Ingegneria Elettronica e Informatica. 39 posti liberi, il numero programmato “potrebbe aver funto da deterrente per gli indecisi”

Il nuovo anno accademico si apre con uno sguardo ai numeri e alle prospettive. Per la Triennale in Ingegneria Elettronica e Informatica è già tempo di primi bilanci sulle domande di iscrizione pervenute all’indomani dell’introduzione del numero programmato, e di nuove aspettative per i mesi che verranno. Di questo ed altro ha parlato con Ateneapoli il Coordinatore del Corso, il prof. Aldo Minardo, che presiede anche Biomedica (non prevede sbarramenti). “Sono arrivate 141 domande da candidati comunitari per 180 posti, e 24 domande da studenti non UE per 5 posti disponibili”, ha esordito il docente.

Che ha proseguito: “I primi sono ammessi tutti, ovviamente; mentre per l’altra categoria i criteri utilizzati sono stati il voto di diploma convertito in centesimi e il voto del Tolc per chi l’ha sostenuto”. Il primo tema che poi affronta come diretta conseguenza sono i posti rimasti vacanti per studenti comunitari, ovvero 39. Non pochi: “è difficile valutare adesso perché sia accaduto. Lo scorso anno di domande ne abbiamo avute 250. I numeri sembrerebbero negativi, ma noi ne facciamo una lettura più ampia. Di quel centinaio perso tra lo scorso anno e questo, molti studenti non si sono mai presentati alle lezioni o non seguivano assiduamente.

Bisogna capire se quelli persi, quindi, sono candidati non motivati; in tal caso il numero programmato potrebbe aver funto da deterrente per gli indecisi e da stimolo ulteriore per i più convinti. D’altro canto è stato introdotto proprio per questo: il numero di abbandoni rispetto a quanti riescono a portare a termine il percorso è molto elevato.

A fronte di 250 immatricolati ne vedevamo laureati meno di 50. Ora dobbiamo capire come evolveranno i nuovi numeri anche in relazione al percorso di carriera”. Alcuni dei 141 che hanno fatto domanda hanno svolto anche il Tolc, su questi Minardo ha detto: “si è andati da un minimo di 3,5 fino a 58. Sono stati circa una trentina a non averlo sostenuto. Il prossimo passo è registrare chi di questi 141 si iscriverà effettivamente”. Resta in piedi una possibilità per il futuro immediato: “potremmo decidere di licenziare un altro bando per i posti mancanti. Valuteremo come Corso di Studio aggregato”.

Ad ogni modo, all’orizzonte la didattica non prevede cambiamenti sostanziali per l’anno che è appena iniziato. Minardo chiude poi con un consiglio per i prossimi studenti del Corso su come approcciare l’università: “cercare di viverla seguendo i corsi, trattenendosi a studiare. Oggi abbiamo più spazi rispetto al passato, sono state ristrutturate alcune aree della sede, altre sono ancora in fase di rifacimento ma prevediamo di concludere entro la fine dell’anno. Bisogna stare a contatto con noi docenti e con i colleghi. Il supporto da parte nostra non manca mai, soprattutto nei momenti di difficoltà che possono arrivare”.

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Ateneapoli – n.16 – 2026 – Pagina 35

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