Diritto e Letteratura: corso novità a Giurisprudenza

“Il percorso universitario deve lasciare un segno indelebile: deve essere funzionale all’acquisizione di una coscienza analitica che permetta di declinare ed esaminare con adeguato criticismo i fenomeni della realtà che ci circonda”. Con questo incipit ha esordito la prof.ssa Antonella Argenio, docente di Filosofia del diritto, nell’illustrare il corso di Diritto e Letteratura che quest’anno ha conosciuto il varo. “Lo studio delle materie giuridiche – e non solo – non deve conoscere come approdo il solo conseguimento di un bagaglio nozionistico da spendere in contesti professionali. Se ciò rappresentasse il solo obiettivo cui è funzionalizzato il percorso universitario, lo studio sarebbe sterile, infruttuoso. Lo scopo preminente che deve orientare il percorso di studi è la maturazione di una coscienza critica con cui poter decriptare e setacciare i dati conoscitivi che, con svariati mezzi, ci inondano”, l’obiettivo del corso che sarà incentrato sui genocidi che hanno solcato il Novecento, con particolare riguardo alla Shoah ed alla questione armena.   Fenomeni misconosciuti o, addirittura, disconosciuti da filoni della storiografia. Come ci si può orientare in questo ginepraio di posizioni, ove un medesimo fenomeno riceve molteplici e disparate declinazioni? A quale di esse bisogna prestare fede? “Nell’analizzare un fenomeno non bisogna limitarsi ad un apprezzamento della superficie di una fonte conoscitiva: bisogna scandagliarla minuziosamente, cercando di risalire all’orientamento ideologico dell’autore onde comprendere i suoi legami col potere costituito imperante al momento dell’insorgenza del fenomeno”, risponde la docente.
Il corso, da 6 crediti, proseguirà fino al 10 maggio.
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