Ai fini dell’assunzione, conta più l’età o il voto di laurea?

Apre il dibattito l’intervento della prof.ssa Adriana Calvelli, che chiede ai rappresentanti della Deloitte Consulting “come possano convivere ‘centri per settore e per aree’?”. Risponde il dott. Russo “è l’aggiornamento la chiave, alla Deloitte cerchiamo di aggiornarci continuamente sia per settori che per aree. Il consulente Deloitte grazie ad iniziative interne è pronto ad avere una conoscenza specifica anche del dettaglio per offrire subito la più completa consulenza”. E ancora: “la condivisione delle informazioni è fondamentale. In Deloitte esiste un sistema di Global Comunication che permette al singolo consulente di poter accedere alle esperienze degli altri consulenti attraverso un data base sempre aggiornato”.
Spaziano su i più diversi temi le domande degli studenti, da specifiche questioni sulla organizzazione della Deloitte, alle possibilità di lavoro…  
D. Quali sono le offerte di stage presso la Deloitte, quali i requisiti per l’ammissione e i risultati conseguiti dagli stagisti?
R. (Russo). “Esiste di fatto in Deloitte la tradizione degli stagisti, ad esempio grazie alla collaborazione con l’Università di Trento abbiamo avuto degli stagisti  alcuni dei quali assunti. L’esigenza degli stagisti  è comunque legata all’esistenza di specifici progetti ai quali devono collaborare, al fine di fornire loro anche una valida esperienza. Il requisito è la laurea”.
D. Come si concilia il SAP nella piccola e media impresa?
R. (Dott. Farese). “Il SAP nasce per la grande azienda, negli ultimi tempi c’è stata una tendenza del fornitore a rendere il SAP disponibile anche per le medie aziende, fornendo delle appropriate versioni che il consulente può proporre e implementare a costi contenuti alla portata della media impresa”.
D. Quale è il rapporto SAP e  piccola impresa nel Meridione?
R. (Mosella). “La realtà della piccola impresa meridionale è lontana dal SAP, il problema non è di costi ma di mentalità. Gli imprenditori meridionali non sono disponibili alla condivisione delle informazioni”.
D. Quali sono le competenze specifiche che noi studenti dobbiamo sviluppare per diventare consulenti?
R. (Russo). “Non esiste un corso di laurea specifico per diventare consulenti, la conoscenza delle dinamiche economiche ed aziendali è un buon requisito, così come quelle degli strumenti informatici e di Internet. In Deloitte ci sono sia economisti che ingegneri, questi ultimi si occupano maggiormente di problemi tecnici e sono utilizzati in modo trasversale”.
D. Esistono progetti di collaborazione tra la Deloitte e il Navale?
R. (Russo). “Questo incontro rappresenta il primo passo, nel successivo incontro che si svolgerà a giugno verrà illustrato in dettaglio cosa è il SAP”. E ancora: “stiamo lavorando con la professoressa Calvelli per realizzare una più stretta collaborazione da settembre: cicli di seminari ripetuti, lezioni integrative o un vero e proprio corso”.
D. Ai fini dell’assunzione è più importante l’età o il voto di laurea?
R. (Mosella). “Certamente non ci aspettiamo che un candidato neo laureato abbia 40 anni! Il voto e l’età sono sicuramente dei filtri, ma ci sono ulteriori criteri: il carattere, la voglia di lavorare all’interno di Deloitte, l’apertura mentale, la capacità di relazionare con disparate realtà, la disponibilità a viaggiare e …anche un pizzico di fortuna: il vostro curriculum con i giusti requisiti che arriva al momento giusto!”.
D. Perché la Deloitte trascura alcuni settori come quello turistico che al Sud ha molte potenzialità ma è mal sviluppato?
R. (Russo). “Non è precisamente così: la Deloitte guarda con interesse al settore turistico, ma è la mentalità al Sud che non concepisce l’idea di chiedere consulenze”.
D. La Deloitte ampia le sue specializzazioni in base alle richieste o tenta di anticipare il mercato?
 R. (Russo). “Esiste in Deloitte un’intensa attività di monitoraggio, un’attenzione a tutti i segnali, ma certo non è facile anticipare il mercato”.
D. Per l’assunzione in Deloitte preferite un inglese certificato o meno?
 R. (Russo). “In Deloitte è fondamentale la gestione internazionale delle risorse, e tutta la documentazione SAP è in tedesco o in inglese, quindi si evince chiaramente l’importanza dell’inglese”.
D. Esiste un tipo di coordinazione tra le sedi italiane e quelle estere della Deloitte?
R. (Mosella). “La Deloitte è un network mondiale, se l’esperienza specifica di un suo consulente italiano serve a New York, questi è immediatamente chiamato lì”.
D. Esiste un’attività di collaborazione tra la Deloitte ed altre società di consulenza?
R. (Russo). “Quando sei una società di una certa dimensione non è facile integrarsi con altri, e non sempre ce n’è la necessità. Mentre con società più piccole, leader del mercato di un settore specifico, l’integrazione può essere più facile”. “Un contributo importante è fornito dalla condivisione dei valori, il nostro approccio è differente, e questo rende difficile qualsiasi fusione” interviene il dott. Farese.
D. In Deloitte c’è l’influenza di una cultura dominante, un modello ispiratore?
R. (Russo). “In Deloitte si è arrivato ad una consapevolezza nel tempo, esistono delle piccole personalizzazioni legate alle diverse culture, un po’ come per i Mc. Donald sparsi in diversi paesi. Saper gestire la diversità è la chiave del successo per una società internazionale”.
D. Come si fa carriera in Deloitte?
R. (Russo). “Raggiungendo gli obiettivi prefissati si può avanzare di livello. E’ importante sapere che i livelli più bassi sono i più stabili.  In Deloitte evitiamo di assumere ‘carogne’ vale a dire chi si fa strada a discapito degli altri”.
D. E’ meglio cambiare spesso l’azienda per la quale si lavora?
R. (Russo). “Dipende, per conoscere una azienda ci vuole tempo, e forse all’inizio è meglio lavorare a lungo per una stessa azienda per fare esperienza  senza farsi attirare da maggiori guadagni”.
D. Quali sono i clienti difficili?
R. (Russo). “Quelli non abituati a ricorrere alla consulenza esterna, quelli che hanno precedenti legami con concorrenti”.
D. Quali difficoltà si incontrano tra chi offre la consulenza e coloro che svolgono la funzione di ricerca e sviluppo?
R. (Farese). “Le eventuali difficoltà sono presenti in tutti i settori, e non solo in quello della funzione di ricerca e sviluppo, sta al top manager della società che richiede l’intervento fare accettare la consulenza, e al consulente saper farsi accettare. Spesso il top manager non comunica nel giusto modo il cambiamento, e il consulente deve dare il giusto messaggio: cioè che si tratta di aggiornare e non licenziare”.
D. Decide l’azienda i cambiamenti necessari?
R. (Farese). “Un ruolo attivo da parte del cliente è fondamentale, noi ascoltiamo il cliente, le sue aspettative, i suoi progetti, facciamo delle proposte, è però il cliente a scegliere”.
D. La Deloitte segue aziende nascenti?
R. (Mosella). “La Deloitte opera a 360 gradi, ed ha grandi progetti per le piccole aziende neonate, non esiste un fatturato minimo per essere clienti Deloitte”.
D. Il modello dell’azienda cinetica è recente? 
R. (Russo). “E’ legato alla Deloitte, è un modello maturato nei tempi; si basa sulla continua capacità di aggiornarsi, essere al passo dei tempi e se possibile anticiparli”.
D. Come vengono gestiti i rapporti con i concorrenti?
R. (Russo). “A volte si è obbligati a lavorare con dei concorrenti che gestiscono una parte differente del progetto per il cliente, al confronto siamo tanto più contenti di lavorare in Deloitte proprio per la differente mentalità che ci caratterizza”.
D. Come si valutano i risultati di una consulenza?
R. (Russo). “Si fissano degli obiettivi e si vede se vengono raggiunti. E’ importante fissare l’obiettivo, che può essere, ad esempio, diventare leader in un settore, dopo un determinato lasso di tempo si valutano i risultati, in altri casi -come la ristrutturazione tecnologica-, la valutazione è più rapida”.
D. Come e a che livello vengono gestiti i conflitti all’interno del team di lavoro?
R. (Mosella). “All’interno dello stesso team, si parla, si discute, possedere dei valori è lo spirito della Deloitte, ecco perché c’è molta attenzione al recruiting”.
D. I vostri clienti hanno diritto di esclusiva?
R. (Farese). “No, ma siamo legati nei riguardi di ciascun cliente a mantenere la totale segretezza sulle informazioni. Lavorare in campi simili ci fa acquisire esperienza, e questo è un bene per il cliente. Situazioni più complesse si gestiscono con una buona dose di etica professionale”.
D. La Deloitte che ci avete descritto sembra un paradiso, ma è reale?
R. (Russo). “Quanto detto in generale è verissimo. Il voto di laurea è spesso utilizzato come primo sbarramento dalle aziende, per questo è importante la lettera di accompagnamento dalla quale possono emergere molte caratteristiche del candidato che dal curriculum vitae, che resta un freddo elenco certamente non emergono. In Deloitte i neolaureati sono valutati secondo più aspetti, i nostri esperti tentano di capire se il candidato ha la giusta mentalità per la Deloitte, se ha attitudine al lavoro in team. E’ fondamentale che il candidato capisca che le sue opportunità di crescita sono condizionate a quelle della squadra”. 
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