dipartimento. 
 
Scarica gratis il nuovo numero di Ateneapoli su www.ateneapoli.it
- Advertisement -




Articoli Correlati