“Abbiamo avuto un grande numero di iscritti, soprattutto di studenti universitari nel basket”: con queste parole il commissario straordinario Paola Del Giudice fotografa il trend positivo che caratterizza l’avvio della nuova stagione del Centro Universitario Sportivo (CUS). Un’espansione che va ben oltre la pallacanestro – spingendosi verso discipline inedite come il tiro con l’arco e la camminata metabolica – e che ha imposto un potenziamento strutturale dell’offerta, concretizzatosi nell’apertura di un nuovo corso di basket: “ci siamo iscritti ad un doppio campionato: abbiamo incrementato la partecipazione a campionati federali e di promozione come quelli della UISP”.
Ed è, sulla stessa scia di crescita, anche il settore calcistico, per il quale sottolinea: “abbiamo ampliato anche questo settore con un altro corso. Anche qui con iscrizione ai campionati federali”, culminato con la conquista della serie C1, mentre la pallavolo, dopo il trionfo dello scorso anno, si gode (e lavora sodo) il passaggio in serie D. Per aggirare i limiti fisici legati all’assenza di una discesa a mare interna, il Centro sportivo ha saputo fare rete attivando convenzioni strategiche con eccellenze locali come il Club Nautico della Vela (e ora si è in contatto anche con il circolo Ilva, a Bagnoli).
Intese concepite, spiega Del Giudice, “per dare l’opportunità agli studenti di svolgere anche altre attività al di fuori del Cus in collaborazione con realtà locali a prezzi calmierati e scontati”. Questo dinamismo si proietta ora con forza verso l’appuntamento internazionale dell’America’s Cup, un’occasione di grande fermento istituzionale in cui, come evidenzia, “ci sono molti Circoli che ci stanno corteggiando. Piano piano capiremo cosa accadrà. Con il Direttore generale della Federico II, per esempio, già stiamo lavorando per verificare come il CUS possa essere parte di questo evento. E ovviamente anche con le altre realtà universitarie”. Un’anticipazione: “siamo in procinto di attivare delle collaborazioni proprio con i singoli team dell’America’s Cup”.
Sinergia istituzionale che ha già prodotto concreti benefici relazionali, come l’interlocuzione diretta con il consolato americano, che ha permesso proprio a una selezione di giovani meritevoli del CUS di “essere ospitati sulla loro celebre terrazza per assistere alle regate”. Grazie alla sua precedente esperienza diretta, maturata nel comitato organizzatore delle Universiadi del 2019, Del Giudice immagina una kermesse capace di generare valore reale per i giovani: “il mio augurio è che dunque questo capiti con un giusto corrispettivo e non a titolo di volontariato, anche durante la manifestazione dell’America’s Cup”.
Un duplice traguardo professionale e sportivo che, superando il celebre paradosso di Anna Maria Ortese, secondo cui ‘il mare non bagna Napoli’, punta a riconnettere i giovani con la risorsa mare e la pratica della vela, affinché l’evento non si esaurisca in una parentesi isolata “ma che lasci un’eredità in termini sia di occupazione, che di ristrutturazione delle strutture sportive esistenti”. In questa prospettiva di rigenerazione urbana e sportiva, le stesse strutture del CUS si offrono come risorsa chiave per la logistica della manifestazione, candidandosi a funzionare come “villaggio per atleti, sia come warm up e quindi allenamenti per i team, e sia come location per eventi sportivi a latere rispetto all’America’s Cup”.
Lu.Es.
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Ateneapoli – n.17 – 2026 – Pagina 35







