Superare la paura del futuro e la rigidità dei percorsi tradizionali. In un mercato del lavoro sempre più dinamico, l’esperienza internazionale, a partire dal percorso Erasmus, rappresenta oggi un valore aggiunto significativo. “Andate all’estero, create relazioni, imparate le lingue.
Non abbiate paura di cambiare: ogni casella che aggiungete al vostro curriculum vi rende più liberi e competenti”, l’appello della prof.ssa Giovanna D’Alfonso, docente di Diritto Privato presso il Dipartimento di Economia, nel corso del seminario integrativo dedicato alle opportunità di stage e di carriera all’estero. Un incontro che ha voluto tracciare una rotta chiara in un mare di opportunità spesso sconosciute e, talvolta, poco discusse. L’obiettivo: offrire strumenti concreti agli studenti e alle studentesse.
Perché, se la conoscenza è potere, conoscere le opportunità significa poter scegliere con maggiore consapevolezza il proprio percorso. “Le certificazioni linguistiche sono fondamentali”, ha sottolineato la prof.ssa D’Alfonso. Conoscere due o più lingue oggi non è più un accessorio, ma un prerequisito necessario, anche per chi decide di lavorare sul territorio.
Frequentare corsi specifici rappresenta certamente una strada importante, ma non mancano strumenti complementari facilmente accessibili: dalla lettura di libri in lingua straniera alla visione di serie TV in lingua originale, fino all’esercizio quotidiano attraverso contenuti online.
Al centro dell’incontro, la presentazione di diverse opportunità professionali internazionali: dalla carriera diplomatica alle istituzioni europee, passando per organizzazioni internazionali. Percorsi stimolanti e ricchi di prospettive, ma che richiedono flessibilità e dedizione. “È una vita sacrificata, ma chi sceglie questa carriera ha la possibilità di scoprire il mondo”, è stato evidenziato durante il seminario.
Una particolare attenzione è stata riservata alla carriera diplomatica, un percorso certamente complesso (vi si accede per concorso) ma al quale, grazie alle competenze maturate durante gli studi, è possibile ambire con solide basi. La carriera si articola in diverse fasi: un primo periodo di formazione e servizio presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, seguito dall’assegnazione a differenti sedi, anche all’estero.
Quella del diplomatico è una figura dal ruolo particolarmente prezioso, soprattutto in una fase storica delicata come quella attuale, chiamata non solo a rappresentare il Paese, ma anche a svolgere attività di analisi e acquisizione di informazioni di carattere politico, economico e commerciale. Fondamentale, inoltre, prestare attenzione ai requisiti richiesti per l’accesso ai diversi percorsi professionali, che riguardano non soltanto il titolo di studio, ma anche limiti anagrafici e competenze specifiche.
In quest’ottica, un valido supporto può derivare dall’avvio, già durante il percorso universitario, di stage, tirocini o esperienze di volontariato, strumenti utili ad arricchire il proprio curriculum e acquisire competenze trasversali. Il consiglio rivolto agli studenti è stato quello di monitorare periodicamente i siti istituzionali, in particolare le sezioni dedicate ai concorsi e alle opportunità professionali, così da intercettare eventuali posizioni aperte e prepararsi per tempo.
Tra le realtà citate nel corso dell’incontro, particolare attenzione è stata riservata alla FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations), organizzazione delle Nazioni Unite impegnata nel contrasto alla fame e nel miglioramento della nutrizione. Una possibilità professionale particolarmente interessante.
Spazio anche all’OCSE, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, che riunisce 38 Paesi con l’obiettivo di promuovere politiche volte al miglioramento del benessere economico e sociale globale attraverso confronto e diffusione di best practices mediante forum e mediazioni. Un contesto internazionale che consente di confrontarsi con realtà differenti e operare in molteplici ambiti, dall’economia all’istruzione, passando per le politiche sociali e del lavoro.
A differenza del concorso diplomatico, per molte organizzazioni internazionali non esiste un unico bando periodico: le opportunità vengono pubblicate attraverso posizioni specifiche.
Da qui il consiglio rivolto agli studenti: informarsi preventivamente, costruire un profilo competitivo e acquisire familiarità con i percorsi di accesso, così da intercettare più facilmente eventuali posizioni aperte.
Altra opportunità quella dell’Ufficio Europeo dei Brevetti, realtà che consente, attraverso specifici percorsi selettivi, di intraprendere una carriera da funzionario in un settore sempre più strategico in un’economia caratterizzata dalla circolazione internazionale di beni, idee e innovazione.
Non sono mancate, inoltre, riflessioni sulle opportunità offerte dalle Nazioni Unite, tra cui il progetto MUN (Model United Nations), esperienza che permette agli studenti di simulare i lavori diplomatici dell’ONU, confrontandosi con dinamiche negoziali e internazionali.
“Se non trovate una convenzione per il Consolato o l’organizzazione che sognate, venite in Commissione Internazionalizzazione”: l’invito chiaro a non limitarsi allo studio teorico, ma a cogliere ogni occasione di crescita.
Dai seminari integrativi al volontariato internazionale, fino alle tesi svolte in collaborazione con le aziende del Comitato di Indirizzo del Dipartimento.
Rocco Capasso
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Ateneapoli – n.9-10 – 2026 – Pagina 18-19








