E’ il Corso di laurea della Facoltà di Architettura dove il rapporto tra posti disponibili – 50 – e candidati alla prova – lo scorso anno quasi 400 – è più alto. Arredamento, interno architettonico e design piace agli studenti. Presidente del CCL è il professore Agostino Bossi, con il professore Filippo Alison colui il quale ha progettato, qualche anno fa, questo percorso formativo.
Gli studenti mostrano grande interesse verso la vostra offerta formativa. Dal punto di vista dei prevedibili sbocchi occupazionali, è giustificata tanta attenzione verso il settore dell’arredamento di interni?
“Io direi proprio di sì. Il futuro è sempre di più nel restauro, nell’arredamento, nel commercio del mobile. Sono i settori che offrono le migliori opportunità, perché sono ben pochi gli architetti che si cimentano con i grandi progetti e, soprattutto, si costruisce ormai in maniera molto limitata, in Italia”.
Presenti agli studenti il suo Corso di Laurea. Come lo descrive?
“E’ un iter formativo che prepara professionisti capaci di organizzare ed arredare al meglio gli interni: case, uffici, luoghi di ricreazione, di spettacolo, di sport. Sono poi luoghi dove si svolge la vita. E’ essenziale che chi li progetti e chi ne curi l’arredamento abbia ben presente la responsabilità che ricade su di sé. Vivere e lavorare in un posto accogliente, ben organizzato, funzionale migliora sensibilmente la qualità di vita delle persone”.
Quali sono le materie del I anno?
“Due laboratori – Arredamento e Progettazione architettonica – Storia dell’arte, Estetica, Storia dell’arredamento, Filosofia dei linguaggi, Tecnologia dell’architettura, Disegno, Matematica, Informatica”.
Dove si svolgono i corsi?
“A palazzo Gravina, sempre nella stessa aula, al terzo piano. Purtroppo devo constatare che fino ad oggi le promesse della Facoltà di garantirci spazi più adeguati, strutture, risorse, si sono rivelate non veritiere. Peccato, perché se fosse adeguatamente sostenuto, questo Corso di Laurea potrebbe anche accogliere un numero più elevato di studenti, al primo anno. La richiesta c’è e le potenzialità lavorative non mancano. Ma con le risorse attuali è impensabile accogliere più di 50 ragazze e ragazzi all’anno”.
Cosa suggerisce a chi sta valutando l’ipotesi di immatricolarsi?
“E’ un Corso di Laurea affascinante, creativo, interessante, ma richiede uno studio costante e serio. Le lezioni ed i laboratori vanno seguiti assiduamente, con scrupolo, perché gran parte del lavoro si svolge proprio in aula, all’Università. Non è un Corso di Laurea da fare col freno tirato, a mezzo servizio”.
Gli studenti mostrano grande interesse verso la vostra offerta formativa. Dal punto di vista dei prevedibili sbocchi occupazionali, è giustificata tanta attenzione verso il settore dell’arredamento di interni?
“Io direi proprio di sì. Il futuro è sempre di più nel restauro, nell’arredamento, nel commercio del mobile. Sono i settori che offrono le migliori opportunità, perché sono ben pochi gli architetti che si cimentano con i grandi progetti e, soprattutto, si costruisce ormai in maniera molto limitata, in Italia”.
Presenti agli studenti il suo Corso di Laurea. Come lo descrive?
“E’ un iter formativo che prepara professionisti capaci di organizzare ed arredare al meglio gli interni: case, uffici, luoghi di ricreazione, di spettacolo, di sport. Sono poi luoghi dove si svolge la vita. E’ essenziale che chi li progetti e chi ne curi l’arredamento abbia ben presente la responsabilità che ricade su di sé. Vivere e lavorare in un posto accogliente, ben organizzato, funzionale migliora sensibilmente la qualità di vita delle persone”.
Quali sono le materie del I anno?
“Due laboratori – Arredamento e Progettazione architettonica – Storia dell’arte, Estetica, Storia dell’arredamento, Filosofia dei linguaggi, Tecnologia dell’architettura, Disegno, Matematica, Informatica”.
Dove si svolgono i corsi?
“A palazzo Gravina, sempre nella stessa aula, al terzo piano. Purtroppo devo constatare che fino ad oggi le promesse della Facoltà di garantirci spazi più adeguati, strutture, risorse, si sono rivelate non veritiere. Peccato, perché se fosse adeguatamente sostenuto, questo Corso di Laurea potrebbe anche accogliere un numero più elevato di studenti, al primo anno. La richiesta c’è e le potenzialità lavorative non mancano. Ma con le risorse attuali è impensabile accogliere più di 50 ragazze e ragazzi all’anno”.
Cosa suggerisce a chi sta valutando l’ipotesi di immatricolarsi?
“E’ un Corso di Laurea affascinante, creativo, interessante, ma richiede uno studio costante e serio. Le lezioni ed i laboratori vanno seguiti assiduamente, con scrupolo, perché gran parte del lavoro si svolge proprio in aula, all’Università. Non è un Corso di Laurea da fare col freno tirato, a mezzo servizio”.








