Campioni in aula per l’ADE “Basi biomediche dell’attività sportiva”

Volti noti del nuoto e del calcio in cattedra a Medicina per spiegare come cambia il corpo umano in seguito a uno sforzo fisico. Accade nell’ambito dell’Attività Didattica Elettiva “Basi biomediche dell’attività sportiva”.  “L’ADE, che fa parte della cattedra di Fisiologia umana – diretta dai professori  Antonio Colantuoni e Paolo Mondola – intende analizzare le basi fisiologiche e strumentali che sottostanno all’attività sportiva agonistica e non. L’attenzione quindi è rivolta alle esperienze di chiunque faccia sport, anche per una sola volta a settimana, per indagare quello che succede in termini di modifiche del corpo in seguito all’attività”, spiega il prof. Marco Petrosino, docente a contratto alla Federico II presso la cattedra. Tre incontri consecutivi, tutti di giovedì, che, nell’aula seminari al nono piano della Torre Biologica del Policlinico, vedranno le voci di docenti e di specializzandi affiancarsi a quelle di famosi uomini di sport. Il programma, infatti, dopo la partecipazione del nuotatore Massimiliano Rosolino per l’esordio del 30 aprile, prevede per le due settimane successive la presenza prima del pallanuotista dell’Acquachiara – società di Serie A – Amaurys Perez, e poi, nell’ultimo incontro, quella di Fabio Pecchia, ex calciatore e attuale allenatore in seconda della Società Sportiva Calcio Napoli. A queste personalità “si chiede la loro esperienza. Gli sportivi dovranno dare una testimonianza non solo dal punto di vista nutrizionale e fisiologico, ma anche da quello psicologico. L’ambito che andremo a studiare è molto particolare. Tutta la teoria, infatti, può essere contraddetta dalle performance. Ad esempio, si potrebbe suggerire di mangiare più carne bianca, salvo poi scoprire che l’atleta che ha raggiunto i migliori risultati ha mangiato più carne rossa”. Unire teoria e pratica, grazie anche al supporto degli specializzandi in Scienza dell’Alimentazione, questo il diktat: “durante i tre pomeriggi – l’orario delle lezioni è dalle 14 alle 18 – la teoria moderna verrà unita ad applicazioni concrete. Gli specializzandi mostreranno anche il funzionamento di alcune strumentazioni che vengono impiegate quotidianamente”. La risposta degli studenti, come spiega ancora il prof. Petrosino, è stata molto significativa: “è stato raggiunto il numero chiuso di quaranta iscritti. Qualcun altro, inoltre, ha detto di voler partecipare comunque alla tre giorni pur senza essere iscritto”. Il merito va a una programmazione studiata: “l’anno scorso abbiamo avuto un discreto successo sotto il profilo delle iscrizioni. Quest’anno c’è stato un vero e proprio boom. Essendomi occupato per anni di sport, ho letto la volontà degli studenti di seguire un corso che permettesse di studiare la fisiologia applicata a determinate condizioni. Da loro, adesso, mi aspetto la massima partecipazione”. A concludere il seminario sarà un esame. Gli studenti avranno a disposizione “trenta minuti per un quiz incentrato sugli argomenti principali affrontati durante il corso”. Fisiologia, doping e attività sportiva, importanza del riposo muscolare, biomeccanica del muscolo, nutrizione e idratazione nello sportivo, alcune delle tematiche che saranno oggetto di discussione. A Medicina sale in cattedra lo sport.
Ciro Baldini
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