‘Mi laureo, mi abilito e poi?…’. È a questo interrogativo che ha cercato di dare risposta la giornata di orientamento professionale per gli studenti di Medicina, tenutasi l’8 giugno presso il Complesso di Santa Patrizia dell’Università Vanvitelli. “Si apre un mondo per il quale non si è mai veramente preparati. Sono scelte che andranno a condizionare la vostra vita per sempre”, ha sottolineato in apertura il prof. Ludovico Docimo, Presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia.
Una preparazione solida che, come evidenzia il prof. Marcellino Monda, Coordinatore del Corso di Laurea in Medicina (sede di Napoli), consente ai laureati dell’Ateneo di riscuotere grande successo sia in Italia che all’estero. Una giornata di orientamento in uscita – ha continuato il prof. Monda- perché sebbene le capacità tecniche siano di fondamentale importanza, oggi da sole non bastano più: l’ingresso nel mondo del lavoro richiede una visione differenziata, che sappia coniugare empatia e padronanza delle nuove tecnologie.
È toccato proprio al prof. Fabrizio Esposito, docente di Ingegneria biomedica, illustrare come la prima grande sfida sia sicuramente quella dell’informatizzazione: la medicina digitale ha registrato su scala mondiale un incremento economico di 659 miliardi di dollari, con un aumento del 50% nell’utilizzo di questi strumenti.
Oggi l’IA è in grado di processare enormi volumi di dati, identificando pattern complessi non evidenti a occhio nudo. Le applicazioni pratiche, già certificate in radiologia o nella gestione della sepsi, mostrano una riduzione del 40% degli errori diagnostici. Tra le frontiere più recenti, spicca l’utilizzo del ‘gemello digitale’, sperimentato soprattutto in ambito cardiologico ed epilettico, uno strumento di simulazione cruciale per la pianificazione terapeutica. L’obiettivo a breve termine, spiega Esposito, è la piena integrazione di questi sistemi attraverso il Fascicolo Sanitario Elettronico – una sorta di cartella clinica aperta sin dalla nascita. Si punta, nel prossimo biennio, a sistemi di IA capaci di generare autonomamente report diagnostici. Un processo inarrestabile che, tuttavia, deve rimanere rigorosamente controllato dall’uomo.
“Bisogna farsi condizionare solo dalla passione”
Con l’intervento del consigliere dell’Ordine dei Medici Agostino Buonauro, l’incontro è entrato nel vivo. Al centro del dibattito, in prima battuta, le due scelte più ambite dai neolaureati.
La prima è la Scuola di Specializzazione: della durata di 4-5 anni, si configura come un percorso ibrido in cui il medico è contemporaneamente studente e lavoratore contrattualizzato, investito di un’autonomia clinica crescente; un tragitto che offre già dal secondo anno l’opportunità di partecipare ai concorsi pubblici per diventare dirigente medico. Poi il Corso di Formazione in Medicina Generale analizzato anche dal dott. Luigi Sparano.
La Medicina Generale è stata presentata come una straordinaria occasione di crescita professionale, caratterizzata da un approccio trasversale verso la persona: un percorso triennale che consente un rapido inserimento nelle zone carenti del territorio. Ma le possibilità per i neo-dottori non finiscono qui: tra continuità assistenziale (Guardia medica), emergenza territoriale del 118, sostituzioni di medici generali, ruoli specialistici come il medico di bordo e mansioni pratiche da medico prelevatore, ci si ritrova dinanzi a una vera e propria ‘galassia’ di opportunità in cui muovere i primi passi.
Non sono da sottovalutare le pratiche burocratiche e amministrative. “La burocrazia non va intesa come forza bruta, ma come potere coordinato al bene comune”, ha affermato il dott. Fausto Piccolo, Direttore Amministrativo dell’Ordine, dando la stura a diversi interventi sull’argomento. Si è parlato anche di previdenza e di gestione del rischio clinico dal punto di vista civilistico e della tutela del proprio patrimonio da eventuali richieste di risarcimento danni.
Il prof. Carlo Pietro Campobasso, ordinario di Medicina Legale, ha fatto luce su “come districarsi nella giungla delle coperture assicurative”, raccomandando ai giovani medici di attivare sin da subito la polizza assicurativa a ridosso dell’iscrizione all’Enpam (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri).
Risonanza ha avuto la riflessione del prof. Mario Delfino relativamente al Codice di Deontologia Medica, testo che rappresenta un insieme di norme di autodisciplina con un preciso valore e obbligo giuridico, capace di vincolare moralmente il medico sin dal Giuramento di Ippocrate. Delfino ha passato in rassegna gli articoli chiave che ridefiniscono l’umanità della professione.
Lo sguardo della deontologia si allunga poi sulla tutela dei soggetti fragili e sull’impegno verso la prevenzione proiettata nel futuro, abbracciando oggi anche la salvaguardia dell’ambiente secondo l’approccio One Health.
Con l’auspicio che l’incontro possa inaugurare una lunga collaborazione con gli Ordini dei Medici, il prof. Docimo confida il vero segreto per affrontare questa professione: “Bisogna farsi condizionare solo dalla passione: tutte le professioni hanno momenti felici e momenti difficili. Pensatelo come un matrimonio, se è un matrimonio costretto, i momenti difficili si sentono maggiormente.
Investite sulla vostra formazione e non chiedetevi mai ‘chi me l’ha fatto fare’. In un mondo di continui cambiamenti, dovete trovarvi nella condizione di poter competere con i vostri colleghi”. Un invito condiviso dal prof. Alfonso Reginelli, il quale ha ricordato che nell’era dell’IA e della tendenza all’ultraspecializzazione, la vera forza del medico di domani risiederà sempre nella capacità di allargare il proprio confronto conoscitivo.
Rocco Capasso
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