Allievi occupati prima del Master

Il 13 ottobre Stoà ha premiato i diplomati dell’edizione 1999/2000 dei tre Master: Operatore allo Sviluppo, Public Management, Business Administration. Hanno ricevuto la pergamena dalle mani dei dirigenti della Scuola, convocati uno per uno, con appello nominale. Ovazioni ed applausi all’americana per quelli del MBA; stile più sobrio (il professor Mauro Calise lo ha definito franco prussiano) da parte di quelli del Master in Public Management ed in Operatori allo Sviluppo. Per tutti, la consapevolezza di aver raggiunto un traguardo importante, come è emerso dagli interventi dei tre neodiplomati, uno per Master, i quali, anche a nome dei colleghi, hanno raccontato in pillole la loro esperienza. Rompe il ghiaccio Luigi Punzo, portavoce dei ragazzi del Master in Business Administration. “Perché Stoà? Per imparare a lavorare in gruppo, per acquisire una visione sistematica dell’azienda, per confrontarsi con un ambiente altamente competitivo. Da quest’anno abbiamo capito, tra l’altro, che oggi le aziende chiedono un manager polifunzionale, che le decisioni devono essere prese in tempi rapidi, che è fondamentale non soltanto che la propria offerta sia buona, ma anche che si abbia la capacità di venderla come tale”.
Grandi
opportunità 
anche con le 
lauree “deboli”
Angelo Montini si fa interprete dei colleghi del Master in Operatori allo Sviluppo. “Io ho una laurea cosiddetta debole, per il mercato del lavoro: Sociologia. Oggi lavoro già, a pochi mesi dalla conclusione del Master, in un ente locale, dove svolgo compiti di coordinamento ed organizzazione. Dal Master abbiamo imparato ad essere operativi, ad assumerci responsabilità, a prendere decisioni”. Chiude Paolino Mazzeo, diplomato del Master in Public Management. “La nostra è stata una scelta coraggiosa, perché quella dello scorso anno era la prima edizione. Non ne siamo affatto pentiti. Tra i ricordi più belli certamente il periodo trascorso alla SPISA di Bologna”. Il Master in Public Management attivato a Stoà è stato il primo in Italia. Lo ha sottolineato il direttore Mauro Calise, docente di Scienza Politica a Sociologia della Federico II: “simboleggia la fase nuova di Stoà, travagliata ma promettente”. Ricorda i rapporti di stretta collaborazione intrecciati con l’amministrazione comunale di Napoli ed auspica maggiore attenzione da parte di altre realtà territoriali. “La Provincia, sicuramente anche per colpa nostra, ha finanziato il Master attivato sei mesi dopo di noi dalla Bocconi. I placement più soddisfacenti per i nostri allievi li abbiamo realizzati a Trieste ed a Milano”. Marco Ferretti, coordinatore del Master in Business Administration, sottolinea la facilità di collocamento sul mercato degli allievi del Master. “Trentatrè allievi su quarantasei dell’edizione terminata a luglio già lavorano. Tra questi, almeno il 30% ha ricevuto tre offerte di lavoro”. Risultati positivi anche per i neodiplomati del Master in Operatori allo Sviluppo. Li ricorda Paolo Frascani, docente presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Orientale, ateneo che nel ‘93 ha promosso il Master insieme a Stoà ed all’Agenzia per l’Impiego della Campania. “A due mesi dalla conclusione oltre la metà dei diplomati ha già stabilito contatti di lavoro. Certo, se autocritica va fatta, bisogna dire che la visibilità è ancora poca, in considerazione del fatto che in Italia non ci sono molte esperienze simili alla nostra”.
La cerimonia di premiazione era stata preceduta dall’intervento del professor Federico Rossi, Presidente di Stoà e docente all’Università di Cassino. “Non è stato un anno facile -ammette-. Abbiamo avuto alcuni problemi di assetto societario ed alcune difficoltà legate al fatto che il Consiglio ed il Comitato tecnico scientifico non hanno funzionato al meglio. Gli ostacoli sembrano comunque superati e ci muoviamo verso tre obiettivi: potenziamento delle attività extra master, sinergia tra formazione e ricerca, innalzamento dei livelli di internazionalizzazione”. 
Luca Esposito, assessore alla formazione del Comune di Napoli, riconferma l’impegno dell’amministrazione nella Scuola di Ercolano. “Stoà rappresenta un’iniziativa essenziale nel settore della formazione e della ricerca”.
Roberto Parente, membro della faculty di Stoà e docente di Economia delle Aziende Industriali presso l’Università di Salerno, con qualche numero, dà il senso del peso culturale di Stoà. “In questi anni 11.000 laureati hanno fatto domanda di partecipare ai Master. Abbiamo diplomato 750 allievi, senza considerare questi che oggi premiamo a Villa Campolieto. Collaborano con noi 400 docenti; la biblioteca offre 6000 testi e 650 riviste. La visitano 10.000 persone all’anno, tra studenti, tesisti, ricercatori”. 
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