Il prof. Di Maio resta Coordinatore della Magistrale. Ingegneria dei materiali e biomateriali, la prof.ssa Barbara Liguori alla guida del Corso Triennale

Nuovo assetto per il Corso di Laurea in Ingegneria dei Materiali (Dipartimento di Ingegneria chimica, dei materiali e della Produzione industriale). Dopo le votazioni del 16 settembre, la prof.ssa Barbara Liguori assume il coordinamento della Triennale in Ingegneria dei materiali e biomateriali, mentre il prof. Ernesto Di Maio resta alla guida della Magistrale in Ingegneria dei materiali. Si chiude così per Di Maio un triennio alla guida di entrambi i percorsi, segnato soprattutto dal rinnovamento dell’offerta formativa.

“Sono stati tre anni intensi e appassionanti, durante i quali abbiamo lavorato molto per rinnovare la nostra offerta formativa”, racconta il docente. Il risultato più evidente è proprio la nuova laurea in Ingegneria dei materiali e biomateriali, varata durante il suo mandato. Una trasformazione che passa anche dal nome: il precedente Corso di Laurea in Scienza e Ingegneria dei materiali lascia spazio a un percorso che, pur mantenendo solide fondamenta nelle scienze di base, guarda a una concezione più moderna della progettazione.

Al centro c’è la bioispirazione, ovvero lo studio delle strategie della natura per trasferirne i principi e le strutture nella progettazione di materiali innovativi, multifunzionali e sostenibili. “Siamo passati dalle logiche alle bio-logiche di progettazione dei materiali”, racconta Di Maio. Biomateriali, dunque, non significa soltanto materiali destinati a protesi, dispositivi medici o applicazioni farmaceutiche. La prospettiva comprende anche materiali bioispirati e apre a campi molto diversi: “dall’automotive all’aerospazio, dall’energia all’edilizia sostenibile, fino allo sport e alla medicina”.

È su queste basi che prende il via il mandato della prof.ssa Barbara Liguori alla guida della Triennale. Ingegnere dei materiali anche lei, assume l’incarico “con entusiasmo e con la consapevolezza del valore e delle potenzialità del percorso formativo”. L’obiettivo per il prossimo triennio è continuare a offrire agli studenti una formazione “solida, integrata e vicina alle sfide del mondo del lavoro e della ricerca”, facendo leva anche su un corpo docente impegnato in progetti di ricerca nazionali e internazionali su temi come la tutela dell’ambiente e le energie rinnovabili. Un ruolo centrale continuerà ad averlo il laboratorio.

“Le nostre studentesse e i nostri studenti trascorrono più di 150 ore in laboratorio”, sottolinea Liguori. Già dal secondo anno possono così applicare le conoscenze acquisite, familiarizzare con tecniche e strumenti, lavorare in gruppo e sviluppare autonomia. Una vocazione laboratoriale che la nuova Coordinatrice intende “conservare e rafforzare”, avvicinando gli studenti alla ricerca già durante il percorso universitario. Anche perché le competenze richieste a un ingegnere dei materiali sono in continua evoluzione. Nella scelta e nella progettazione di un materiale, alle prestazioni si affiancano ormai sostenibilità, durabilità, costi e possibilità di riciclo. Per Liguori alle solide conoscenze scientifiche devono quindi accompagnarsi la capacità di lavorare in gruppo, affrontare problemi complessi e individuare soluzioni concrete. Altro punto del mandato sarà il rapporto con il territorio.

“La Campania offre realtà di grande interesse in settori diversi, dall’aerospazio al biomedicale, così come nell’energia, fino all’edilizia e alla tutela del patrimonio culturale”, spiega. Un dialogo con aziende, enti e centri di ricerca che consente anche all’università di intercettare l’evoluzione del mondo professionale e aggiornare la formazione. Visite aziendali, incontri con professionisti, tirocini e tesi sviluppate in collaborazione con soggetti esterni permettono agli studenti di misurarsi con problemi e contesti reali prima della laurea. Ma lo scambio, sottolinea Liguori, deve essere reciproco: il Corso mette a disposizione del territorio competenze scientifiche, ricerca e giovani ingegneri. “L’obiettivo è costruire collaborazioni sempre più stabili, attraverso le quali Università e realtà produttive possano crescere insieme e creare nuove opportunità per i nostri laureati”.
Daniela Francesca De Luca

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Ateneapoli – n.16 – 2026 – Pagina 13

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