Fisica I con il prof. Bruzzese, studenti al palo fino al 2016

“La situazione sempre più caotica del primo anno degli studi ingegneristici, accoppiata agli impegni sempre più gravosi che ricadono sui Dipartimenti, mi inducono a rendere più stringenti le condizioni che regolano lo svolgimento della prova di esonero relativa ai primi 6 crediti (Fisica I, Meccanica) del corso di Fisica Generale”. È quanto si legge sul sito docenti del prof. Riccardo Bruzzese. Lo abbiamo incontrato per capire meglio di cosa si trattasse e lui ci ha parlato di un provvedimento di ‘autodifesa’, frutto di un’iniziativa individuale in assenza di una seria azione collettiva. 
Fisico, figlio di un ingegnere, ordinario dal 2001, insegna Fisica ad Ingegneria dal 1987, è membro di Giunta del Dipartimento di Fisica, Commissario di Concorso, è a capo, o parte della giunta di direzione, di importanti progetti di ricerca, di richiamo anche per dottorandi provenienti  dall’estero (Russia, India, Cina). “Il tempo, mio e dei colleghi, è prezioso. È questo che io difendo di fronte ad una massa di allievi che ripete le prove senza prima aver compiuto una sensata autovalutazione”, dice il professore, uno dei pochi a bocciare ancora a verbale. 
 
Il 60-70% è promosso
Il corso di Fisica Generale presso il Corso di Laurea in Ingegneria Aerospaziale è annuale e consta di un carico didattico complessivo di 12 crediti, distribuiti equamente fra la Meccanica (Fisica I) e l’Elettromagnetismo (Fisica II). A fare da spartiacque fra queste due metà, un compito durante la sessione invernale. Chi lo supera si vede condonare metà del lavoro da presentare a giugno. In passato il numero massimo di tentativi a disposizione per ottenere l’esonero era tre, ora ridotti a due, e la validità della prova, un tempo illimitata, si è ridotta ad un anno accademico e una sessione. Il motivo? I tempi si stanno dilatando sempre più, talvolta fra una prova e l’altra, sostenuta da uno stesso studente, trascorrono anche tre-quattro anni e, con il numero dei docenti in progressivo calo, il carico sta diventando ingestibile. Nell’ultima sessione invernale, in un mese e mezzo, di queste prove se ne sono svolte quattro e la percentuale complessiva di superamento si attesta fra il 60% ed il 70%. Con risultati analoghi, lo scorso anno il professore ha svolto centoventiquattro esami di Fisica I e centosette di Fisica II. Chi non supera per due volte il test di esonero è costretto a sostenere l’intero esame di Fisica Generale, ma chi consegue un punteggio inferiore a 7/30 (ovvero meno di un esercizio e mezzo svolto correttamente) dovrà seguire nuovamente un corso di Meccanica equivalente. Un provvedimento che appare estremo, perché comporta il serio rischio di saltare l’intero anno.
“Il primo giorno spiego ai ragazzi come saranno valutati e dico loro di pregare per me perché, se vado sotto un treno, chi può dimostrare che hanno superato il compito?”, prosegue il docente tirando fuori uno dei quadernoni sui quali ha meticolosamente raccolto, per dieci anni, dati e statistiche sulle prove di esonero e gli esami di Fisica svolti presso i Corsi di Studio dell’area industriale, illustrandoci, prove d’esame alla mano, la metodologia d’esame, i criteri di valutazione e la realtà della Scuola di Ingegneria che, ogni anno, accoglie oltre…
 
Articolo pubblicato sul nuovo numero di Ateneapoli in edicola (n. 6/2015)
o in versione digitale all'indirizzo: https://www.ateneapoli.it/archivio-giornale/ateneapoli
 
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