Andrea Moccia, geologo, spopola sui social con un canale di divulgazione scientifica

Circa mezzo milione di seguaci sui social e 35 milioni di visualizzazioni per gli oltre 170 video prodotti fino a questo momento. Quasi un terzo – 10 milioni – solo per la ricostruzione animata, completa di flussi piroclastici e lava, di una futura, e si spera lontana, eruzione del Vesuvio. Sono i numeri di Geopop, il canale di divulgazione scientifica sulle Scienze della Terra che è stato realizzato da Andrea Moccia, un trentacinquenne napoletano che attualmente vive a Milano e che si è laureato alcuni anni fa in Geologia alla Federico II. “Quando accendo la telecamerina immagino – sintetizza così l’essenza del suo progetto – di spiegare la geologia alla zia Concetta”. Compito non facile quello di divulgare nozioni con serietà e correttezza scientifica ma rivolgendosi ad un pubblico di non esperti, di livello culturale eterogeneo, accomunato esclusivamente dalla curiosità. Moccia riesce molto bene nell’impresa anche in virtù di una innata capacità di ‘bucare lo schermo’. I temi che tratta, poi, spaziano a 360 gradi. Quanti avrebbero mai immaginato, per esempio, che milioni di anni fa il Mediterraneo fosse diventato un deserto? O che lo smartphone, che è ormai diventato il compagno onnipresente della nostra quotidianità, deve la sua esistenza alle Terre Rare, un gruppo relativamente ristretto di elementi per accaparrarsi i quali le grandi potenze e le multinazionali si sfidano in ogni parte del mondo? E che dire delle Hawaii, isole che nel nostro immaginario sono la quintessenza del surf, della vacanza in una meta esotica e della spensieratezza ma che, osservate con gli occhi di un geologo, sono una sorta di grande foruncolo sotto il quale ribollono magma e materiali incandescenti? Ancora, le ere glaciali, i motivi della scarsa sismicità della Sardegna, le cause di formazione dei maremoti. Geopop racconta questo e tanto altro, per esempio il bradisismo dell’area flegrea, le impronte dei dinosauri in un lontano territorio boliviano. Prova anche a dare consigli utili sul comportamento da adottare in caso di terremoto o su come installare nel proprio appartamento un impianto che utilizzi l’energia geotermica. “Il canale – racconta Moccia – è nato per scherzo, da una chiacchierata con alcuni amici in un bar del centro di Napoli nel 2018. Mi chiesero di girare qualche video che aiutasse i non esperti a comprendere le scienze della terra. Ne feci uno, poi due e cominciai a divertirmi. Non ho più smesso ed ho cercato nel tempo di migliorare la dizione, il rapporto con la piccola videocamera che utilizzo, il montaggio. Giravo nei ritagli di tempo – la sera e di notte – nel mio appartamento, perché di mestiere ho sempre fatto altro”. Precisamente si è occupato di studiare il sottosuolo alla ricerca di risorse energetiche da sfruttare. “Mi sono laureato nel 2009 alla Federico II in Georisorse – ricorda – con i professori Mariano Parente, Alessandro Iannace e Stefano Mazzoli. Nel 2010 sono partito, sono andato via da Napoli perché la società scozzese presso la quale avevo svolto lo stage durante il Master post lauream mi aveva offerto un contratto a tempo indeterminato come consulente internazionale. Sono stato in Malesia, India, Sudamerica, Russia, Nord Africa. Un’esperienza molto bella, anche se piuttosto faticosa”. Nel 2013 arriva un contratto con l’Institut Francais du Petrole Energies Nouvelles e con esso il trasferimento a Parigi. L’anno scorso un nuovo lavoro, stavolta con Snam, società del gruppo Eni, a tempo indeterminato e per una posizione di alto livello connessa allo stoccaggio del gas all’estero. Il sogno per un giovane geologo con un percorso come il suo. Moccia accetta e dura qualche mese, poi la passione prende definitivamente il sopravvento.
Un giornale digitale e il primo libro
“Mi sono licenziato qualche settimana fa – racconta – perché Geopop è diventata una start up che si occuperà di divulgazione scientifica in un mondo digitale. Mi dedicherò a questa mia creatura sette giorni su sette. Entrerà nel gruppo editoriale Ciaopeople, lo stesso che edita, tra gli altri, The Jackal e Fanpage. La start up dovrebbe essere lanciata tra marzo ed aprile. Non ho più due lavori, insomma, perché di fatto il sito di divulgazione era diventato tale. Oggi posso dedicarmi a Geopop a tempo pieno. Diventerà un giornale scientifico. In un mondo moderno, quindi in digitale. La immagino come qualcosa nella quale le persone possano trovare notizie interessanti ed utili. Non solo roba teorica, anche pratica. Io ho sempre lavorato nell’industria e forse anche per questo sono una persona pratica. Credo che sia importante dare anche informazioni che aiutino nella vita pratica. Le Scienze della terra non sono una disciplina nuvolosa, teorica. Sono qualcosa di estremamente pratico e concreto”. In famiglia non hanno preso benissimo, almeno all’inizio, l’idea di Moccia di abbandonare un futuro da quadro nella Snam per l’incertezza di una nuova scommessa. “La mia compagna – dice – mi ha chiesto se fossi impazzito e pure i miei genitori sono piuttosto perplessi. Alla fine, però, hanno capito. Io credo in questa avventura e sono convinto che Geopop farà cose sempre più interessanti. D’altra parte si vive una volta sola ed è giusto inseguire le proprie passioni ed i propri progetti. È un suggerimento che ho sempre ripetuto anche agli studenti di Geologia della Federico II quando, dopo la laurea, mi è capitato di incontrarli per qualche seminario o per qualche breve corso che mi era stato affidato”.
In attesa del lancio di Geopop, è stato pubblicato già il primo libro di Moccia. Si chiama ‘Un tesoro al piano terra’ (Cairo editore) e parla della relazione tra le ricchezze del sottosuolo e la nostra società.
Fabrizio Geremicca
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