Da matricole a laureandi, gli studenti festeggiano i sei anni vissuti insieme

Il traguardo che si avvicina spinge lo sguardo alle spalle, verso un percorso lungo, faticoso, ma allo stesso tempo ricco di esperienze e di amicizie. Nel 2010 è stato tracciato il primo punto di un cerchio che quest’anno sta per chiudersi. È quello degli studenti di Medicina che hanno salutato con una festa il loro ultimo semestre di corsi. Più di cento camici bianchi si sono riuniti il 6 maggio nell’aula grande dell’edificio 9 del Policlinico per brindare, mangiare, ballare e perfino fare beneficenza. Lo spiega Maria Amicone, organizzatrice della giornata: “abbiamo raccolto una quota per comprare tutto il necessario. I soldi avanzati sono stati donati in parte a Emergency e in parte a Medici senza frontiere”. Tutto nel segno dell’unione: “è stato un bel momento di aggregazione. La festa ci ha permesso di conoscerci ancora meglio. Dopo sei anni trascorsi insieme si è creata una vera e propria famiglia”. Una famiglia molto eterogenea: “durante la vita universitaria ho imparato ad approcciarmi a diversi tipi di persone. Qui a Medicina trovi l’ateo e il cattolico, chi pensa solo allo studio e chi si dedica a mille attività. Tutti, però, lavoriamo per arrivare con responsabilità allo stesso obiettivo”. Un obiettivo per il quale, a suo avviso, “è importante studiare, ma non solo. Serve fare pratica e guardarsi intorno. Ai miei colleghi più piccoli suggerirei di trascorrere più tempo possibile in reparto, di vivere l’esperienza Erasmus e di cercarsi un lavoretto così da non dipendere dai genitori”. Un supporto nell’organizzazione della festa le è arrivato da Alfredo Di Giovanni, improvvisatosi DJ: “un mio amico ed io abbiamo collegato un cellulare a una cassa, aprendo poi le danze con i balli di gruppo. È stato un momento molto emozionante. Ti rendi conto che i sei anni, molto sofferti, stanno finendo. A festa conclusa ci siamo spostati sul prato fuori l’Edificio 20. Lì è iniziata una nuova pasquetta con tanto di chitarre e
palloni”. Per lui, due esami alla laurea e una media del 28.7, facile individuare l’insegnamento più importante ricevuto al Policlinico: “conserverò sempre la determinazione necessaria per non mollare mai e non abbattermi. Ho capito che attaccarsi al voto non serve. Ciò che conta è quello che si impara veramente”. Credendo in se stessi e nei propri sforzi. Un atteggiamento che Federica Fossataro ha acquisito col tempo: “sono entrata ragazzina e sono cresciuta attraverso tutte le difficoltà che ho superato. Tra il terzo e il quarto anno ho smesso di credere a ogni esame di non farcela, preferendo ripetere a me stessa che avevo dato il massimo, preparandomi nel miglior modo possibile”. Dei suoi sei anni conserva “solo ricordi positivi. Mi mancherà il Policlinico”. Ha il segno più pure il bilancio di Massimiliano Esposito :“non cambierei nulla della mia carriera. Perfino gli esami andati male sono stati utili perché hanno contribuito a perfezionare il mio metodo di studio”. Sulla festa: “mi ha riportato ai miei inizi da matricola, ricordandomi sacrifici, esami e persone conosciute. In questi anni è cresciuto soprattutto il mio senso di responsabilità”. Perché, come ricorda Walter Ilardi: “si cresce, passando dallo stile di vita di un diciottenne che vive di aspettative e di divertimento a quello di un laureando che ha voglia di approfondire ogni questione. Il percorso di studio mi ha reso attento e meticoloso”. Con il brindisi del 6 maggio: “si è chiuso un ciclo che ha lasciato cicatrici profonde. I festeggiamenti ci hanno uniti più di ogni previsione. A Medicina ognuno corre per la sua strada, ma, quando il traguardo si avvicina, si inizia a correre insieme, senza alcun podio”. È a tal proposito che parla di “crescita da un punto di vista umano e relazionale” Vincenzo Starace, per il quale il momento ludico ha avuto un sapore agrodolce: “da un lato ero contento, perché sto studiando da tanto e mi sembrava di vedere la fine del percorso. Dall’altro ero triste perché pensavo di non rivedere più i miei compagni”. La festa resta uno dei ricordi più belli di questi suoi sei anni. Uno meno piacevole? “Quando ho dato l’esame di Farmacologia e Tossicologia Medica. Non sono mai stato molto ansioso, ma da allora ho avuto problemi a prendere sonno”. Gli ultimi due scogli attendono lui e tanti suoi colleghi. Il traguardo si avvicina. Il cerchio sta per chiudersi. Auguri.
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