Amato si candida alla guida di Scienze Politiche

Elezioni alle porte per scegliere il nuovo Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche della Federico II, che subentrerà al professore Marco Musella, reduce da due mandati. C’è una candidatura, quella del professore Vittorio Amato, allievo della scuola di Geografia economica napoletana, che nelle scorse settimane ha ufficializzato i suoi propositi attraverso una lettera, con relativo programma, che ha inviato a tutti i membri del Consiglio di Dipartimento: docenti, ricercatori, rappresentanti del personale tecnico amministrativo e degli studenti. Non ci sono, a fine maggio, altre esplicite volontà di concorrere alla successione dell’uscente Musella. Sono circolati vari nomi, ipotesi, ma finora nessuna di esse si è concretizzata in una esplicita alternativa ad Amato. In particolare, alcune settimane fa, pareva interessata a proporsi la professoressa siracusana Maria Carmela Agodi, una sociologa. Il suo nome, in una logica di schieramenti, era stato interpretato come la volontà di dare continuità alla gestione Musella. L’eventualità, in ogni caso, ammesso che sia stata mai concreta, pare oggi tramontata. Si era paventata, tra i corridoi del Dipartimento, anche la possibilità che fosse interessato a proporsi nella competizione elettorale il professore Salvatore Strozza, un demografo. Anche queste voci non hanno trovato sviluppi per cui, al momento, resta in campo solo la candidatura del professore Amato. 
Circa, poi, i tempi del voto, sarà il professore Domenico Piccolo, in qualità di decano, a convocare docenti, rappresentanti degli studenti e del personale tecnico-amministrativo – complessivamente circa un centinaio di persone – alle urne. “Immagino – dice ad Ateneapoli – che potrò convocare le votazioni nella seconda metà di luglio. Al momento non ho ricevuto sollecitazioni dall’Ateneo. Credo che arriveranno nella prima decade di giugno”. 
Questo, dunque, il quadro. Per quanto concerne il programma del candidato Amato, il docente scrive: “Il nostro obiettivo è ulteriormente rafforzare la nostra identità e il nostro posizionamento come centro di formazione per i futuri decisori nel settore pubblico e privato, dal livello cittadino a quello europeo. Tale orientamento può essere realizzato legando in modo trasversale rigorosi standard di insegnamento con la ricerca accademica e applicata, stringendo forti legami con il mondo istituzionale ed aziendale, concentrando l’attenzione sullo sviluppo personale e professionale dei nostri studenti, docenti e staff”. Sottolinea: “È un percorso che il nostro Dipartimento ha già intrapreso; va continuato con decisione promuovendo allo stesso tempo gli studi internazionalistici, pubblicistici ed economici, senza abbandonare la sostenibilità e la responsabilità sociale”. Prosegue: “L’impegno principale sarà certamente il perseguimento della qualità in tutti gli ambiti”. Agli studenti “dobbiamo garantire gli strumenti necessari per comprendere il mondo contemporaneo, locale e internazionale, sviluppandone il pensiero critico e la capacità di esprimerlo in pubblico attraverso metodi formativi che favoriscano progetti di gruppo, presentazioni orali e il confronto delle idee. Dobbiamo, inoltre, assicurare loro il nostro sostegno per facilitarne l’inserimento in un mercato del lavoro sempre più mutevole e complesso”. Secondo Amato, “In questa ottica l’approccio multidisciplinare deve rappresentare il nostro punto di forza senza indebolire la nostra identità”. L’offerta formativa “deve essere chiara e comprensibile per chi vorrà sceglierci e, soprattutto, stabilita in base ad un processo decisionale condiviso al quale tutti dovremo partecipare”. Si sofferma anche sulla gestione e la valorizzazione delle strutture del Dipartimento: “Le circostanze hanno voluto che a noi toccasse quella che è forse la più prestigiosa sede universitaria tra quelle a disposizione della Federico II… Il decoro e la sua sicurezza vanno salvaguardati con impegno e dedizione”. Nuove e concrete prospettive sembrano aprirsi per acquisire l’ala attualmente occupata da Geologia: “Ciò richiederà un processo di non breve durata che necessiterà della massima attenzione per ricavarne spazi funzionali alla didattica, alla ricerca ed alla aggregazione di studenti e docenti. Sarà importante monitorare tale acquisizione, affinché la perdita dei due interi piani di via Mezzocannone 4, destinati agli uffici dell’Ateneo, non determini un risultato netto, in termini di metri quadri finali, sfavorevole al Dipartimento”. Eguale pressione e vigilanza “va rivolta all’operato degli addetti alla pulizia per mantenere costante il decoro dei luoghi”. 
Relativamente alla governance del Dipartimento, ecco i piani di Amato: “Il Consiglio sarà organizzato in commissioni ad hoc finalizzate all’esame di problematiche ricorrenti”; il Vicedirettore “dovrà avere capacità organizzative e gestionali ed avrà un ruolo attivo nell’operatività del Dipartimento con deleghe specifiche”; la Giunta “sarà composta in modo tale da garantire la massima rappresentanza delle aree disciplinari presenti nel Dipartimento”. L’internazionalizzazione: sono da “intensificare i rapporti e le relazioni internazionali dei singoli docenti e del Dipartimento tutto” non solo attraverso  l’Erasmus ma anche con “la stipula di specifici accordi internazionali, utilizzando la leva del Corso di Laurea Magistrale in lingua inglese” e “un programma di visiting professors”. 
Il personale: occorre “una ricognizione delle criticità e del dimensionamento delle aree funzionali volta ad una disamina dei carichi di lavoro del personale per ottimizzare i servizi degli uffici”; laddove se ne rinvenga la necessità “verrà richiesto un potenziamento funzionale del personale tecnico-amministrativo”. Reclutamento dei docenti: “Andranno in prima battuta valutate le aree disciplinari in sofferenza e/o ritenute strategiche al fine della qualificazione dell’offerta didattica, non senza dimenticare che anni di blocco del turnover hanno relegato giovani talenti, formati nella nostra struttura, in situazioni di precarietà che, in molti casi, si protraggono da sin troppo tempo”.
Capitolo trasparenza: “Perché tutti possano avere memoria delle decisioni prese e delle scelte fatte, sarà data pubblicità dei verbali” dei Consigli di Dipartimento e dei Corsi di Laurea. “Criteri di equità e trasparenza verranno altresì definiti di comune accordo in merito alla ripartizione delle risorse destinate a fondi di ricerca”. Relativamente alla ricerca: “Sarà auspicabile individuare aree o progetti comuni finalizzati all’ottenimento di finanziamenti, valorizzando e mettendo a sistema la multidisciplinarietà. È necessario individuare forme e modalità operative che supportino adeguatamente la partecipazione di singoli e gruppi a bandi concorrenziali e in ciò sarà opportuno ricercare una collaborazione con il personale tecnico-amministrativo, sia nella fase di progettazione che in quella di rendicontazione”. 
L’attività di orientamento in entrata “sarà volta più alla qualità che alla quantità degli iscritti. La meritoria attività dello sportello orientamento va indirizzata al riequilibrio della composizione dei nostri immatricolati che percentualmente continuano a provenire in misura ridotta dai Licei, soprattutto dai principali licei cittadini”. Va ripensata ed ampliata, aggiunge, “l’offerta formativa post laurea (Master e Specializzazioni)” e occorre “adoperarsi per far ripartire un dottorato che veda il nostro Dipartimento come protagonista”. Seppur in un quadro cronico di scarsità delle risorse, “va potenziata l’offerta delle lingue straniere che, per un Dipartimento come il nostro, dovrebbe costituire un ‘fiore all’occhiello’”.
Adeguamento degli spazi studio, attivazione di tirocini intramoenia ed extramoenia, potenziamento dei punti di ristoro automatici, stipula di convenzioni con Istituzioni culturali presenti in città (anche e soprattutto per l’approfondimento  delle lingue): alcuni punti che Amato dedica nel suo programma agli studenti. 
Fabrizio Geremicca 
- Advertisement -




Articoli Correlati