Docente di Topografia antica, la prof.ssa Paola Carfora è la nuova Presidentessa del Corso di Laurea in Conservazione dei Beni Culturali. Una nomina nata da una spinta corale e orientata a valorizzare l’interdisciplinarità e il forte legame con il territorio. “La mia candidatura nasce dall’invito corale di colleghi, studenti e personale tecnico-amministrativo, che tengo a ringraziare per la fiducia – dichiara – In questo invito riconosco una sinergia tra le persone che animano il Corso, che condividono una stessa visione, un progetto umano e formativo”.
Un mandato in continuità con il Presidente uscente, prof. Nicola Busino: “Intendo proseguire il lavoro delle precedenti presidenze, alle quali dobbiamo il Corso com’è oggi e le opportunità che offre”. Il Corso, articolato nei tre curricula in Archeologia, Storia dell’arte e Promozione culturale del territorio, “rappresenta una solida realtà nel territorio in cui insiste e in cui svolgiamo una missione formativa importante”. La priorità della nuova presidenza sarà quella di mantenere e innalzare la qualità dell’offerta formativa, combinando le basi umanistiche con le competenze tecniche e professionalizzanti sempre più richieste dal mondo del lavoro.
“Vogliamo far acquisire agli studenti una formazione solida, interdisciplinare e aperta alle metodologie e tecnologie più recenti, affinché possano avere un ruolo attivo nella ricerca, nella tutela e nella promozione del patrimonio culturale”, sottolinea la prof.ssa Carfora, evidenziando anche il riscontro positivo da parte della popolazione studentesca. “Le opinioni degli studenti sottolineano la capacità dei nostri docenti di stimolare l’interesse, la loro disponibilità. Questo è un punto di forza che intendo continuare a garantire e valorizzare”. Uno degli aspetti distintivi del Corso risiede proprio nella compenetrazione tra teoria, attività di laboratorio e ricerca sul campo: “Il nostro è un percorso in cui ricerca e didattica si fondono continuamente, in aula, sul campo e nei nostri laboratori. I saperi storico-artistici e archeologici si intrecciano costantemente con quelli digitali, tecnologici e sperimentali”.
Particolarmente significativa è la visione dell’esperienza universitaria proposta dalla neo-presidentessa, orientata all’inclusione di studenti provenienti da percorsi scolastici differenti e alla loro partecipazione attiva. “La formazione dello studente dev’essere olistica. Ciascun allievo deve avere l’occasione di valorizzare la preparazione acquisita nella carriera scolastica di provenienza. Ad esempio, non è vero che l’archeologia è aperta solo a chi ha studiato greco e latino. Ci sono risvolti tecnici nella ricerca archeologica in cui chi proviene da istituti tecnici trova grande respiro – spiega la docente – I nostri allievi del triennio partecipano alle attività di laboratorio e di ricerca accanto ai ragazzi della Magistrale, dei dottorandi e dei ricercatori: un valore aggiunto e peculiare del nostro Corso”.
Guardando al futuro e ai futuri iscritti, la prof.ssa Carfora rivolge un messaggio di incoraggiamento: “Ai nuovi immatricolati consiglio di valutare le proprie inclinazioni: la passione dev’essere il motore dell’iscrizione e la curiosità la parola chiave, perché il mondo dei beni culturali oggi è molto dinamico e richiede capacità interdisciplinari”.
An.Ci.
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Ateneapoli – n.17 – 2026 – Pagina 28







