Agraria, una Facoltà che trova risposta “alle grandi sfide contemporanee”

Il prof. Domenico Carputo, docente di Genetica e delegato del Preside per l’Orientamento presso le scuole, è un esperto della comunicazione con i giovani indecisi. Prima ancora, con i giovani che sanno poco o nulla della Facoltà. Durante gli incontri che tiene periodicamente con gli studenti degli ultimi anni delle superiori, Carputo deve puntualmente sfatare alcuni luoghi comuni e spiegare che Agraria non vuol dire soltanto terra e piante. “Ci sono tre parole chiave da tenere presenti”, dice, “agricoltura, alimenti e ambiente. Gli studi di Agraria convergono verso queste parole”. Poi racconta la sua storia. “Avevo il diploma di liceo scientifico e cercavo una Facoltà scientifica. Dall’Abruzzo, la mia terra d’origine, venni a Portici a visitare la Facoltà di Agraria. Mi affascinava il mondo della natura, era quello che cercavo. Avendo Corsi di Laurea multidisciplinari, più di ogni altra Facoltà fornisce delle risposte applicative ai bisogni concreti. Le cose che qui si studiano per l’agricoltura o per gli alimenti sono la risposta alle grandi sfide contemporanee. Penso ad esempio al problema della produzione di cibo per l’uomo in vista della progressiva riduzione delle terre coltivabili”. Altro elemento di attrazione per il giovane Carputo fu la sede della Facoltà, la meravigliosa Reggia Borbonica immersa nel verde di un parco che per gli studenti è al tempo stesso un’oasi da vivere e un laboratorio in cui sperimentare, con tante specie di piante e uno storico Orto Botanico. “Già allora si presentava come un campus all’americana, in cui trascorrere l’intera giornata, con ampi spazi all’aperto in cui studiare o stare in compagnia dei colleghi. Oggi avere una sede così significa eliminare tutta una serie di problemi pratici che si incontrano nelle altre Facoltà”. 
Nella Reggia si trovano attualmente gli uffici di rappresentanza come la Presidenza e la relativa Segreteria, la Sala Dinacci per gli eventi, la Sala Cinese dove si svolgono iniziative scientifiche e culturali e dove si tengono le sedute di laurea. Sempre all’interno del Palazzo Reale è collocata la Biblioteca Storica, una delle più antiche e grandi della Federico II. Un terzo del piano nobile è occupato dal Museo Ercolanense, aperto alle visite guidate ogni giovedì dalle 9.00 alle 16.00. La didattica si svolge invece nel complesso Mascabruno, un edificio con aule e laboratori (anche informatici e linguistici) che si trova all’interno del Parco, mentre la Segreteria Studenti trova posto nell’Esedra. Presto la Facoltà si arricchirà di nuovi spazi, dedicati alla formazione post lauream e ai laboratori di ricerca pesante, quelli che non possono convivere con le strutture di un sito storico-artistico come quello Borbonico. Le nuove aree scientifiche troveranno posto nelle ex Officine Fiore di Ercolano, al confine con Portici. La chiusura dei lavori, attualmente in corso, è prevista per la fine dell’anno prossimo. 
Tutto questo e tanto altro viene spiegato attraverso degli opuscoletti rivolti agli studenti degli ultimi anni delle superiori e alle neomatricole, redatti a cura dell’Ufficio Orientamento. Anche durante la settimana dell’accoglienza, che si svolge all’inizio di ottobre, i ragazzi possono conoscere più da vicino la Facoltà. “In quei giorni ci presentiamo e facciamo fare loro un giro nelle strutture principali”, dice il prof. Carputo, “teniamo degli incontri nei quali spieghiamo come funzionano i Corsi e quali sono le opportunità loro dedicate, compresi i programmi Socrates ed Erasmus. Infine organizziamo la Festa di Facoltà, con musica, stand gastronomici e con la consegna dei diplomi di laurea”.
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