Esami a ripetizione a Ingegneria

Lezioni ed esami ad Ingegneria si succedono senza soluzione di continuità. Marco Cassaniti è iscritto al primo anno di Ingegneria Edile-Architettura, la Laurea Magistrale a ciclo unico che prevede corsi annuali: “Vuol dire che fino a maggio siamo relativamente tranquilli. È rassicurante per certi versi, abbiamo più tempo e possiamo studiare di più, ma è anche un’arma a doppio taglio perché non siamo incentivati dalle scadenze per gli esami e finiamo col concentrare tutto il lavoro poco prima delle prove intercorso. Anche perché, nonostante il nostro calendario favorevole, abbiamo lezione dalle nove del mattino alle sette di sera. Spesso dobbiamo anche spostarci da una sede all’altra durante il giorno. Poi c’è il viaggio di ritorno con i mezzi pubblici che sono un disastro. Quando arriviamo a casa, il tempo rimasto per studiare è veramente poco”. Migliaia di iscritti e tempi stretti rendono inevitabili le concentrazioni e le sovrapposizioni fra gli appelli. Un problema a cui quest’anno si è cercato di porre rimedio ampliando un po’ la finestra di esami. Ce ne parla un gruppo di ragazzi del terzo anno di Ingegneria per l’Automazione. “Capita che ci sia mancanza di coordinamento tra i professori, che finiscono col fissare le date d’esame di uno stesso appello in un’unica settimana. Quest’anno è andata un po’ meglio di quanto non sia accaduto in passato perché hanno aperto le date a dicembre, ma l’anno scorso dovevamo dare cinque esami in un mese e mezzo”, racconta Pierluigi Porreca. La carenza di personale e il superlavoro a cui sono sottoposti, in primis i professori, non possono che avere delle ripercussioni sui ragazzi. Ingegneria per l’Automazione è uno dei Corsi di Studio del settore dell’Informazione con il minor numero di iscritti, soggetti pertanto a svolgere le attività didattiche ‘accorpati’ ai colleghi dello stesso ambito, iscritti a Corsi di Laurea più numerosi, come quelli in Informatica ed Elettronica. “Il corso di Teoria dei Segnali è stato organizzato bene ma il professore si è dovuto assentare un periodo per una conferenza e abbiamo recuperato le lezioni trattenendoci fino a tardi la sera, aggiungendo ulteriore lavoro a quello già previsto. Sono convinto che i docenti vadano capiti. Si trovano in aule con trecento – quattrocento persone, di indirizzi e anni diversi, il che vuol dire che ci sono studenti che devono portare programmi differenti, con un diverso numero di crediti. Sono condizioni certamente non ottimali, ma la gestione resta sempre la stessa e non si fa mai niente per evitare il surplus”, sottolinea Adriano De Rosa. Le discrepanze fra le ore di studio previste e quelle reali è un altro degli argomenti al centro delle analisi degli studenti. “Non è raro avere l’impressione di seguire dei corsi con un valore nominale in termini di crediti, fortemente sottostimati. È successo con Metodi Matematici e Campi Elettrici e Magnetici Quasi Stazionari. Insieme con Teoria dei Segnali, rappresentano alcuni fra gli esami più tosti ma sono impostati in modo tale che si comincia a seguire con centocinquanta persone in aula e al primo appello, su una sessantina di superstiti, si presenta meno di una decina di ragazzi”, spiega Alfonso Perrotta. Ilaria Biagini e Giorgia De Santi, terzo anno di Ingegneria Elettronica, sono soddisfatte dopo aver appena superato Campi Elettromagnetici e Circuiti: “è una materia del secondo anno e stiamo studiando da sei mesi”, dicono le due ragazze che apprezzano molto il loro percorso di studio, ma lo trovano un po’ sbilanciato. Ossia: “al secondo anno, in particolare nel secondo semestre, sono concentrate alcune delle discipline più impegnative come, per l’appunto, Campi Elettromagnetici e Fondamenti di Telecomunicazioni. Questo finisce col rallentarci molto. Un’altra cosa che non è subito chiara all’occhio di noi studenti è come mai si sia deciso di dare gli stessi sei crediti ad un corso per noi fondamentale come l’Elettromagnetismo e ad un altro meno significativo come Informatica. Forse al primo dovremmo dedicare molto più tempo”. “Sono al primo anno della Laurea Magistrale in Ingegneria Aerospaziale e, se riuscirò a dare almeno quattro degli otto esami previsti, mi considererò un genio – commenta uno studente che vuole mantenere l’anonimato – Ma andrà bene anche se darò solo Aerodinamica degli Aeromobili. È lo scoglio di quest’anno, forse di tutto il biennio. È molto formativo ma occupa da solo un semestre”. Costantino Cestrone e Giuseppe Cappella, terzo anno di Ingegneria Gestionale, pongono l’accento sulla spinosa e molto grave questione dei trasporti: “l’università è impegnativa e le lezioni finiscono sempre tardi. Riesci a tenere il passo solo se non devi fare viaggi troppo lunghi, o se sei fuorisede e puoi prendere casa a Napoli. Altrimenti, ti riduci a somigliare a un panda”.
Simona Pasquale
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