Ad Ingegneria, seminario della prof.ssa Chapman dell’Università di Houston

“High Performance Computing”, cioè computers a elevate prestazioni. Sarà l’argomento del seminario organizzato dal Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione della Sun e tenuto dalla prof.ssa Barbara Chapman dell’Università di Houston giovedì 21 maggio alle 12 presso l’Aula Magna della Facoltà di Ingegneria di Aversa. “Al di là dell’argomento specifico del seminario – spiega il prof. Beniamino Di Martino – l’intervento della  prof.ssa Chapman testimonia una collaborazione più che decennale tra la Facoltà di Ingegneria della Seconda Università e l’Università di Houston per quanto riguarda le ricerche relative a Greed Computing e High Performance Computing, motivo anche di numerosi interscambi culturali tra docenti e ricercatori dei due Paesi”. La prof.ssa Chapman è leader internazionale nel settore della programmazione per i calcolatori paralleli a elevate prestazioni, i cui principali utenti oggi sono grossi centri di calcolo internazionali, come il Centro per le previsioni meteo che si trova in Inghilterra, dipartimenti dell’esercito e società come IBM e HP. “Il seminario è a scopo divulgativo, l’argomento sarà trattato ad ampio spettro, poiché si intende fornire una panoramica generale del settore e delle sue potenzialità” dice Di Martino. L’invito a partecipare è rivolto soprattutto agli studenti di Ingegneria, perché “non è solo per gli addetti ai lavori, anzi. Attraverso il nuovo sistema di mailing list della Sun, l’invito è stato girato a tutti gli studenti”. Importante anche l’aspetto della ricerca in questo settore, che la Sun svolge nell’ambito di una rete di collaborazione internazionale e che va oltre l’High Performance Computing e il Greed Computing. “La Facoltà di Ingegneria ha rapporti molto stretti con le statunitensi Caltech e JPL, non ancora inserite, però, nella rete di agreement Erasmus – sottolinea Di Martino – ma è importante che gli studenti sappiano che ci sono altre interessantissime possibilità di scambio, come il Politecnico di Monaco e il Centro di supercalcolo di Barcellona, centri di ricerca altrettanto prestigiosi in questo settore, mete utilissime per approfondire gli studi nel campo dell’Ingegneria dell’Informazione”.
Collaborazioni 
scientifiche con 
la Svezia per la 
Facoltà di Lettere
Il Dipartimento di Studio delle componenti culturali del territorio della Facoltà di Lettere e la Royal Academy of Letters, History and Antiquities dell’Università di Stoccolma hanno presentato giovedì 7 maggio, nell’ambito degli Incontri di Storia ‘Donne a Napoli tra arte, spiritualità e politica’, gli atti del Convegno di studi italo-svedesE svoltosi nel 2006 sulla figura di Santa Brigida a Napoli. “La collaborazione tra Sun e Università di Stoccolma nasce da interessi culturali comuni e da studiosi che si riuniscono attorno a un tema condiviso” spiega la prof.ssa Stefania Gigli Quilici, Direttore del Dipartimento. Infatti, nel 2006 studiosi americani, svedesi, inglesi e italiani si sono confrontati e hanno presentato i propri lavori sul tema “Santa Brigida, Napoli, l’Italia”, di cui giovedì 7 sono stati presentati gli atti. La prof.ssa Alessandra Perriccioli, tra i relatori del Convegno, sottolinea che “la figura di Santa Brigida è profondamente legata alla città di Napoli”. Pur essendo di origini svedesi, infatti, visse in Italia dal 1350 al 1373, anno della sua morte, trascorrendo a Napoli lunghi periodi. Era una Santa mistica, cioè aveva delle vere e proprie rivelazioni ed era solita trascrivere tutto. La Regina Giovanna D’Angiò, dopo la sua morte, si attivò subito per proclamarla santa. “Per gli Svedesi è la Santa nazionale – spiega la prof.ssa Perriccioli – loro l’hanno studiata sempre con grande interesse, ma oggi è diventata anche Santa Patrona d’Europa. E i napoletani la conoscono bene in veste di Santa, perché il suo passaggio ha lasciato tracce: per esempio, a Napoli c’è la Chiesa dell’Incoronata in via Medina dedicata proprio a lei. Ai ricercatori dell’Università di Stoccolma, che cercavano di ricostruirne la vita e le opere, interessava contestualizzare la vita della Santa a Napoli, così ci hanno coinvolto in una rete di studi e ricerche a livello internazionale, da cui sono nati i lavori che abbiamo presentato”.
Marzia Parascandolo
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