Il Diritto Commerciale come “corso quadro”: il valore strategico della materia in ambito economico

Nel panorama degli studi economici e aziendali, l’insegnamento di Diritto Commerciale – previsto al secondo anno del Corso di Laurea in Economia aziendale presso il Dipartimento di Economia, Management, Istituzioni – riveste un ruolo cruciale. Come sottolinea il prof. Antonio Blandini, “è centrale nella preparazione di uno studente, non solo di Economia aziendale, ma di qualsiasi Corso di studi di ambito economico”. Questo insegnamento “apre un mondo su quella che è la intelaiatura giuridica dell’organizzazione di impresa intesa sia come impresa individuale, che come impresa societaria”.

Di conseguenza, “è essenziale che gli studenti di ambito economico conoscano e conoscano bene il diritto commerciale, perché qualunque sia l’attività che svolgeranno in futuro, che può essere dal dottore commercialista, al manager, al consulente aziendale e anche l’economista puro, è imprescindibile una preparazione di questo tipo”. Non a caso, si va ad articolare in tutti quelli che sono gli ambiti più importanti dell’attività di impresa: chi è un imprenditore e quali sono i suoi requisiti, la disciplina della concorrenza sia a livello antitrust che concorrenza sleale, i segni distintivi – per esempio, pensiamo ai marchi, all’invenzione industriale nel mondo di oggi – e poi le imprese societarie e le società, sia quelle quotate nei mercati regolamentati che quelle più piccole.

“La lista è bella lunga”, il programma si estende anche ad ambiti delicati come la crisi d’impresa, “perché comunque l’imprenditore, anche più bravo, può finire in questo stato ed è quindi necessario capire quali strumenti esistono per evitare la liquidazione giudiziale, e dunque il fallimento”. A completare il quadro vi sono i contratti, i titoli di credito e le nuove frontiere digitali: a tal proposito, “il diritto commerciale si sta interfacciando anche con l’intelligenza artificiale”. E di fronte alle nuove ipotesi di valutare le scelte aziendali tramite l’IA, il docente precisa: “può essere un ausilio, ma non può essere il decisore delle scelte aziendali, perché la responsabilità rimane all’imprenditore, sia esso persona fisica sia amministratore di società”.

Per la sua portata, il docente definisce la materia “come un corso quadro, perché si sviluppano da qui tanti altri approfondimenti che poi, prevalentemente, vengono curati nei corsi della Laurea Magistrale”. E quindi come superare il timore di un esame così vasto e tecnico? “il primo consiglio è quello di seguire il corso, perché così l’apprendimento è facilitato; ad ogni lezione noi illustriamo gli highlight dei vari argomenti”, con l’ausilio di una prova intercorso per testare subito la preparazione.

Secondo: prestare attenzione alla scelta del manuale, poiché “prima di acquistare il testo dal quale dovrete apprendere le nozioni, bisogna cercare di capire quale, tra quelli proposti, linguaggio sia più affine a sé”. Il Diritto commerciale non si studia in modo isolato, ma “si integra profondamente con la preparazione di altre materie già precedentemente superate”, si richiede così “uno studente con la mente aperta”. La disciplina, dinamica e in costante aggiornamento grazie a leggi e sentenze, si arricchirà quest’anno anche di testimonianze dirette di manager ed esperti d’impresa.

Ma la chiave del successo, per il docente, resta una: “credere sempre in sé stessi”, contare sulle proprie forze, senza mai aspettarsi aiuti dall’alto: “non conosco una persona preparata e convinta di sé che non abbia avuto successo nei suoi ambiti professionali, ed è questo il messaggio che cerco di instillare negli studenti”.

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Ateneapoli – n.16 – 2026 – Pagina 16

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