Al Suor Orsola cominciano le lezioni del secondo semestre

Per gli studenti è tempo di tornare in aula a seguire le lezioni. Al Suor Orsola si apre il secondo semestre con nuovi corsi e laboratori che cominciano a marzo e si concludono a maggio.
Gli studenti al terzo anno di Scienze dell’Educazione potranno frequentare il Laboratorio Culture, identità e religioni condotto dal prof. Ottavio di Grazia. “Il mio tentativo è quello di raccontare come le diverse culture e religioni hanno affrontato il tema dell’integrazione – spiega il docente – Le narrazioni e i fatti legati alla religione non possono interessare solo una ristretta cerchia di devoti, perché sono manifestazioni storiche su come i popoli interpretano fenomeni che rientrano nella cultura. Oggi la politica italiana ed europea è rimasta ancorata al passato e si sta perdendo il valore della diversità, che è una qualità da far emergere e non una colpa da addossare. Bisogna ricordare che tutte le religioni hanno una propria storia, che talvolta ingloba aspetti violenti, ma ognuna in sé conserva risorse da enfatizzare”. All’attenzione degli studenti, quindi, sarà posta la pluralità dei linguaggi che “è una ricchezza, perché ci offre la possibilità di contemplare vari significati. Il confronto con un linguaggio diverso, che non interessa solo la lingua ma ha un raggio molto più ampio, richiede lo sforzo della comprensione e di conseguenza un’apertura verso l’altro. Ciò è fondamentale per costruire un mondo che viva nella pace e nel rispetto fraterno. I punti di contatto tra noi e l’altro sono molti di più di quelli che vediamo, e bisogna riscoprirli”. Le lezioni si incentreranno su “una discussione rivolta al confronto, dove ogni studente potrà sentirsi libero di esprimere ciò che pensa. È meglio pensare in modo diverso, piuttosto che non pensare affatto! Quindi, non desidero imporre nulla a nessuno, ma collocare lo studente in una situazione di riflessione in cui la non condivisione di un’idea è uno sprono per mettersi in gioco”. L’esame, infatti, sarà “un colloquio, ma la vera valutazione riguarderà il lavoro che faremo insieme, basato sulla crescita reciproca”.
Al terzo anno di Scienze della Comunicazione è in programma il corso di Tecniche della Comunicazione pubblicitaria, diretto dal prof. Davide Borrelli. “Il laureato in Scienze della Comunicazione è un interprete della società, è un ermeneuta della cultura dotato di criticità e attrezzato degli strumenti per gestire una società complessa che si affaccia ogni giorno verso nuove sfide globali e del mercato. Il pubblicitario semplice lo definisco come un pescatore che si limita a pescare, mentre uno studioso di pubblicità assomiglia più a un biologo marino che si impegna a studiare i pesci nel proprio ambiente”, spiega il docente. Per essere un buon comunicatore in un’epoca strettamente legata ai media, bisogna “essere aperti al cambiamento. Analizzare e capire i media significa fare cultura. Oggi, a differenza del passato, tutti possono comunicare ed esprimere la propria opinione in pubblico. Questa libertà spesso viene vista in modo negativo, ma rispecchia semplicemente ciò che è la comunicazione moderna, che forse appare come un quadro più confuso ma con molte più potenzialità”. Un aneddoto  efficace raccontato durante le lezioni: “un camionista tutti i giorni attraversa la dogana e l’ispettore sospetta che nel suo camion trasporti merce di contrabbando, ma al controllo non trova mai nulla di anomalo. Così il camionista continua tranquillamente il suo lavoro per anni, fino al momento in cui andrà in pensione e deciderà finalmente di svelare all’ispettore che in realtà contrabbanda proprio camion. Questo per dire, scherzosamente, che i media contrabbandano sé stessi, dunque bisogna organizzare il modo di rappresentare un messaggio e di trasmetterlo alla società”. Per rendere il corso più applicativo e meno teorico, sono previsti diversi seminari, mentre la prova d’esame sarà svolta in forma orale.
La prof.ssa Nicoletta Grasso riproporrà il laboratorio Le emozioni in matematica per gli studenti del secondo anno di Scienze della Formazione Primaria. “La matematica è una disciplina che la maggior parte delle volte viene vista in modo negativo. Offrirò agli studenti un nuovo modo di inquadrarla e di insegnarla, diverso da come sono stati abituati in passato a scuola”, sottolinea la docente. Il Laboratorio si suddivide in tre fasi: “Prima di tutto, i ragazzi racconteranno il proprio rapporto da studenti con la matematica, facendo riemergere alla memoria gli episodi più dolorosi: la paura di sbagliare, le punizioni, l’imbarazzo per non aver ricordato, ad esempio, una tabellina o una formula, tutte cose che li hanno convinti di non essere portati per la disciplina. Poi si passerà ad una personale rappresentazione grafica della matematica e alle emozioni che essa suscita nello studente. I disegni, in genere, rappresentano la matematica come una montagna da scalare, come un labirinto senza vie d’uscita, oppure lavagne zeppe di formule dove il docente viene visto di spalle con il viso burbero. L’ultima fase, invece, riguarderà la riscoperta del piacere di fare matematica, stimolata dalla costruzione di progetti composti con strumenti semplici: cartoncini, forbici, colle, spaghi, corde, con i quali gli studenti realizzeranno solidi geometrici e giochi matematici”. Ma cos’è precisamente un giocattolo matematico? “È un gioco semplice, come il gioco dell’oca o un giocattolo in legno dove vengono inseriti numeri, oppure dadi, ruote panoramiche per affrontare progetti di geometria”. Giochi di cui l’efficienza sarà sperimentata in classe: “Proporrò ai miei alunni di scuola dell’infanzia e della primaria i lavori sviluppati dagli studenti. Sono, infatti, i bambini a farci capire se il gioco funziona, se lo si può migliorare, quali sono i difetti da eliminare e le potenzialità da risaltare”. Ma perché la matematica si sente meno raggiungibile rispetto alle altre discipline? “L’idea è di una materia arida, astratta, ma non è così. È una conoscenza che va costruita, dove non serve solo la memoria ma la comprensione, è fondamentale capire cosa c’è dietro ad un ragionamento per contestualizzarlo. In realtà non è una materia d’élite, ma un linguaggio diverso che bisogna imparare a leggere”. Le lezioni saranno strutturate secondo il principio di condivisione, con lavori di gruppo e circle time. Per la valutazione finale si giudicherà la realizzazione del giocattolo matematico e si terrà conto del percorso dello studente.
Francesca Corato
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