Dal Suor Orsola un documentario per “La storia siamo noi”

“Raccontare la camorra dal punto di vista delle sue vittime innocenti: una scelta doverosa per non dimenticare”. Sono le parole di Paolo Siani, Presidente della Fondazione Pol.i.s. e fratello di Giancarlo (il giornalista de Il Mattino assassinato dalla camorra 25 anni fa), alla presentazione del documentario “Storia criminale-Camorra e bande criminali a Napoli”. Prodotto per “150 anni – La Storia Siamo Noi”, è stato proiettato in anteprima nazionale il 30 novembre al Suor Orsola (due giorni prima della messa in onda su Rai tre). 
Presenti gli autori, Aldo Zappalà e Mario Leombruno, che hanno raccontato come è nata l’idea. “Si tratta della prima di tre puntate realizzate per la trasmissione di Giovanni Minoli, che è docente a Scienze della Comunicazione – ha spiegato Mario Leombruno, ex allievo del Master in Criminologia del Suor Orsola, autore del documentario con il prof. Aldo Zappalà, che ha aggiunto: “bisogna dare un segnale forte, specialmente in una città come Napoli in cui troppo spesso si registrano morti di persone che con la malavita non hanno nulla a che fare ed erano lì per caso”. Alla teoria del trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato i familiari delle vittime non ci stanno. Alessandra Clemente, figlia di Silvia Ruotolo, la giovane donna assassinata per errore da un proiettile vagante, è una delle protagoniste del video e sta studiando per diventare magistrato, in quanto è convinta che ottenere giustizia è possibile. Sono più o meno le stesse parole di Bruno Vallefuoco, padre di Alberto, ucciso all’uscita di un bar perché scambiato per uno degli esponenti del clan avversario: “Non esistono posti sbagliati per le brave persone – afferma – e non bisogna arrendersi di fronte alla malavita organizzata”.
Il dvd del documentario, che ripercorre la storia della camorra sin dal periodo appena successivo al fascismo, verrà distribuito alle scuole che ne faranno richiesta, con una proposta: quella di visionarlo il 21 marzo alle 10, tutti nello stesso giorno e alla stessa ora, come simbolo di unione contro tutte le mafie.
Alla realizzazione del cortometraggio, hanno collaborato anche gli studenti del Corso di Laurea Magistrale in Imprenditoria e Creatività per cinema teatro e televisione del Suor Orsola. Un modo per  cimentarsi in quella che sognano possa diventare la professione dopo la laurea. Come fanno notare Iole Rago e Ilaria Stefanini: “Non vedevamo l’ora di cimentarci con la pratica dopo tanta e spesso ripetitiva teoria”, dice Ilaria che ha studiato Cinema a Bologna. Iole, che due anni fa ha conseguito il titolo triennale in Lettere, con una tesi in Storia Contemporanea, ha scelto questo Corso proprio per la sua aspirazione di diventare giornalista documentarista. Entrambe apprezzano la presenza di professori come Zappalà nel corpo docente dell’Ateneo. Infatti, nell’ambito  delle attività laboratoriali previste dal corso di Scritture creative e formazione del produttore e autore, gli studenti sono tenuti ad elaborare ognuno un progetto proprio. Cimentarsi, dunque, con la realizzazione di documentari, quiz, programmi televisivi. “Non si tratta soltanto di imparare ad utilizzare la macchina per fare le riprese – racconta Maria Rosaria Lumiero – ma di seguire la nascita di un programma in tutte le sue diverse fasi. Trovare i contatti, stabilire i costi, chiedere i permessi per girare in strada”. Un lavoro che, secondo alcuni, necessita di più tempo. “E’ vero che i nostri docenti ci forniscono le basi per poi imparare a camminare da soli, ma le lezioni sono concentrate solo tra i mesi di novembre e dicembre ed è difficile ottenere un buon prodotto in così poco tempo. A meno di non dormire la notte, cosa che ultimamente capita spesso”, ha confessato Roberta Migliaccio. Salvatore De Chiara si è occupato di realizzare un documentario impossibile sulla storia degli alieni: “attraverso una commistione di urban legends ho spiegato perché gli extraterrestri si presentano solo nelle zone di montagna”. Un esperimento è servito a rafforzare in lui  l’idea di voler fare il regista, una volta completati gli studi.
Anna Maria Possidente
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