Portare la medicina molecolare fuori dai confini del laboratorio e avvicinarla agli studenti attraverso esperienze, strumenti e domande della ricerca. È questo lo spirito del MeMo-Stem Lab, il laboratorio itinerante del Dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche, coordinato dal prof. Nicola Zambrano, protagonista il 5 ottobre di una giornata di attività nell’ambito della European Biotech Week e di ‘Stupor Scientiae 2026’, il ciclo di incontri scientifico-divulgativi promosso dal Dipartimento con il pubblico e le scuole.
Workshop, dimostrazioni scientifiche, visite guidate ai laboratori di ricerca e momenti di confronto hanno scandito l’evento, ospitato nell’Aulario Sud, nel Laboratorio didattico BioMedLab dell’Edificio 19 del Policlinico. Al centro, il racconto della Medicina Molecolare e delle Biotecnologie mediche e, più in generale, del contributo che le discipline Stem possono offrire alla Biomedicina. Un’occasione di divulgazione ma anche di orientamento, pensata per mostrare da vicino che cosa significa fare ricerca e come il metodo scientifico venga applicato allo studio dei meccanismi cellulari alla base delle malattie umane.
A latere della manifestazione, molto partecipata dagli studenti della scuola Torricelli, un liceo biomedico di Somma Vesuviana, e dell’istituto dei Salesiani, Ateneapoli ha raccolto alcune dichiarazioni del prof. Zambrano, che per il Dipartimento è pure coordinatore delle Commissioni orientamento e terza missione. “Stupor Scientiae non è una novità – spiega – anche se ha conosciuto delle modifiche negli anni. Stavolta abbiamo pensato di abbinarlo all’inaugurazione di un laboratorio che definiamo itinerante, in relazione al fatto che partecipiamo attivamente anche ad eventi sul territorio, esterni all’università. Per concretizzare questa nostra azione vogliamo continuare a sviluppare il MeMo-Stem Lab, per divulgare il contributo non solo della Medicina molecolare, ma anche di alcune scienze dure come la Fisica, per raccontare ciò che possono dare”.
L’apertura, in mattinata, è avvenuta nell’aula seminario, dove l’introduzione è toccata al Direttore, il prof. Antonio Feliciello, che ha fatto gli onori di casa. Poi hanno preso parola lo stesso Zambrano, per raccontare il senso della manifestazione, e Arianna Sommariva, la studentessa autrice del logo del Lab. Successivamente ci sono stati gli interventi dei professori Francesca Carlomagno sulla medicina molecolare e Lucio Pastore, che ha parlato di biotecnologie con una declinazione verso l’imprenditorialità.
In un’altra aula, poi, c’è stato spazio proprio per la Fisica, con il prof. Paolo Maiuri, che si è soffermato sui movimenti e sulle deformazioni cellulari, e sul potenziale di applicazione di queste conoscenze alla medicina molecolare e alle biotecnologie. Poi l’ultima sessione, quella pratica, nei laboratori: “Abbiamo suddiviso i ragazzi in gruppi di cinque. Hanno toccato con mano l’aria che si respira quando si fa ricerca. Abbiamo mostrato le tecnologie che si usano, per esempio le colture cellulari, le separazioni mediante elettroforesi. Inoltre hanno avuto anche un piccolo assaggio di cosa si fa poi con queste tecnologie e come vengono sfruttate”, conclude il prof. Zambrano.
Claudio Tranchino
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Ateneapoli – n.17 – 2026 – Pagina 23







