Soggiorno di sei mesi in Cina per dieci studenti de l’Orientale

Saranno in dieci a percorrere la via di Marco Polo alla scoperta dell’affascinante e poliedrico mondo cinese. Sulla scia dell’accordo sottoscritto tra l’Università Orientale, la Regione Campania e la Municipalità di Tianjin, sono state assegnate dieci borse di studio ad altrettanti studenti delle Facoltà di Lettere e di Scienze Politiche per un soggiorno di sei mesi presso le istituzioni universitarie di Tianjin allo scopo di perfezionare lo studio della lingua.
“Sono felicissima! E’ una possibilità molto importante che l’Università ci offre”: Roberta Basso, vincitrice della borsa di studio non sta nella pelle e, come gli altri nove compagni di viaggio, non vede l’ora di partire per quest’avventura. “A prescindere dal fatto che sono vincitore – dice Salvatore Miranda, laureando in Lingue e Culture dell’Asia e dell’Africa- sono stato molto contento quando ho saputo di questo bando, perché, eccetto le borse ministeriali, per noi dell’Orientale questa è l’unica opportunità di vivere un’esperienza simile”.
La partenza degli studenti italiani è prevista per febbraio: l’accordo ha durata quinquennale per un totale di 60 mensilità.
“La durata della permanenza degli studenti- spiega la dott.ssa Erminia Attanasio, della segreteria del Rettorato- va dai sei mesi per dieci studenti ad un anno per  cinque, quindi cambia in base al numero degli studenti partecipanti. Per questa volta abbiamo deciso di dare la possibilità a dieci ragazzi di fare questa esperienza che, quindi, resteranno in Cina per un semestre”.
Durante il soggiorno di studio, i ragazzi dell’Orientale avranno modo non solo di approfondire lo studio della lingua, ma di entrare in contatto con la realtà di una Cina in profonda evoluzione.
“La Cina non è solo Shanghai o Pechino.- racconta Valeria Raso, iscritta alla Specialistica di Scienze Politiche in Relazioni e Istituzioni dell’Asia e dell’Africa- La vera Cina è quella delle campagne. In  precedenza, ho partecipato ad un progetto di volontariato nella provincia interna e ho conosciuto la realtà dei contadini: è stata un’esperienza dura, ma formativa. Credo che se ti piace un paese devi accettare tutto di questo”.
Studiare una lingua per conoscere la cultura di un popolo, e quale modo migliore se non viverci? “Penso che questo sia l’unico modo per studiare il cinese- conferma ancora Roberta Basso, iscritta al secondo anno della Specialistica in Linguistica dell’Africa e dell’Asia- Ho notato che nelle altre università europee questi scambi sono all’ordine del giorno: era ora che anche all’Orientale partisse un progetto del genere”.
Tutti concordi sulla necessità del progetto e, reduci da precedenti esperienze di viaggio nel territorio cinese, i borsisti vorrebbero, addirittura, restare più a lungo e magari trovare lavoro nella terra della dinastia Ming e del compagno  Mao Tse-tung.
“Quest’estate ho trascorso due mesi e mezzo all’università di Pechino- racconta Antonella Faiella, 22 anni laureanda in Lettere- Spero tanto che questi altri sei mesi di soggiorno mi aiutino ad illuminare il mio futuro e magari trovare lavoro proprio in Cina”.
La Municipalità di Tianjin, anche se non è centrale, sarà per questi ragazzi il campo di studio più fertile per completare la loro formazione ed approfondire la conoscenza di una cultura antica e diversa.
“Per me rappresenta, innanzitutto, un modo per approfondire la conoscenza della realtà sociale e culturale cinese – racconta Miranda -Non ho mai pensato di studiare il cinese per possibili impieghi nel settore del business  o del management. Io considero la lingua un mezzo per conoscere la cultura cinese, la storia, l’arte, la filosofia. Inoltre anche la lingua in sé assume un interesse particolare proprio per la sua diversità e il suo patrimonio”.
L’interesse per il popolato paese asiatico è forte anche in Valeria Raso che vorrebbe, addirittura, viverci: “avevo chiesto di poter restare per un anno, ma in fondo credo sia giusto dare la possibilità a più studenti di partire anche se per un periodo ridotto. Non ho studiato il cinese perché va di moda, come molti, ma perché lo amo. Ho tentato diverse borse di studio e volevo partecipare anche ad un progetto per la salvaguardia dei Panda: io in Cina ci vorrei vivere e conoscere le realtà più povere e più rappresentative della popolazione”. 
Pronti a partire e pieni di speranze, dunque, questi giovani studiosi che vedono il loro futuro in Oriente. Per controparte c’è un piccolo gruppo di studenti cinesi che aspetta di arrivare in Italia.
“Siamo in attesa di tre studenti dalla Cina – spiega la dott.ssa Attanasio- Due resteranno per un anno e uno per due anni. Appena arrivati seguiranno un corso di accoglienza per approcciarsi all’italiano e dopo  saranno inseriti in un percorso di laurea”.
Valentina Orellana
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