A metà giugno Scienze vota il Preside

“L’orientamento è di votare per il Preside nella prima metà di giugno. Sentirò anche il Preside in carica, i colleghi ed i candidati e poi deciderò”. Ad affermarlo è il decano di Scienze, prof. Lorenzo Mangoni. È questa la parte più significativa di un confronto ed un dibattito un po’ sotto tono, con i tre candidati dediti a brevi risposte, dopo pochi e sintetici interventi, tenutisi nell’aula blu di Monte S.Angelo il 10 maggio. Presenti circa una ottantina tra docenti, Presidenti di Corso di Laurea e Direttori di Dipartimento, tre rappresentanti degli studenti ed un po’ di più di ricercatori. Assenze, forse colpa del caldo, forse l’orario di inizio (le ore 15,00), più probabilmente, come ci dice più d’uno: “perché si sono già tenuti diversi incontri nei Dipartimenti, con la possibilità di un confronto più ravvicinato e sulle questioni del proprio settore scientifico-disciplinare, che hanno consentito di conoscere meglio i candidati”. I tre candidati, Vincenzo Pavone, Roberto Pettorino, Elena Sassi, dopo brevi interventi, hanno rinviato alla via epistolare: “l’invio, appena pronto, – ma comunque a giorni, – dei singoli programmi, frutto anche delle istanze dei colleghi incontrati nelle diverse riunioni delle scorse settimane”.
Ricercatori. Resta fissato al primo giugno l’incontro ricercatori-candidati. Tre incontri separati, di mezz’ora l’uno, con domande particolareggiate e fatte pervenire con largo anticipo, “in modo da ricevere risposte il più possibile esaurienti”.
Il dibattito
Si è partiti con il decano che ha proposto “di partire dalle domande dei docenti e poi le risposte dei candidati”.
Prof. Gustavo Avitabile – “ci troviamo in una situazione fortunata: tre colleghi, tutti di qualità”. Le cose da fare? “La situazione è fluida”. Indicazioni di voto? “Sono tre amici, vanno bene tutti e tre. Preferirei una donna Preside”.
Prof. Guido Barone – “Spero che sia una elezione democratica anche se non bulgara, l’importante è che sia gestibile dopo”. “C’è una situazione drammatica, con i ragazzi inebetiti che vengono dalla scuola superiore”. Si dice contrario alla “riedizione della Y nell’organizzazione degli studi”. “Niente darwinismi sociali se non è necessario, va premiata la multiculturalità ed anche i piccoli CdiL”.
Prof.ssa Eliana Minicozzi – chiede: “se è possibile monitorare la facoltà, vedere quali settori sono in sofferenza, cosa è un’area larga. I Presidenti di CdiL hanno certamente bisogno di sostegni”. Gli studenti: “si impegnano molto, ma sono di minore qualità rispetto al passato”. (Problematica)
Il rappresentante degli studenti – Antonio Caso -, neoeletto nel CdiF: “voglio portare il parere degli studenti”. “I problemi ci sono e sono legati alla riforma”. “Va reso il mondo universitario più accessibile a tutti”. 
Prof. Ugo Lepore – “negli ultimi anni il Consiglio di Facoltà ha avuto un ruolo quasi esclusivamente notarile. Quasi mai ha svolto un dibattito. Si è verificato uno schiacciamento dei temi della didattica nei Corsi di Laurea, corsi che sono scarsamente partecipati”. “Mentre le decisioni si prendono in luoghi diversi dal Consiglio di Facoltà. Negli anni si è invece creato un luogo diverso, il Comitato di Coordinamento dei Presidenti di Corso di Laurea”. Dunque “noi docenti, siamo rimasti a fare i notai, e pure di basso livello”. Chiede: “i candidati, su questo tema, hanno qualche proposta?”. Riordino degli studi: “Faremo il bis? Ovvero, l’esautoramento dei docenti non dell’area disciplinare stretta, dalla didattica? Con risultati pessimi, didatticamente?”. “L’altra cosa su cui saremo chiamati è decidere di dare identica identità a lauree specialistiche e specializzazioni: cosa rispondono i candidati?”. (Partecipativo)
Prof. Giuseppe D’Alessio – Chiede: “coerenza: tra fatti e comportamenti. Come si fa a non comprendere che lo studente non potrà mai affrontare la chimica generale se non ha ancora sostenuto chimica organica?”.
Prof. Federico Giordano – Due domande per i candidati: “È possibile svolgere in maniera positiva la didattica per studenti non qualificati nella scuola superiore, solo con corsi zero?”. Squilibri: “Troppi iscritti a Scienze Biologiche. Per alcuni docenti sono un modo per attrarre risorse. Ma c’è squilibrio”. Propone di seguire l’esempio delle scritte sui pacchetti di sigarette: “Iscrivetevi pure a Scienze Biologiche, ma nuoce gravemente alla salute!!”. Stupore e brusio di alcuni professori.
Dardano e la
metafora calcistica
Ulderico Dardano, rappresentante dei ricercatori – Apre: “è un momento felice, si dibatte. Sarebbe meglio farlo più spesso”. Passa per metafora calcistica. Chiede: “che campagna acquisti si intende fare? Con quale formazione? E che modulo di gioco: il 3-3-4 o il 5-3-2?”. Ancora: “giocheremo per vincere o per pareggiare?”. “La valutazione dei docenti come sarà utilizzata? Per quale funzione? Per attrarre fondi, incarichi o altro?”. I docenti: “l’ateneo è cresciuto del 15%, Scienze solo del 7,5%: perché diamo risorse alle altre facoltà nascenti o con più studenti”. “E come cresciamo?”. Anche qui squilibri a danno dei ricercatori: “eravamo al 4-4-3: 4 ordinari, 3 associati, 3 ricercatori. Poi siamo passati al 5-3-2; ora al 4-4-2”. “Poi dobbiamo decidere: se vogliamo essere una facoltà di massa o di eccellenza. Perchè cambia il modulo di gioco, la campagna acquisti e la formazione”. Le SICSI. “Non vanno più sottovalutate: ci danno 50.000 euro l’anno e molti utenti”. (Calcistico)
Prof. Renato Musto – “non è vero che gli studenti sono di minore qualità. Sono solo diversi da quelli del passato. Hanno una cultura meno libresca e più audiovisuale”. (Giovanilista)
Biologia:
“una risorsa”
Prof.ssa Simonetta Bartolucci (Presidente CCL Biologia) – “Si parla sempre di Biologia, a partire dalle aule. Però questa facoltà esiste anche grazie ai Biologi ed alle 1.800 matricole l’anno. È grazie a loro se Scienze ha 6 studenti per docente; altrimenti sarebbero 2-3 per docente”. Dunque “sono una risorsa da non sottovalutare”. Ribalta il quesito: “come fare per dare ai nostri azionisti di maggioranza, gli studenti, le stesse opportunità: di numero di docenti, di aule, di laboratori, di risorse?”. (Azionista)
Prof. Luigi Maria Ricciardi – “Ho due fratelli ed una sorella. Quando mi si chiede chi dei tre preferisci, io rispondo che sono tutti e tre uguali. Così per i candidati: sono tutti e tre ottimi docenti di facoltà”. I fondi? “Sono pochi. Lo sappiamo da tempo”. C’è carenza di dibattito in CdiF? “Dipende da noi stessi, e dalla nostra scarsa partecipazione”. Invita a non parlare più per settori, “ma come facoltà: che è ciò che il mondo ci chiede”. (Ecumenico)
I candidati
Tre candidati, intervenuti in ordine alfabetico. Apre il prof. Pavone – Afferma: “ho preso molti appunti. È difficile rispondere a tutti”. “Conosciamo il rischio di perdere pezzi storici della facoltà di Scienze. E così anche la ricchezza di corsi forti” come Biologia. “La valutazione CIVR ha dato un po’ d’ordine nella valutazione scientifica di docenti ed atenei. Ma sbagliare la valutazione significa perdere fondi”. A Ricciardi: “Scienze è forte scientificamente. E ciò va difeso”. La 270: “dobbiamo riflettere su errori e cose ben fatte”. Dunque propone il rinvio del discorso Master, di primo e secondo livello, valutando e scegliendo bene quali sono i Master più qualificati e chiede “fondi aggiuntivi”. CdiF notarile? “Non è vero. Ad esempio sulle questioni del budget abbiamo ampiamente discusso”. E propone: “un nuovo organismo che faciliti la discussione”. A Dardano ricorda un film di Lino Banfi: “L’allenatore nel pallone”, che proponeva il modello 5-5-5, molto più degli 11 giocatori in campo. “che è poi ciò che vorrebbe ogni professore universitario”.
Prof. Pettorino. “il confine tra le discipline e i Corsi di Laurea è più labile”. I giovani: “sono cervelli più formati sulla molteplicità di notizie, meno nella formazione di base, su cui anche Scienze ha delle responsabilità”. I temi da affrontare? “Sono tantissimi: la nostra didattica è in sofferenza, ad esempio a Biologia e ad Informatica. Ma i loro studenti li dobbiamo considerare esclusivamente come studenti di Scienze e garantire a tutti gli stessi servizi”. La legge 270, sulla riorganizzazione della didattica: “credo che ci vorrà un po’ di tempo, ma è una opportunità anche per rivedere l’offerta formativa”. Biologia: “ci sono delle situazioni veramente molto difficili: perché non ci sono i fondi e mancano i laboratori”. Soluzioni? “Dall’e-learning all’i-pod”. “Ma tutto ciò è di competenza dei CCL, che però sono oberati dalla valutazione e dalla didattica e spesso sono, fatto assurdo, senza unità di personale”. A Lepore: “perciò i CCL vanno assolutamente potenziati”. Come? “mettendo a disposizione uno spazio, una stanza, in Presidenza di Facoltà, con un manager didattico e due unità di personale: una piccola struttura ma fondamentale”. Necessita però un maggiore finanziamento “rispetto a quelli attuali, irrisori, destinati ai CCL”. “La trasversalità e le sinergie sono fondamentali e vanno ricercate”. Come? Con i Master: “che si possono accendere o spegnere, a risultati ottenuti”. Anche con Master che si tengono “solo il venerdì, sabato e domenica”.
Per la prof.ssa Sassi – “non si devono ammazzare le diversità culturali”. “Mi è stato chiesto: saresti disposta a chiudere le lauree magistrali con pochi studenti, privilegiando quelle con più studenti iscritti? Ho risposto di no: preferisco la ricchezza della multiculturalità”. Mette in campo le sue competenze: “sono presente in osservatori sia nazionali che internazionali”. “A Scienze abbiamo fatto cose buone e cose tremende, come la frammentazione dei corsi e dei crediti: fino all’80% di corsi hanno 2-2,5 crediti. Così non si va da nessuna parte”. I CCL esautorano la Facoltà? “Io dico che sono fondamentali, perché hanno il contatto diretto con gli studenti. Ma discutere di loro in CdiF può arricchirli”. Le SICSI o SISS. “Diventeranno lauree specialistiche abilitanti, che danno lavoro. Quando umanisti e scienziati parleranno lo stesso vocabolario linguistico e le SICSI diventeranno lauree specialistiche, andranno riconosciuti debiti e crediti”. “Purtroppo non abbiamo dati sugli sbocchi occupazionali dei nostri laureati. Credo siano più necessari di qualsiasi working” (risposta al prof. Giordano). A Dardano: “ho capito che la piramide universitaria crea squilibri e c’è un problema sul reclutamento e le progressioni di carriera”. Nel 2010 molti docenti andranno in pensione. Che fine farà il relativo budget? “Tornerà a Scienze o si dovrà trattare con il governo centrale dell’ateneo?”. Per il futuro: “sarà necessario un lavoro fuori la facoltà (S.A., CdiA, Napoli Est) ed un lavoro dentro la facoltà”. Ai Biologi: “sono d’accordo: stessi studenti, stessi diritti”. “Combattere” si dovrà, contro l’immaginario collettivo: “che Scienze ha già avuto troppo e non deve più avere altro”.     (P.I.)
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