Al Dipartimento di Agraria il 31 dicembre scadrà il secondo mandato da Direttore del prof. Danilo Ercolini, il quale, dunque, non potrà ricandidarsi. Si andrà alle urne in autunno, presumibilmente tra settembre ed ottobre, per designare il nuovo Direttore, che resterà in carica fino al 2030.
Sono già aperte le danze perché due docenti hanno comunicato la propria volontà di proporsi per il ruolo di numero uno del Dipartimento di Portici. Una è la prof.ssa Stefania De Pascale, docente Orticoltura e Floricoltura, la quale negli ultimi 25 anni si è interessata anche degli effetti della microgravità e delle radiazioni ionizzanti sulle piante, dello sviluppo di moduli serra per la Stazione Spaziale Internazionale e della coltivazione di piante in sistemi di controllo ambientale biorigenerativo a supporto della vita nello Spazio.
Le attività di ricerca più recenti comprendono l’agricoltura circolare, l’uso di biostimolanti in orticoltura e il vertical farming. L’altro è il prof. Franco Pennacchio, docente di Entomologia generale ed applicata.
Il nucleo centrale dei suoi interessi di ricerca è rappresentato dallo studio della fisiologia molecolare delle interazioni multitrofiche negli insetti e dalle biotecnologie di controllo che traggono ispirazione da queste conoscenze. In particolare, l’attività scientifica è rivolta allo studio dell’immunità degli insetti, delle strategie di immunosoppressione adottate da parassiti e patogeni, e degli aspetti funzionali che regolano l’impatto degli stress ambientali sull’immunocompetenza degli insetti.
Ma quali sono stati i motivi che hanno indotto i due docenti a partecipare alla corsa per il ruolo di Direttore di Dipartimento? “Mi è stato chiesto tante volte – risponde la prof.ssa De Pascale – e adesso ho accettato. La decisione nasce da un fortissimo legame con Agraria, perché qui ho studiato e mi sono laureata e qui lavoro da 33 anni come docente e ricercatrice. Ho avuto la possibilità di collaborare con diversi Presidi ai tempi della Facoltà e poi con vari Direttori di Dipartimento. Ho ancora una decina di anni prima della pensione e a questo punto della mia vita professionale e personale ho tempo ed energia per restituire qualcosa al Dipartimento che tanto mi ha dato”.
Aggiunge: “Agraria oggi è una realtà solida, forte ed autorevole grazie al lavoro del Direttore Ercolini e di chi lo ha preceduto”. Nella lettera di comunicazione della sua candidatura indirizzata ai docenti e ai ricercatori del Dipartimento, al personale tecnico e amministrativo e ai rappresentanti degli studenti scrive: “La mia porta sarà sempre aperta. Ho sempre cercato di dare voce anche a chi ha avuto meno possibilità di farsi sentire, assumendo posizioni ferme quando necessario, e continuerò a farlo con senso di responsabilità e nell’interesse della comunità.
La mia sarà una direzione inter pares, fondata sull’ascolto, sulla condivisione delle scelte e sulla valorizzazione delle competenze di tutte e tutti. Credo profondamente in una leadership inclusiva, capace di costruire insieme il futuro della nostra comunità, rafforzandone coesione, identità e capacità progettuale”. Dice poi ad Ateneapoli: “Se non dovessi essere eletta continuerei a collaborare con lo stesso impegno. Non sono candidature – credo di poter dire la stessa cosa per il prof. Pennacchio – volte a spaccare il Dipartimento, ma a valorizzare approcci differenti finalizzati allo stesso obiettivo, che è il miglioramento costante di Agraria”.
Il prof. Pennacchio motiva così la sua candidatura: “Quando si è raggiunto un certo livello di maturità scientifica e gestionale credo che sia doveroso mettersi a disposizione dell’istituzione. Io mi sono laureato ad Agraria a Portici e qui ho mosso i primi passi della ricerca e della carriera universitaria con il dottorato. Sono stato poi diversi anni all’Università di Potenza, ma ho sempre mantenuto contatti e relazioni con il Dipartimento di Portici, e sono rientrato da oltre venti anni ad Agraria della Federico II”.
Aggiunge: “Mi sono reso disponibile a ricoprire il ruolo di Direttore anche in considerazione della circostanza che ho ricoperto diversi incarichi gestionali. Ho, insomma, una buona esperienza. Sono stato per esempio Direttore del Dipartimento di Entomologia all’epoca in cui c’era la Facoltà di Agraria ed attualmente sono il Vicedirettore del Dipartimento. Conosco la macchina dall’interno. Sono stato anche Prorettore alla Ricerca quando ero in Basilicata”.
Racconta un aneddoto: “Quando ho comunicato di propormi al ruolo di Direttore, una mia collega di vecchia data mi ha guardato fisso e mi ha chiesto: ma ne sei proprio sicuro? Intendeva mettermi in guardia perché questi ruoli sono molto impegnativi da svolgere. Lo so bene, anche per esperienza diretta, ma non mi spavento”. Conclude con un accenno alla campagna elettorale che va ad iniziare: “È opportuno – sono d’altronde certo che sarà così – che ci sia un confronto sereno e pacato sui programmi e sulle diverse visioni dei candidati”.
Anche sei anni fa, quando fu eletto per il primo mandato il microbiologo Danilo Ercolini, la competizione si risolse in una corsa a due. Si era candidato infatti pure il prof. Albino Maggio, docente di Agronomia e coltivazioni erbacee. Ercolini era stato poi confermato per il secondo triennio, ma in quella occasione non erano state proposte altre candidature.
Fabrizio Geremicca
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Ateneapoli – n.11-12 – 2026 – Pagina 3








