Esame di Tedesco I: “passi da gigante in pochi mesi” grazie a un Laboratorio di scrittura

91 bocciati su 156. È il bilancio finale dell’esame scritto di Lingua Tedesca del 31 gennaio. Punto debole di molti studenti è stata la produzione del testo, parte ultima di una prova che consta di altre due sezioni (grammatica e comprensione del testo). Al fine di fornire agli studenti un supporto didattico concreto ai fini dell’esame di giugno è stato predisposto sui corsi del primo anno, di cui è responsabile la prof.ssa Barbara Haussinger, un laboratorio di scrittura finalizzato alla stesura di testi scritti. Terrà le esercitazioni la prof.ssa Sigrid Waltraud Peitz, lettrice, le cui lezioni aggiuntive andranno seguite insieme al lettorato. Un esperimento già varato negli anni passati e riuscito con successo che nel secondo semestre sarà messo nuovamente a disposizione dell’ampia platea di studenti, dopo aver constatato agli esami i miglioramenti ottenuti da chi l’ha frequentato assiduamente. “Punto di partenza per l’elaborazione di qualsiasi testo è la lettura della traccia che sul compito definisce in modo molto dettagliato la consegna, specificando sia la forma dell’elaborato (lettera formale o informale, mail, testo argomentativo) che il topic da trattare. Viaggi, tempo libero, lavoro dei propri sogni, libri o film preferiti: gli argomenti richiedono ciascuno l’approfondimento di un lessico tematico appropriato. Tuttavia, non si viene giudicati per il contenuto ma per la forma in cui ci si esprime”: sono le parole di Antonia Gaudino, iscritta al secondo anno di Mediazione Linguistica e Culturale. “Ovviamente, la valutazione sarà positiva quando la scrittura risulta scorrevole e il concetto chiaro. In più, al corso ci insegnano a sviluppare un’idea in diversi punti”. Ad esempio, considerato il tema di un viaggio all’estero, “nella Brief (la lettera) si racconterà al proprio amico di penna dei posti visitati, delle bellezze turistiche, delle proprie impressioni personali. Occorre cioè snocciolare ogni singolo evento di cui vale la pena parlare. Potrebbe, perciò, essere utile far procedere alla stesura una mappa concettuale”. Richieste nella consegna almeno 100 parole. “Il tema scritto può causare problemi non solo perché non tutti hanno una dimestichezza tale con la lingua e il lessico specifico, ma anche per la cura grammaticale che esso necessita. Parlare di un viaggio concluso vuol dire automaticamente saper coniugare i verbi ai tempi del passato, Präteritum e Perfekt”, continua la collega Emanuela Annarumma. Il livello della prova si situa in una fascia intermedia tra un A2 e un B1, secondo il Quadro comune europeo di riferimento per le lingue. Tuttavia, per uno studente del primo anno “avere una conoscenza approfondita delle principali coniugazioni verbali, oppure scrivere tenendo conto di tutte le opportune declinazioni, non è cosa da poco”, anche perché “il tedesco ha un ordine fisso della frase che bisogna rispettare”, spiega Marianna Di Stefano. Questa struttura per un italofono è difficile da assimilare subito, poiché “nella traduzione dall’italiano al tedesco non verrebbe naturalmente, per esempio, porre il verbo sempre come secondo elemento della frase”. È necessario prestare molta attenzione anche agli errori più banali che incidono sul voto complessivo. Uno tra tutti: “ricordarsi che i sostantivi vogliono la lettera iniziale in maiuscolo”. Altre distrazioni che spesso capitano riguardano la posizione del participio passato, che “deve essere invece l’ultimo elemento della frase. Se devo dire ‘sono andata a una festa’ in tedesco sarà tradotto nell’ordine ‘sono a una festa andata’. Come si potrà immaginare, dopo una frase molto lunga, si rischia di dimenticare completamente quel participio ed ecco che un intero periodo può risultare senza senso”. In quest’ottica, il corso di scrittura garantisce un allenamento costante per entrare più vivamente nel meccanismo della lingua scritta e arricchire il proprio vocabolario. “Leggere i giornali aiuta molto a capire in che modo impostare l’argomentazione e fornisce utili spunti lessicali per i temi d’attualità, funzionali anche alla discussione col docente in vista dell’orale, che verte sul commento di articoli su inquinamento, mobilità, mass-media e altre questioni socio-politiche”, conferma una studentessa del terzo anno, Arianna Miele. Inoltre, il confronto con il docente ha il vantaggio di offrire sin da subito un feedback sul lavoro svolto, perché “in pochi mesi si fanno passi da gigante e si consolidano le basi di grammatica, arrivando alla data dello scritto con una preparazione dignitosa che fornirà poi una marcia in più per seguire le lezioni di Tedesco II e III”. Tutto questo va, però, sempre integrato con l’esercitazione a casa. “A lezione ci consigliano di realizzare almeno 10 frasi per ogni tema e utilizzare formule fisse per connettere le sezioni del discorso, diviso in introduzione, svolgimento (la parte più corposa) e conclusione”. Se si organizza il lavoro compilando per ogni topic una scheda di approfondimento, “l’esame – vedrete – sarà una semplice formalità”, conclude Marilia Sannino.
Sabrina Sabatino
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