Area dell’Informazione

“I nostri studenti avranno, come per i Corsi delle altre Aree, un primo anno in comune, durante il quale verranno privilegiate le materie fondamentali dell’Ingegneria – spiega il prof. Stefano Russo, Presidente del Corso di Laurea in Ingegneria Informatica che con Ingegneria dell’Automazione, Biomedica, Elettronica e delle Telecomunicazioni rientra nell’Area dell’Informazione – I restanti esami saranno caratterizzanti e al terzo anno gli studenti avranno la possibilità di scegliere se usare 12 crediti per svolgere un tirocinio, e dunque fare un’esperienza di lavoro, oppure inserire due esami a scelta, opzione preferita da chi sceglie di proseguire con la Magistrale. Svolgere il tirocinio è, comunque, un’opportunità in più – aggiunge il docente – anche per chi non si ferma alla Laurea Triennale, perché permette di dare un primo sguardo al mondo del lavoro. Noi abbiamo molte richieste, sia in regione che fuori, e anche da importanti aziende impegnate nello sviluppo software”.
Gli altri Corsi Triennali dell’Area, “come ad esempio Automazione, sono pensati in maniera più generalista, per poi dare una formazione specialistica al secondo livello. Per Informatica, invece, già al triennio abbiamo inserito contenuti caratterizzanti, dando una preparazione anche sul ‘saper fare’. Questo rende i nostri laureati di primo livello appetibili al mercato, anche se in posizioni precarie”. Quella che è diminuita, infatti, non sembra essere la quantità, ma la qualità del lavoro: “molti laureati triennali con contratto a progetto o part-time si iscrivono alla Magistrale nella speranza di trovare occupazioni più stabili, e nella maggior parte dei casi ci riescono”.
In Campania non sono alte le percentuali, ma l’occupazione dei laureati dell’area cresce se ci si sposta nel resto d’Italia: “I ragazzi che scelgono i nostri Corsi lo sanno e si iscrivono consapevoli sia di quella che è la figura dell’ingegnere dell’Area dell’Informazione, ed in particolare l’ingegnere informatico perché la società è pervasa da queste tecnologie, sia di quelli che saranno gli sbocchi occupazionali”.
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