Lo studio del Diritto Internazionale richiede di dismettere “la lente del giurista domestico”

Il Diritto Internazionale è una materia diversa da quelle affrontate nei primi esami di Giurisprudenza, da studiare cambiando prospettiva e tenendo un occhio sull’attualità. I professori Loris Marotti e Giovanni Zarra spiegano come gestirla e, curiosamente, usano la stessa parola per raccontare una delle difficoltà del docente: “imbarazzo”.

“Il diritto internazionale si basa su un impianto normativo che è regolarmente violato”, spiega il prof. Zarra, da qui nasce “l’imbarazzo di dover spiegare perché quella norma che è sistematicamente violata è comunque diritto”. Una difficoltà e un imbarazzo che, secondo il prof. Marotti “è ancora più evidente di questi tempi, tra conflitti, guerre, violazioni internazionali”. Il rischio, davanti ad una realtà che sembra smentire continuamente quanto studiato, è pensare che “il diritto internazionale non sia diritto e che non serva a niente”. Ma è proprio questa, sottolinea Marotti, “la sfida del docente: convincere gli studenti che il diritto internazionale c’è, esiste”.

Per gli studenti che arrivano dalla preparazione di Diritto privato e Diritto costituzionale, la prima difficoltà è cambiare prospettiva: “gli studenti si ritrovano a studiare un tipo di diritto a cui non sono abituati”, spiega Marotti. Il suo primo consiglio è quindi “togliere la lente del giurista domestico”. Il Diritto internazionale, infatti, è “profondamente diverso dagli ordinamenti interni, e questo disorienta molto gli studenti”. Il consiglio del prof. Marotti è dunque “liberarsi soprattutto all’inizio di preconcezioni che si legano allo studio degli ordinamenti giuridici interni e imparare a conoscere la struttura dell’ordinamento internazionale prima di affrontarne gli aspetti più tecnici”.

Per il prof. Zarra, inoltre, per arrivare preparati all’esame bisogna studiare soprattutto “dal manuale che ritengo molto chiaro, non studiare dalle dispense, seguire costantemente le lezioni ed informarsi sempre”. Il Diritto internazionale “è una materia molto viva, e non può essere separato dall’attualità – sottolinea Zarra – Capita spesso infatti che studenti preparati poi cadono su eventi storici anche elementari o sull’attualità”. E anche il prof. Marotti insiste sull’importanza di guardare a ciò che accade nel mondo: “il Diritto internazionale lo si ritrova quotidianamente sui giornali”, spiega citando i casi affrontati anche in aula con gli studenti, quali la vicenda Almasri, il caso Regeni e i conflitti internazionali.

“Mi piace molto il dialogo con gli studenti in aula, e ascoltare le loro opinioni soprattutto quando si parla di vicende contemporanee – sottolinea Marotti – E sono molto soddisfatto perché gli studenti sono attivi e partecipativi, e così facciamo insieme uno studio che consente loro di dare un significato a ciò che accade nel mondo, interpretiamo la realtà di oggi attraverso la lente del diritto internazionale”.
Per chi vuole andare oltre il programma per l’esame, occorre però prestare attenzione alle fonti. Zarra su questo è netto: “non informarsi sui social, non utilizzarli come fonte di studio, è sempre meglio utilizzare i manuali”.

Marotti suggerisce anche delle risorse digitali molto valide quali blog e siti specializzati tra cui quello della Società Italiana di Diritto Internazionale, dell’Istituto Affari Internazionali e della Società Europea di Diritto Internazionale (quest’ultima però in lingua inglese).
Annamaria Biancardi

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Ateneapoli – n.17 – 2026 – Pagina 18

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