Architettura della Federico II si mette in mostra. Non per pubblicizzarsi, ma per aiutare gli studenti dell’ultimo anno delle superiori ad orientarsi ed a scegliere consapevolmente. Lo fa il 28 febbraio, mentre andiamo in stampa. Centinaia di ragazzi sono attesi nelle sedi del Dipartimento di Palazzo Gravina (in via Monteoliveto) e presso l’edificio dello Spirito Santo. A loro sono proposte lezioni tipo delle componenti più attrattive dei Corsi di studio in Architettura. “Utili, credo, affinché possano rendersi conto del tipo di didattica e dell’importanza di workshop e laboratori di progetto, le formule con le quali eroghiamo il 50% dell’offerta formativa. Ci saranno filmati, mostre dei lavori didattici, aule dedicate all’orientamento specifico per i singoli Corsi di Laurea: quello Magistrale a ciclo unico in Architettura, il Corso Triennale in Scienze dell’architettura e il Corso Triennale in Scienze della pianificazione territoriale, urbanistica paesaggistica e ambientale”, spiega il prof. Mario Losasso, Direttore del Dipartimento. Le prove di ammissione si terranno ad aprile solo per i primi due Corsi di Laurea, per Urbanistica in genere si svolgono a settembre. I posti disponibili, al momento, sono 198 (+3 per gli studenti non comunitari) per la Magistrale e 118 (+2) per la Triennale, il 20 per cento in meno dello scorso anno. Ma sono possibili cambiamenti, perché stando ai si dice del Ministero: “qualora un Corso di Laurea negli anni passati abbia registrato un numero di studenti iscritti sostanzialmente identico a quello dei posti messi a bando, manterrà inalterato il suo patrimonio di immatricolabili. Il Corso di Laurea quinquennale e quello Triennale della Federico II, nel recente passato, non hanno registrato scarti importanti tra i posti disponibili e quelli effettivamente coperti. Architettura a ciclo unico, per esempio, lo scorso anno ha registrato 774 opzioni. Gli immatricolati sono stati 246, su 251 posti messi a bando. Ho motivo di ritenere, dunque, che non subiremo tagli da parte del Ministero”.
Test di ammissione a parte, quali sono le caratteristiche che deve possedere uno studente che voglia intraprendere questo percorso? “Architettura è un crocevia culturale in cui convergono componenti dei saperi umanistici e tecnico scientifici. Chi non è aperto alla molteplicità ed alla integrazione dei saperi potrebbe trovare difficoltà. Tuttavia ritengo questa condizione non frequente, poiché si tratta di un percorso di studi particolarmente attrattivo rispetto al quale i nostri allievi esprimono giudizi generalmente positivi e rispondenti alle attese”, afferma il prof. Losasso. Intanto le discipline scientifiche sono considerate particolarmente ostiche da molti studenti. Come vanno affrontate? “Vorrei sfatare il mito che esistano esami scoglio insormontabili. Specie negli ultimi tempi, grazie alla collaborazione di tutti i docenti, abbiamo fluidificato l’offerta formativa, con risultati che si prefigurano interessanti. Ci sono, certo, discipline che per la formazione degli allievi possono risultare più difficili. È perfino ovvio che chi ha studiato in campo artistico a scuola può avere difficoltà nelle discipline di carattere tecnico scientifico, ma in termini assoluti non c’è un problema di materia. Ci sono, non c’è dubbio, alcune discipline con uno statuto più forte o più debole. Ad Architettura, rientrano nel primo gruppo quelle di carattere scientifico e ciò può rendere l’approccio più faticoso per gli studenti”. A percorso di studi ultimato, che tipo di professionista si forma? Il prof. Losasso non ha dubbi: si tratta di una figura “poliedrica, che si misura con la creatività e, contemporaneamente, con il rigore delle discipline di carattere applicativo. D’altronde, per comprenderlo, è sufficiente scorrere l’elenco delle materie del percorso formativo. Si spazia dalla storia dell’architettura e del restauro alle componenti progettuali, tecnologiche e del design, dall’arredamento alla rappresentazione e alla valutazione, dall’urbanistica e dalla pianificazione alla legislazione ed alla progettazione del paesaggio, alle discipline scientifiche della matematica e della geometria, della scienza e tecnica delle costruzioni e della fisica tecnica”. L’ingresso nel mondo del lavoro: “Opportunità di guadagno contenuto, secondo quel che ci dicono i dati del monitoraggio condotto da Alma Laurea, si presentano già poco tempo dopo il conseguimento della laurea. Per un reddito che si possa definire professionale, trascorre qualche anno”.
Servizi per gli studenti: Losasso sottolinea alcuni passi in avanti registrati negli ultimi tempi e segnala progetti in cantiere. Ad esempio, il prolungamento degli orari della biblioteca e il miglioramento delle attrezzature delle aule. “Stiamo prevedendo di destinare altri spazi dell’edificio dello Spirito Santo, dove si svolge gran parte dell’attività didattica, ad aule studio. In più, abbiamo in programma di attrezzare luoghi per il relax e lo studio dei nostri studenti. Ad Architettura si frequenta molte ore al giorno e proprio per questo è indispensabile che si migliori l’accoglienza da ogni punto di vista”.
Fabrizio Geremicca
Test di ammissione a parte, quali sono le caratteristiche che deve possedere uno studente che voglia intraprendere questo percorso? “Architettura è un crocevia culturale in cui convergono componenti dei saperi umanistici e tecnico scientifici. Chi non è aperto alla molteplicità ed alla integrazione dei saperi potrebbe trovare difficoltà. Tuttavia ritengo questa condizione non frequente, poiché si tratta di un percorso di studi particolarmente attrattivo rispetto al quale i nostri allievi esprimono giudizi generalmente positivi e rispondenti alle attese”, afferma il prof. Losasso. Intanto le discipline scientifiche sono considerate particolarmente ostiche da molti studenti. Come vanno affrontate? “Vorrei sfatare il mito che esistano esami scoglio insormontabili. Specie negli ultimi tempi, grazie alla collaborazione di tutti i docenti, abbiamo fluidificato l’offerta formativa, con risultati che si prefigurano interessanti. Ci sono, certo, discipline che per la formazione degli allievi possono risultare più difficili. È perfino ovvio che chi ha studiato in campo artistico a scuola può avere difficoltà nelle discipline di carattere tecnico scientifico, ma in termini assoluti non c’è un problema di materia. Ci sono, non c’è dubbio, alcune discipline con uno statuto più forte o più debole. Ad Architettura, rientrano nel primo gruppo quelle di carattere scientifico e ciò può rendere l’approccio più faticoso per gli studenti”. A percorso di studi ultimato, che tipo di professionista si forma? Il prof. Losasso non ha dubbi: si tratta di una figura “poliedrica, che si misura con la creatività e, contemporaneamente, con il rigore delle discipline di carattere applicativo. D’altronde, per comprenderlo, è sufficiente scorrere l’elenco delle materie del percorso formativo. Si spazia dalla storia dell’architettura e del restauro alle componenti progettuali, tecnologiche e del design, dall’arredamento alla rappresentazione e alla valutazione, dall’urbanistica e dalla pianificazione alla legislazione ed alla progettazione del paesaggio, alle discipline scientifiche della matematica e della geometria, della scienza e tecnica delle costruzioni e della fisica tecnica”. L’ingresso nel mondo del lavoro: “Opportunità di guadagno contenuto, secondo quel che ci dicono i dati del monitoraggio condotto da Alma Laurea, si presentano già poco tempo dopo il conseguimento della laurea. Per un reddito che si possa definire professionale, trascorre qualche anno”.
Servizi per gli studenti: Losasso sottolinea alcuni passi in avanti registrati negli ultimi tempi e segnala progetti in cantiere. Ad esempio, il prolungamento degli orari della biblioteca e il miglioramento delle attrezzature delle aule. “Stiamo prevedendo di destinare altri spazi dell’edificio dello Spirito Santo, dove si svolge gran parte dell’attività didattica, ad aule studio. In più, abbiamo in programma di attrezzare luoghi per il relax e lo studio dei nostri studenti. Ad Architettura si frequenta molte ore al giorno e proprio per questo è indispensabile che si migliori l’accoglienza da ogni punto di vista”.
Fabrizio Geremicca