La Terra dei Fuochi nelle Aule dell’arte

“Le Aule dell’Arte”, progetto che dal 2011 mira ad aprire gli ambienti universitari della SUN all’arte contemporanea, ha aggiunto un altro tassello importante alla già ricca collezione di opere d’arte che impreziosiscono la sede del Dipartimento di Lettere e Beni Culturali (DILBEC).“Terra dei Fuochi” è la performance che l’artista Anonimo Napoletano (all’anagrafe Gino Quinti) ha eseguito nella sede del complesso di San Francesco lo scorso 14 aprile. Una performance che, come suggerisce il nome, prende spunto dalle problematiche ambientali che da diversi anni martoriano le terre del casertano e del napoletano, in una chiave però del tutto personale. Al centro dell’opera dell’artista partenopeo giochi e giocattoli sottratti a discariche e periferie urbane e trasformati in opere d’arte: braccia e faccine, bidoni e tricicli, mani e piedi, macchinine, omini strani, soldatini e bambole, capelli e nastrini, sono stati fissati e circoscritti su una superficie di sassolini delimitata da una serie di assi di legno. Lo stesso Anonimo ha spiegato come si sarebbe svolta la performance, invitando ogni studente a prendere uno dei giocattoli, oggetti che raccoglie dal 2006, e che lui stesso ha provveduto, invece, a sistemare su una superficie circoscritta con geometrica precisione, fino a disegnare una suggestiva installazione, lasciata in dotazione all’Ateneo: “ho voluto ricostruire come bello qualcosa che non lo è”, ha spiegato l’artista. Tutto viene da materiali riciclati: “la plastica del fondo è stata trovata per strada; per dipingere ho usato 30 barattoli di colore per le pelli, che solitamente ha una scadenza e che mi faccio spedire direttamente dalle aziende quando non possono più usarli. Ho circoscritto l’area con una cornice e l’ho dipinta di viola, colore di attesa, nella speranza che le cose migliorino”. Gianni Nappa, curatore e critico d’arte nonché uno dei promotori del progetto di Anonimo, spiega cosa si cela dietro una performance di questo tipo: “l’artista sceglie di lavorare con i giocattoli che rappresentano non solo il nostro passato e la nostra infanzia, ma sono l’emblema per eccellenza del consumismo. Non si fa nemmeno in tempo ad affezionarsi ad un oggetto che c’è subito un altro pronto a sostituirlo. Eppure ciascuno di questi rifiuti ha una propria storia che porta ancora scritta addosso”. Per quanto riguarda questa installazione, la storia da raccontare è un’altra: “l’arte mette un punto sull’attualità. Quando si parla di Terra dei Fuochi, si perde di vista la realtà e si pensa invece ai reportage televisivi e ad un’immagine della situazione che ci propongono i media. L’installazione vuole essere un atto di amore per la propria terra, ma anche un messaggio diretto contro le camorre, le politiche colluse che hanno contribuito ad uccidere la nostra regione”. Ad essere significativa non è quindi la dimensione artistica in sé, ma l’arte come partecipazione: “è importante che abbiano contribuito alla realizzazione dell’opera oggi non solo l’artista, ma tutti i presenti, ciascuno con il proprio linguaggio”. Un plauso particolare va quindi fatto al progetto “Le aule dell’arte”, perché “l’università si è aperta a nuovi orizzonti diventando realmente il luogo in cui diversi tipi di conoscenze si incontrano e scontrano”, conclude Nappa. La professoressa Gaia Salvatori, che di “Le Aule dell’Arte” è responsabile, oltre che docente di Storia dell’arte contemporanea, ribadisce il valore che la giornata ha avuto per il Dipartimento: “è stato per noi un grande onore, perché prima di oggi Anonimo non aveva mai fatto performance in pubblico. C’è bisogno di continuare su questo filo conduttore, cercando di abbinare arte a problematiche sociali. Un progetto che vorrei portare avanti in questo senso è la giornata ‘Let’s clean up Europe’, prevista per il mese di maggio, che mira proprio a risanare aree e periferie trascurate dalle istituzioni”. Quando si dice che l’arte non è fine a sé stessa.
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