Condivisione di strutture per favorire l’incontro tra gli studenti dei due Dipartimenti

Agraria e Veterinaria hanno avviato un percorso per gestire insieme le strutture periferiche delle quali dispone ciascuno dei due Dipartimenti. È un progetto di ottimizzazione e razionalizzazione delle risorse promosso dalla Scuola di Agraria e Medicina Veterinaria che è presieduta dal prof. Giuseppe Cringoli. “L’idea che si sta cerca di concretizzare – spiega – è di condividere strutture come Torre Lama, i Centri di sperimentazione di Castelvolturno e di Varcaturo, l’azienda Improsta ad Eboli che ospita pure il Cremopar (Servizio di diagnostica sui parassiti), la sede distaccata di Avellino che accoglie i corsi di Viticoltura ed Enologia. La condivisione di questi spazi punta da un lato a valorizzare al meglio tutte le risorse delle quali dispongono Veterinaria ed Agraria, dall’altro a favorire l’incontro ed il confronto tra gli studenti dei due Dipartimenti”. لعبه البوكر لعبه البوكر Un tema, quest’ultimo, che sta particolarmente a cuore al Presidente della Scuola: “I professionisti che vengono dai due Dipartimenti – riflette, infatti, il prof. Cringoli – dopo il conseguimento della laurea spesso si incontrano e lavorano insieme o, comunque, nello stesso contesto. موقع مراهنات عربي Nelle aziende bufaline, per esempio, agronomo e veterinario operano fianco a fianco. Per questo credo sia importante che lo scambio ed il confronto comincino ancor prima della conclusione del percorso universitario  e la condivisione degli stessi spazi può rappresentare uno stimolo. Il messaggio che vogliamo dare è che la Scuola è molto integrata sul territorio sia come didattica sia come collaborazioni tecnico-scientifiche”. 
Un altro tema trasversale ai due Dipartimenti, e sul quale in questa fase c’è un impegno intenso della Scuola, è quello dell’orientamento: “è un’attività che merita un approfondimento strategico perché i ragazzi delle superiori, soprattutto in questo anno e più di pandemia, hanno perso il contatto con noi. Prima andavamo noi da loro e li ospitavamo nelle nostre strutture. Dall’inizio della pandemia abbiamo dovuto rinunciare a questa attività sul campo. كيف تلعب روليت Ora stiamo cercando di organizzare un gruppo per l’orientamento in ingresso, uno per quello in itinere ed uno per il post lauream. Puntiamo ad essere semplici e chiari con gli studenti e a rispondere alle domande di base: dove posso lavorare? cosa posso fare con la Triennale? con la Magistrale? a quale ordine professionale posso iscrivermi?”. A proposito di orientamento, si è già delineata l’offerta formativa per il prossimo anno accademico da parte della Scuola. Conferma quella del precedente anno accademico. Articolata anche la proposta internazionale con tre Corsi di Laurea Magistrale: Precision livestock farming, Food and Nutrition Science, in collaborazione con l’Università palestinese di Nablus; Food innovation and product design, che ha come partner, oltre alla Federico II, l’Universitè Paris Saclay e Agro Paris Tech, che è francese, la Techological University Dublin irlandese e la svedese Lund University”. 
Un altro compito della Scuola – e lo sta portando avanti ormai da tempo – è quello relativo all’attività di divulgazione scientifica. “Si estrinseca – dice il Presidente – in una serie di attività, incontri, seminari destinati ad approfondire aspetti e tematiche comuni ai due Dipartimenti. Il Caffè Scientifico di Agraria è un esempio ed è nato da una straordinaria idea del prof. Domenico Carputo. C’è un ciclo di seminari calendarizzati fino a dicembre. Si alternano argomenti di interesse di Agraria e di Veterinaria, ma i confini sono labili perché, come detto, le figure professionali concretamente si ritrovano spesso ad affrontare gli stessi problemi, sia pure da prospettive differenti. Un altro esempio di stretta collaborazione sul versante della divulgazione è la Rubrica sulle bufale, intese come notizie false, che è nata in ambito veterinario ma alla quale contribuiscono ormai anche docenti di Agraria”. ‘Un mondo di bufale’ compie in questi giorni un anno. Nacque, infatti, in piena pandemia da Covid con l’obiettivo di sfatare la disinformazione in ambito scientifico che, complice i social, si propaga talvolta in maniera incontrollabile. “In dodici mesi di attività – scrivono i docenti che fanno parte del comitato di redazione- abbiamo pubblicato 48 contributi”. 
 
Scarica gratis il nuovo numero di Ateneapoli su www.ateneapoli.it
- Advertisement -
spot_img
spot_img
spot_img

Articoli Correlati