Visita tecnica presso l’impianto Edil Moter di Casal di Principe, struttura in fase di realizzazione dedicata alla gestione dei rifiuti per conto della Regione Campania, per gli studenti di Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio. L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra università, professionisti e mondo produttivo, coniugando formazione accademica ed esperienza diretta sul campo.
Ad accompagnare gli studenti il prof. Massimiliano Fabbricino, che ha sottolineato il valore formativo dell’esperienza: “La visita tecnica è stata affiancata da un seminario con i referenti regionali e ha permesso ai ragazzi di dialogare direttamente con progettisti, responsabili tecnici e figure amministrative coinvolte nella realizzazione dell’impianto”.
Il docente ha inoltre evidenziato come dall’incontro sia nata una concreta opportunità professionale per gli studenti: “L’azienda ha proposto una collaborazione per la redazione della rappresentazione tecnica dell’impianto, che nel corso della realizzazione ha subito modifiche rispetto al progetto iniziale. I ragazzi hanno mostrato subito grande disponibilità e quattro di loro sono già impegnati attivamente nell’attività”.
Il valore di poter contribuire “allo sviluppo del territorio”
Tra gli studenti coinvolti nel progetto, Mattia Sinfarosa, che ha definito l’iniziativa “motivo di orgoglio” per il territorio campano: “Si tratta di uno dei tredici impianti previsti per contribuire alla gestione dei rifiuti in Regione Campania. Oltre all’aspetto ambientale, ci interessa anche la parte logistica e organizzativa. È importante poter contribuire allo sviluppo del nostro territorio in quest’ottica”.
E ha poi rimarcato l’importanza di esperienze di questo tipo nel percorso universitario: “Per uno studente di Ingegneria è molto utile confrontarsi con il mondo professionale reale. Spesso la formazione universitaria ci prepara soprattutto al lavoro dipendente, mentre esperienze come questa permettono di sviluppare competenze più vicine alla libera professione e alla gestione concreta dei progetti”.
Anche Gioacchino Ciravolo ha sottolineato il valore pratico dell’esperienza: “Gli ingegneri dell’impianto ci hanno proposto di partecipare alla fase finale della progettazione e noi ci siamo messi subito a disposizione. Attualmente stiamo lavorando alla seconda variante del progetto, occupandoci dei prospetti dell’impianto, delle cabine, degli uffici e della planimetria generale consultandoci con un team multidisciplinare composto anche da agronomi e ingegneri idraulici”.
Lo studente ha poi evidenziato quanto il contatto diretto con il cantiere abbia arricchito il percorso formativo: “Uscire dalla propria zona di comfort è fondamentale. Lo studio teorico permette di capire gli argomenti, ma non fino in fondo come accade con la pratica. Questa esperienza ci sta insegnando anche a rispettare tempi di lavoro, scadenze e dinamiche professionali completamente diverse da quelle universitarie”.
Per Giuseppe Gargiulo, il progetto rappresenta una vera immersione nel lavoro di squadra e nella progettazione reale: “Dopo questa prima fase lavoreremo sull’As-Built dell’impianto ed effettueremo anche rilievi e misurazioni direttamente sul posto. È un team molto dinamico, in cui tutti partecipano attivamente al progetto”.
Ha inoltre sottolineato l’impatto umano e professionale dell’esperienza: “All’università studiamo spesso progetti in modo teorico, mentre qui abbiamo la possibilità di confrontarci con professionisti, tecnici e persone con esperienze diverse dalle nostre. È una realtà complessa ma estremamente affascinante”. Infine, Luca Tozzi ha raccontato il proprio entusiasmo per il progetto: “Anche senza conoscere gli altri ragazzi ho deciso subito di mettermi in gioco. È un’esperienza molto formativa, sia dal punto di vista personale sia professionale, perché ci permette di avvicinarci concretamente al mondo del lavoro”.
Lo studente ha posto l’attenzione anche sugli aspetti più tecnici dell’attività: “Stiamo utilizzando software ingegneristici avanzati e affrontando un lavoro molto più pratico rispetto a quello teorico affrontato in aula. È un’occasione preziosa per imparare davvero a utilizzare gli strumenti professionali e comprenderne tutte le applicazioni”.
Luca ha infine voluto ringraziare, assieme agli altri studenti, il prof. Fabbricino per l’opportunità ricevuta: “Questo progetto ci sta dando tantissimo dal punto di vista umano, ambientale e professionale. Visitare l’impianto e confrontarlo con il progetto iniziale è stata un’esperienza estremamente interessante e formativa”.
Eleonora Mele
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Ateneapoli – n.9-10 – 2026 – Pagina 7








