\”Chimica è impossibile\”

Chiedere agli studenti del primo anno di Biologia Generale e Applicata le proprie impressioni sui primi mesi di lezione all’università, approfondendo le difficoltà dell’impatto, significa ricevere quasi esclusivamente un’unica risposta: “la Facoltà è bella, ma Chimica è impossibile”. Automaticamente, da una discussione generale si passa ad un approfondimento sulla Chimica. “È la materia più complicata. In Matematica impari la regola e la metti in pratica, e poi l’abbiamo studiata anche al liceo. In Chimica, invece, devi ragionare su cose più complicate”, dice Lucia Del Vecchio. Per Maria De Filippis ragionare sui concetti di Chimica è più complesso perché “quando studi Citologia svolgi un lavoro più mnemonico che ci riguarda anche più da vicino. Invece con la Chimica non c’è una regola precisa per le reazioni. È una difficoltà in più”. Molto dipende anche dal professore. “Se una materia ti appassiona di più è anche perché un docente te la spiega meglio – fa notare Noemi Bernardo – La Chimica, inoltre, abbraccia molti ambiti, si collega anche alla Matematica e alla Fisica. Forse, quando cominceremo il laboratorio sarà più semplice perché vedremo le reazioni”. Un aspetto interessante della materia: “Capisci come accade ogni fenomeno. Uno dei problemi è legato al metodo, completamente diverso da quello del liceo e si avverte soprattutto negli esercizi. Spesso ti trovi davanti cose che in aula hanno dato per scontate”, sostengono Mary Borriello e Jessica Ascione. “Venendo dal liceo classico, l’impatto è forte con tutte le materie. Anche il test ha rivelato poco sulla competenza scientifica, perché affrontava le basi delle discipline”, commenta Antonella D’Angelo. Non tutti identificano nella Chimica il problema. L’ostacolo sta “per tutti nella Matematica, che di conseguenza dà problemi anche alla Chimica, senza la quale non si può affrontare nessuna delle materie degli anni successivi. La scuola non dà universalità. E’ impossibile dopo il liceo aprire un libro qualsiasi di Matematica, o altro, e capire di cosa si sta parlando”, sostiene Mattia Maione. Anche per Massimo Peluso il problema nasce dalle carenze del liceo: “a causa delle quali, mi ritrovo a studiare di più alcune cose e tralasciarne altre, e questo rallenta molto”. “All’università riprendi concetti di Matematica che hai già studiato e li approfondisci. La Chimica, invece, è come se non l’avessi mai affrontata. Al test di Medicina sono stato fortemente svantaggiato dalle carenze in Chimica, non ricordavo niente di quanto studiato al quarto anno del liceo. Vale lo stesso anche per la Biologia”, confessa Giulio Picone. 
Simona Pasquale
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