Per anni ci siamo abituati a vederlo seduto alla segreteria della Presidenza della Facoltà di Medicina del Federico II, sempre con un telefono vicino, ed a poche stanze dal Preside Gaetano Salvatore, di cui era l’ombra, spesso il filtro, l’accompagnatore fedele, di frequente anche l’autista personale e colui che ne gestiva l’agenda. -Praticamente la persona più vicina a Salvatore, a parte la moglie Marisa- Per anni non abbiamo capito se era, formalmente, un semplice impiegato di presidenza, un funzionario o un delegato con incarichi fiduciari e di rappresentanza. Qualche mese fa, a maggio, di colpo, ce lo siamo trovato eletto nel Consiglio Regionale della Campania, in quota Cdu, nel Polo di Buttiglione e Berlusconi, forte di 4.508 preferenze. Un successo superiore anche ai 4.124 voti che hanno portato il segretario del suo partito, Rocco Buttiglione, al Parlamento europeo, un anno fa, eletto nella ben più vasta circoscrizione nord ovest (Piemonte, Lombardia, Liguria). ‘Da Medicina a Parlamentare regionale’, potrebbe essere il titolo di questo articolo, come usa definire Bassolino gli eletti nelle regioni a statuto federale verso cui ormai viaggiano le regioni italiane. È la storia di Aniello Giugliano da S. Gennaro Vesuviano, un volto noto nella politica accademica del Federico II.
Robusto, non troppo alto, un po’ pienotto, volto tipico dell’area vesuviana e dell’hinterland napoletano, modi e stile semplici e diretti, tipici di coloro che hanno ancora forte il legame con le proprie tradizioni, i rapporti parentali, i legami familiari, il territorio in cui abitano (l’agro nolano-vesuviano). Gaetano Salvatore lo definiva “molto intelligente ma un po’ grossier”. L’elezione di Aniello Giugliano è stata per molti una sorpresa, per tanti. Non per quelli che invece erano parecchio addentro alle vicende di Medicina e della Presidenza di Cappella Cangiani. Lui la racconta così. “Ho 45 anni, fui assunto nel 1990 all’Università, assegnato alla Facoltà di Medicina come medico, tecnico laureato, inviato alla Patologia Generale e impiegato da subito alla Presidenza di Facoltà ad occuparmi di Erasmus e della didattica tutoriale. Ancora oggi faccio parte della Commissione Erasmus di Facoltà. Allora, Preside era un grande uomo, di vita, di personalità e di Scienza: Gaetano Salvatore”. Due gli amori di sempre: “la facoltà di medicina e la politica. La seconda da sempre la mia grande passione. Avevo 13-14 anni e già stavo in politica, andavo raccogliendo voti a Sessa Aurunca per colui che divenne deputato, nella democrazia cristiana, Allocca ”. Una politica vissuta sempre come rapporti familiari e legame con il territorio in cui è nato e vive. “Sono nato a S. Gennaro Vesuviano, dove sono stato anche sindaco nel 1990 e ’91, prendendo più voti di quanti mai un sindaco avesse preso nel mio paese”.
Oggi è nel Cdu, un partito virtuale in Campania, quasi senza sedi, senza consiglieri comunali, sindaci, presidenti di provincia, assessori, tranne in qualche piccolo paesino. E invece lui ce l’ha fatta lo stesso. La sua forza? La famiglia e la politica, un tutt’uno. “Mia madre era in parentela con Allocca che poi diventò deputato. Ricordo un suo comizio, con Andreotti a Palma Campania. Lo introdusse così: benvenuto nelle mie terre. Fu eletto. A Roma lo seguii, ero ancora molto ragazzo ma ho imparato molto: il rapporto con la gente, la politica come servizio, garantendo sempre la mia disponibilità”. Altro politico che ha segnato la sua vita è stato Giovanni Alterio, anch’egli DC della zona Vesuviana, assessore regionale per diversi anni e poi deputato eletto con 65.000 voti di preferenza. Anche qui c’entra la famiglia. “La madre era cugina di mia madre. Siamo persone che abbiamo sempre vissuto fra la gente, senza falsità né bugie. Così conosco molte persone, soprattutto gente del popolo e loro conoscono me. Senza fraintendimenti né giochetti. Tutto alla luce del sole”. “Ho preso 4.508 voti, quasi tutti dalle mie parti: S. Gennaro Vesuviano, S. Giuseppe Vesuviano, Nola, Ottaviano, Palma Campania”.
Robusto, non troppo alto, un po’ pienotto, volto tipico dell’area vesuviana e dell’hinterland napoletano, modi e stile semplici e diretti, tipici di coloro che hanno ancora forte il legame con le proprie tradizioni, i rapporti parentali, i legami familiari, il territorio in cui abitano (l’agro nolano-vesuviano). Gaetano Salvatore lo definiva “molto intelligente ma un po’ grossier”. L’elezione di Aniello Giugliano è stata per molti una sorpresa, per tanti. Non per quelli che invece erano parecchio addentro alle vicende di Medicina e della Presidenza di Cappella Cangiani. Lui la racconta così. “Ho 45 anni, fui assunto nel 1990 all’Università, assegnato alla Facoltà di Medicina come medico, tecnico laureato, inviato alla Patologia Generale e impiegato da subito alla Presidenza di Facoltà ad occuparmi di Erasmus e della didattica tutoriale. Ancora oggi faccio parte della Commissione Erasmus di Facoltà. Allora, Preside era un grande uomo, di vita, di personalità e di Scienza: Gaetano Salvatore”. Due gli amori di sempre: “la facoltà di medicina e la politica. La seconda da sempre la mia grande passione. Avevo 13-14 anni e già stavo in politica, andavo raccogliendo voti a Sessa Aurunca per colui che divenne deputato, nella democrazia cristiana, Allocca ”. Una politica vissuta sempre come rapporti familiari e legame con il territorio in cui è nato e vive. “Sono nato a S. Gennaro Vesuviano, dove sono stato anche sindaco nel 1990 e ’91, prendendo più voti di quanti mai un sindaco avesse preso nel mio paese”.
Oggi è nel Cdu, un partito virtuale in Campania, quasi senza sedi, senza consiglieri comunali, sindaci, presidenti di provincia, assessori, tranne in qualche piccolo paesino. E invece lui ce l’ha fatta lo stesso. La sua forza? La famiglia e la politica, un tutt’uno. “Mia madre era in parentela con Allocca che poi diventò deputato. Ricordo un suo comizio, con Andreotti a Palma Campania. Lo introdusse così: benvenuto nelle mie terre. Fu eletto. A Roma lo seguii, ero ancora molto ragazzo ma ho imparato molto: il rapporto con la gente, la politica come servizio, garantendo sempre la mia disponibilità”. Altro politico che ha segnato la sua vita è stato Giovanni Alterio, anch’egli DC della zona Vesuviana, assessore regionale per diversi anni e poi deputato eletto con 65.000 voti di preferenza. Anche qui c’entra la famiglia. “La madre era cugina di mia madre. Siamo persone che abbiamo sempre vissuto fra la gente, senza falsità né bugie. Così conosco molte persone, soprattutto gente del popolo e loro conoscono me. Senza fraintendimenti né giochetti. Tutto alla luce del sole”. “Ho preso 4.508 voti, quasi tutti dalle mie parti: S. Gennaro Vesuviano, S. Giuseppe Vesuviano, Nola, Ottaviano, Palma Campania”.
L’ombra di
Gaetano
Salvatore
Gaetano
Salvatore
Ma torniamo all’Università “In quei primi anni ’90 l’Erasmus in Italia si chiamava Facoltà di Medicina di Napoli: l’85% degli studenti italiani che partivano per l’Europa erano i nostri. Noi li seguivamo, li curavamo, cercavamo di risolvere i loro problemi. Allora partivano con modesti contributi, circa 200 mila lire mensili che spesso dovevano anticipare di tasca loro. Inoltre ospitavamo i primi Erasmus che venivano dai paesi dell’est. E anche loro venivano seguiti personalmente: ci occupavamo dell’ospitalità, di integrarli con la realtà napoletana. Tutto questo grazie al lavoro, alla visione di prospettiva, all’entusiasmo di Gaetano Salvatore. Mi sono appassionato a tal punto a questo mondo, a questo mondo di intessere i rapporti con i ragazzi, a stare a loro vicino come istituzione che, per conto della facoltà, li ho seguiti a Bruxelles, a Nizza, a Parigi. Invece di pensare a possibili sviluppi nella carriera docente, ho sposato la didattica tutoriale e il percorso verso la direzione sanitaria”. Il rapporto con i giovani sempre forte: “mi sentivo come uno di loro. Quando andavano via dall’Italia o vi ritornavano, passavano a salutare prima me e poi il Preside. Nel mio paese mi chiamavano il ragazzo d’Europa”.
Gaetano Salvatore. “Era persona buona, generosa, che ha dato molto a tanti ed ha anche costruito carriere. A me più volte ha chiesto perché mi piaceva stargli vicino, seguirlo, assisterlo. Ho sempre risposto: ‘perché sono orgoglioso di respirare la sua aria, la sua vicinanza. E questo mi basta’. Con Salvatore ricevevo Premi Nobel, i membri italiani ed europei della Commissione Bioetica, i Presidi di Medicina di Yale e di Dublino, venivo con lui ricevuto al Parlamento Europeo”. Aggiunge: “un’amicizia disinteressata, non ho mai chiesto nulla”.
Gaetano Salvatore. “Era persona buona, generosa, che ha dato molto a tanti ed ha anche costruito carriere. A me più volte ha chiesto perché mi piaceva stargli vicino, seguirlo, assisterlo. Ho sempre risposto: ‘perché sono orgoglioso di respirare la sua aria, la sua vicinanza. E questo mi basta’. Con Salvatore ricevevo Premi Nobel, i membri italiani ed europei della Commissione Bioetica, i Presidi di Medicina di Yale e di Dublino, venivo con lui ricevuto al Parlamento Europeo”. Aggiunge: “un’amicizia disinteressata, non ho mai chiesto nulla”.
15 milioni
al mese e le
delusioni della politica
al mese e le
delusioni della politica
Con l’elezione la sua retribuzione mensile è passata dai circa 4 milioni di medico in Patologia generale ai circa 15 milioni di Consigliere regionale. Più tredicesima, liquidazione a fine mandato e pensione dorata, benefit, rimborsi spese, contributi viaggio etc. Giugliano commenta: “non ho problemi a parlare di retribuzioni, ma considerate anche le spese: 9 milioni l’anno di tasse, un collaboratore personale che pago di tasca mia, la tessera al partito che io eletto pago 2 milioni l’anno, contro le 30 mila lire del cittadino comune, spese per convegni, dibattiti e manifesti, perché il partito non passa nulla di finanziamento pubblico né per la campagna elettorale”. Ma soprattutto: “quasi tutte le domeniche sono invitato a battesimi, comunioni, matrimoni nei miei paesi, e mica ti puoi presentare con le mani in mano” a chi comunque ti ha dato il suo voto. Insomma, guadagni alti quanto le spese.
Come vive, Giugliano, questi primi sei mesi da Consigliere regionale? “Una mezza delusione. Al di là di quello che si legge sui giornali, in Consiglio, l’opposizione si vende. Fanno vizi privati e pubbliche virtù, la politica la vivono come questione di accomodamenti. Vengono presentati migliaia di emendamenti come minaccia e poi, in altre stanze, si fanno i dietrofront. Un meccanismo consolidato quanto ridicolo. Così una parte dei consiglieri d’opposizione, tradisce il mandato popolare. Fa solo molta messa in scena, sceneggiate. Sono un po’ deluso da questo andamento. Vista la fauna che c’è, già da qualche mese, non consento a nessuno della minoranza polista, di parlare anche per me. Sono un sessantesimo del Consiglio Regionale, ma con dignità”.
Paolo Iannotti
Come vive, Giugliano, questi primi sei mesi da Consigliere regionale? “Una mezza delusione. Al di là di quello che si legge sui giornali, in Consiglio, l’opposizione si vende. Fanno vizi privati e pubbliche virtù, la politica la vivono come questione di accomodamenti. Vengono presentati migliaia di emendamenti come minaccia e poi, in altre stanze, si fanno i dietrofront. Un meccanismo consolidato quanto ridicolo. Così una parte dei consiglieri d’opposizione, tradisce il mandato popolare. Fa solo molta messa in scena, sceneggiate. Sono un po’ deluso da questo andamento. Vista la fauna che c’è, già da qualche mese, non consento a nessuno della minoranza polista, di parlare anche per me. Sono un sessantesimo del Consiglio Regionale, ma con dignità”.
Paolo Iannotti








