Al test con gli aspiranti medici Sveglia mattutina ed ansia da esame

Sveglia alle cinque del mattino per Chiara di Telese e i suoi genitori. Il 5 settembre è una giornata più calda delle altre per chi, come loro, aspetta di entrare nella Mostra d’Oltremare a Fuorigrotta. Un esercito di 1902 ragazzi, armati di matite e tanta buona volontà, pronti per affrontare il tanto temuto test d’ingresso alla Facoltà di Medicina e Chirurgia della Seconda Università. Dei 2151 studenti che avevano presentato domanda d’ammissione quasi tutti si sono presentati all’appello. Solo 280, però, saranno ammessi.
Alle ore 8.00 sono già tutti fuori la Mostra, molti accompagnati dai genitori o dai fratelli come Stefano di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta: “Sono sveglio dalle cinque e sono già molto stanco. Però sono molto motivato e spero di farcela. La medicina è da sempre una passione che condivido con mio fratello minore”.
Alle 6.45 lo spazio antistante la Mostra pullulava già di parcheggiatori improvvisati. Non c’è voluto molto per mandare in tilt il traffico in tutto il quartiere. Si lamenta il signor Corrado: “vengo da fuori Napoli per accompagnare mia figlia e dopo due ore di autostrada mi ritrovo imbottigliato nel traffico e senza la possibilità di poter parcheggiare”. Nessun problema per chi abita nelle vicinanze: “Io abito a Pianura- racconta Leonardo – quindi non ho avuto nessuna difficoltà ad arrivare con lo scooter. D’altronde per cinque anni ho frequentato il Liceo scientifico che è solo qualche chilometro più sopra. Paura per il test? Abbastanza, però mi sento preparato”.
Alle ore 9.30 si aprono i cancelli e così lentamente i ragazzi entrano e si dispongono di nuovo in fila all’interno per la verifica dei documenti e la suddivisione nei due padiglioni, 5 e 6, della struttura fino alle ore 11.00 quando si fanno entrare, ancora, gli ultimi ritardatari. “Siamo molto comprensivi – spiegano gli addetti alla sicurezza – fino alle 11.00 entrano tutti, basta mostrare la ricevuta di pagamento della tassa. Dopo, però, si chiudono i cancelli e non passa più nessuno”.
Dopo le undici ad aspettare restano solo tanti genitori, spossati per il caldo e per l’attesa cercano rifugio sotto gli alberi.  “Credo che sarebbe stato più conveniente per tutti – spiega il signor Eugenio, padre di uno studente- pubblicare prima sul sito internet la divisione per cognomi e la disposizione nella aule, come è stato fatto dalla Federico II, in modo da velocizzare la procedura d’accesso. Perché costringere i ragazzi ad aspettare quasi tre ore prima di cominciare la prova?”. “Mia figlia- racconta la signora Graziella, mamma di una giovane studentessa di Avellino – si è sentita male per il caldo e lo stress, ma nonostante tutto è voluta entrare ugualmente. Sono sicura, però, che non sarà pienamente concentrata”. 
Nonostante questi inconvenienti, la maggior parte degli accompagnatori aspetta tranquillo fino alle tredici, quando dai cancelli laterali su viale Kennedy iniziano ad uscire i primi ragazzi. “Ho risposto a quasi tutte le domande – racconta Giusi, di Roccarainola- però non mi aspettavo tanti quesiti di storia. Non so proprio com’è andata!”. Oltre a quelle di Fisica, Matematica, Chimica e biologia, tante le domande di Logica e Cultura generale che hanno un po’ spiazzato i ragazzi. “Quelle di logica sono state le domande più difficili perchè mi hanno portato via molto tempo: si trattava di testi da leggere e poi analizzare – spiega Nicoletta di Caserta che non si aspettava neanche tanti quesiti di storia. La maggior parte degli studenti aveva, infatti, puntato sulla Chimica e sulla Biologia e si è, invece, trovato a dover rispondere a domande sulla cronologia dei papi. “Avevo ripassato tutto il programma di Fisica, di Chimica e di Biologia ma – dice deluso Pino di Maratea – ho trovato molte domande sulla storia medioevale o sull’Unità d’Italia a cui non ho saputo rispondere”. Anche la Fisica ha dato del filo da torcere a diversi studenti. Racconta Marina: “Matematica e Fisica in assoluto le più difficili. I quesiti di Fisica erano veri e propri problemini da risolvere”. “Io ho frequentato lo Scientifico, ma le domande di Fisica le ho saltate tutte – spiega amareggiata Simona- Troppo specifici i quesiti di Biologia, non certo a livello dei programma liceali. Insomma, non credo di avercela fatta”. Marcello e Maurizio, invece, già laureati in Fisioterapia, sostengono che la prova sia stata abbastanza semplice: “I nostri genitori non potevano mantenerci per sei anni o più all’università, così ci siamo prima laureati in Fisioterapia per iniziare a lavorare e adesso abbiamo tentato di entrare a Medicina, che è la nostra passione. Abbiamo risposto a tutte le domande e niente era particolarmente difficile”. “Sicuramente – aggiunge Marcello – era impossibile copiare anche perché chi ti stava accanto non aveva il tuo stesso questionario”.
“La prova si è svolta con estrema regolarità e fluidità – assicura il dottor Nappi, membro della Commissione- Non c’è stata assolutamente nessuna contestazione. Al contrario molti ragazzi hanno finito presto e sono stati soddisfatti del test”. 
Valentina Orellana
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